Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Venom
:: Venom - From The Very Depths - (Spinefarm - 2015)
I Venom sono sempre stati una band di confine. Un tempo riuscivano a stare al di qua della linea della qualità (concetto che acquista un significato tutto suo quando lo si associa al terzetto inglese), ma che da un pezzo l’ha superata, cadendo in un baratro da cui non riesce a tirarsi più fuori. Mettiamo subito in chiaro una cosa: c’è casino e casino. Quello che i Venom hanno tirato fuori dai propri strumenti sino a Possessed era casino buono, da quell’album in poi è solo rumore fine a se stesso. La magia del triangolo Cronos-Abaddon-Mantas andava oltre la somma delle parti. Quei tre tizi senza saper suonare hanno dato vita a degli album stupendi e, probabilmente, al metal estremo. Però non essendo un’alchimia che si reggeva sulla classe innata dei tre vertici (come avviene nel caso dei Rush) il tutto è scoppiato come una bolla di sapone, così ci ritroviamo ad avere a che fare con album come Metal Black o Fallen Angel, giusto per citare due titoli che stanno là a prender polvere nella mia discoteca. From The Very Depths, se lo vogliamo considerare un disco dei Venom, visto che c’è solo Cronos, non si discosta di molto dalle ultime uscite. La band di Newcastle oggi è come un tizio uscito da un coma decennale, incapace di fare anche le cose più semplici, per non parlare di quelle che le riuscivano meglio prima dell’incidente. Qua e là sentirete stralci di caos, ascolterete cose un po’ più strane come “Smoke”, oppure vi ritroverete a che fare con l’anima più grezza e punk della band in “Long Haired Punks”, ma dubito che risulterà un’esperienza esaltante. La domanda è una: perché non fare uscire questi album a nome Cronos? La risposta la sappiamo tutti, ma neanche quel’avido di Satanasso riuscirà a sopportare questa ennesimo obbrobrio per perpetrato in suo onore.
Voto: 4,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.venomslegions.com
:: Venom - Metal Black - (Castle Communications/Sanctuary - 2006)
Finalmente dopo ben sei anni di assenza causati da cambi di formazione, problemi fisici e tempi lunghi, anzi lunghissimi di gestazione che potessero comunque portare ad un risultato all’altezza del proprio blasone, tornano gli indiscussi black metal gods: i Venom.
Ed il loro ritorno è segnato con la giusta e comprensibile decisione di rimettersi in gioco già da subito nel giro delle più grandi bands del pianeta con un titolo che la dice lunga su tale ambizione.
Metal Black è un album riuscito quasi per intero nell’intento di essere Venom al 100% e penso abbia in se tutte le caratteristiche di quello che è la band di Newcastle del 2006, senza stare a fare inutili paragoni o rimpiangere quelli di Welcome To Hell o Black Metal perché i Venom di oggi sono una band ancora maledettamente malefica, cattiva, ignorante e presuntuosa.
La line-up potrebbe essere la migliore tecnicamente di sempre: al fianco di Cronos infatti troviamo il riconfermato Antton dietro le pelli che garantisce maggiore affidabilità (sotto ogni aspetto) del suo predecessore, mentre alla chitarra vi è il fido Mike Hickey (Mykvs), già una vecchia conoscenza dai tempi di Calm Before The Storm e dei progetti solisti di Cronos.
Sono ben quattordici le tracce che vanno a comporre Metal Black, una buona compensazione dopo i lunghi anni di silenzio e particolare che non incide sostanzialmente sulla durata del lavoro poiché non va a superare i sessanta minuti; per quanto concerne la produzione generale, questa volta si è puntato maggiormente su una registrazione più schietta e meno pulita del precedente Resurrection, mantenendo quindi una attitudine maggiormente \\\"eighties\\\" e che potrebbe sollevare più di una perplessità... de gustibus.
L’apertura è affidata al singolo \\\"Antechrist\\\", un brano ruvido dettato da tempi quasi rock\\\'n\\\'roll e che anche il buon Lemmy credo non avrebbe disdegnato a cantare. Della stessa stoffa è la successiva \\\"Burn In Hell\\\", breve,veloce e coinvolgente nel suo ritornello. Con la terza traccia, ovvero \\\"House Of Pain\\\", l\\\'andatura si smorza di colpo a favore di un riffing pesantissimo e cadenzato; una song monolitica che riprende il discorso intrapreso su Resurrection il cui tema principale era improntato maggiormente sulla potenza dei mezzi tempi. Lo stesso dicasi per \\\"Death & Dying\\\" la quale lascia il tempo che trova, senza esaltare più di tanto. \\\"Regé Satanas\\\" ci riporta a dei Venom ancorati sempre più alle tematiche a loro più congeniali, per un brano carico di cattiveria.e interessante, come interessanti sono le seguenti \\\"Darkest Realm\\\" e \\\"A Good Day To Day\\\", dal piglio vivace a da un headbanging assicurato. Dopo un paio di canzoni sottovalutabili come \\\"Assassin\\\" e \\\"Lucifer Rising\\\" (dove la parte del leone la fa il solito Cronos), l\\\'attenzione si sofferma sugli ultimi episodi degni di nota, e parliamo di \\\"Blessed Dead\\\", \\\"Hours Of Darkness\\\" (una sorta di \\\"Seven Gates Of Hell\\\" targata 2006), della lunga e tormentata \\\"Maleficarum\\\" e del finale al fulmicotone lanciato dalla title track che rifà a suo modo il verso alla celeberrima \\\"Black Metal\\\", canzone simbolo della band. Un album che rientra di diritto tra i migliori della discografia, ma che tuttavia non è privo di sottili ombre.

R
:: Venom - Resurrection - (Spv/Steamhammer//Audioglobe)
Sarò sincero dicendo che, con tanta titubanza mi sono apprestato ad ascoltare questo nuovo lavoro dei Venom; forse un po’ per la mezza delusione ancora bruciante provocata dal precedente album, ossia “Cast in Stone” e forse un po’ per le varie vicissitudini che hanno coinvolto la stessa band (vedi mancato tour precedente, conseguenti e non nuovi screzi interni, ecc.), ma devo dire che dopo un primissimo ascolto di “Resurrection”, sono stato fortunatamente smentito. Allontanato Abaddon (vicenda che mi ha rattristato non poco) e sostituito da tale Antton, la band ci ha guadagnato, poiché il nuovo batterista è veloce e preciso e fa un buon uso della doppia cassa. La chitarra di Mantas, invece, ha un suono un po’ compresso rispetto al passato e la voce di Cronos è più studiata e più rabbiosa che mai. Ma entriamo nel dettaglio: l’inizio è pesantissimo, un vero pugno in pieno volto, con la title-track “Vengeance” e “War Against Christ”, caratterizzata quest’ultima da un semplice tappeto tastieristico. Si passa poi a “All there is fear” che ci mette di fronte a dei Venom più epici. Tra i migliori episodi a mio avviso citerei “Pain”, “Black Flame”(of Satan)” e “Firelight”(un vero tuffo nel passato). Alcuni deja-vu di certo non mancano ma non guastano il tutto, come non guastano certi esperimenti a livello di vocals(Man Myth & Magic, Pandemonium e soprattutto Leviathan).
Break inconsueti si riscontrano in “Control Freak” e “Disbeliever”.
Insomma per te è un grande album probabilmente, sia ben chiaro, i tempi che fecero grandi i Venom(le prime tre realizzazioni) non torneranno più, ma con Resurrection, i nostri ci vanno proprio vicini, con quelle atmosfere sulfuree che era caratteristica proprio di “Black Metal” e “Welcome to Hell”. Un bel 10 a Cronos e soci e un bel due ad Abaddon(speriamo che gli stacchino la spina dei suoi campionatori…..sigh!). Consigliato soprattutto a chi aveva perso le speranze di ascoltare dei \"veri\" album dopo gli insuccessi ottenuti con Tony Dolan alla voce, e a chi conosce poco o addirittura niente(vergognatevi!) delle produzioni del trio inglese.

R
:: Venom - Welcome to Hell - (Neat)
Il principio del Black-Metal inizia qui, fondato da uno spazzino Inglese e da un paio di amici che decidono si suonare. Esagerando in tutto e per tutto, dalle sonorità ai testi, venivano spesso catalogati come una commistioni di band quali Black Sabbath e Motorhead che in quel periodo solcavano la scena, senza accorgersi della novità apportata da questa band nel mondo dell’heavy-metal. Sonorità pesanti, produzione musicale pietosa e melodie inesistenti erano il punto cardine dell’album e del gruppo, basti ascoltare la titletrack, Sons of Satan, Angel Dust per entrare nel vortice della malvagità vera e propria. A distanza di vent’anni è ancora un disco magnifico, dove tantissime band si inspirano; canzoni come In League with Satan, granitica e cadenzata, Poison e Witching Hour, veloci e cupe, Mayhem with Mercy oscura e strumentale, rimangono indelebili sfaccettature di una malignità, dovuta alla pessima situazione sociale vissuta da Cronos e soci.. Welcome to Hell è il principio del metal estremo e questo è impossibile negarlo.

IF
<<< indietro


   
Gravesite
"Neverending Trail Of Skulls"
Accept
"The Rise Of Chaos"
Thunder Godzilla
"Thunder Godzilla"
Circus Nebula
"Circus Nebula"
Buffalo Grillz
"Martin Burger King"
Monnalisa
"In Principio"
Overkhaos
"Beware Of Truth"
Antonio Giorgio
"Golden Metal - The Quest For The Inner Glory"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild