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Reviews - Vastator
:: Vastator - Hell Only Knows - (Inferno Re. – 2008)
Piccola leggenda metal del Cile e del Sud America in genere, finalmente i Vastator grazie alla francese Inferno Records riescono a sbarcare sul territorio europeo. L’attività dei sudamericani ha radici che affondano nel passato, nel 1986 per la precisione. Dopo tre demo, arrivano all’esordio discografico nel 1998, e con questo Hell Only Knows tagliano i traguardo del terzo album. Originariamente uscito nel 2007 Oltreoceano, oggi viene riproposto da noi con una copertina diversa e un bonus video tratto dalla title track. Il genere proposto è un heavy metal classico dai connotati epici, per far dei nomi primi Manowar, Armored Saints, Guardian Lord e Cirith Ungol. Le note che accompagnano il cd parlano anche di influenze thrash, che a mi avviso non ci sono (almeno che non si voglia considerare tali qualche accelerazione che compare qua e là). Il cd è oscuro (giova in questo senso la produzione scarna e old fashioned) e presenta le sue canzoni migliori nella coda: “Mansion En Llamas”, “Maxima Entropia” e “Monsenor”, guarda caso gli unici tre pezzi cantanti in spagnolo. Una piacevole scoperta, che non scalerà le classifiche di vendita, ma riscalderà il cuore d’acciaio dei più incalliti tra i defender.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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:: Vastator - Machine Hell - (Inferno Rec. – 2010)
Ho scoperto i cileni Vastator solo un paio d’anni fa — all’epoca della pubblicazione di Hell Only Knows ― nonostante il combo sia attiva da più di tre lustri. Per questo motivo, mi son dato subito da fare, recuperando anche il precedente The Night Of San Juan. Il ritorno degli andini ha titolo Machine Hell e mantiene intatte tutte le peculiarità che mi avevano fatto appezzare i due lavori precedenti: metal classico con influenze epiche e doom. Probabilmente questo album ha qualche influenza thrash (o meglio speed) in più rispetto al passato, ma poco importa: chi ama Mercyful Fate, Armored Saints, Guardian Lord, primi Doomsword e Cirith Ungol, troverà pane metallico per i propri denti. Ad impreziosire il disco intervengono personaggi come Veronica Freeman (Benedictum) nel brano “The Gods Give No Replay” e Metal Mike (Halford) in “Hawker Hunter”. Ancora una volta i brani sono cantati sia in inglese che in spagnolo, per me, come già accaduto per gli altri capitoli discografici, la band da meglio di sé quanto canta in madrelingua: i brani assumono un fascino più esotico e oscuro con l’idioma spagnolo, oltre che a caratterizzare maggiormente la proposta dei nostri. Come se non bastassero 10 tracce di metallo puro, il disco in conclusione contiene anche il video tratto dal brano “The Gods Give No Replay”. Se siete dei veri metal kid, sapete già cosa dovete fare…
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Vastator - The Night Of San Juan - (Ripper – 2001)
Pur essendo attivi sin dal 1986, i cileni Vastator sono arrivati all’esordio discografico solo nel 2001. Grazie ai quattro demo pubblicati in precedenza, il gruppo è riuscito a guadagnarsi lo status di cult band in America Latina. Certo oggi nessuno ci impiega più 15 anni per esordire e tanto meno si prende la briga di pubblicare 4 demo… ma i Vastator appartengono a un’epoca in cui suonare metallo non era così semplice come oggi e la gavetta era un passaggio obbligatorio. Comunque l’attesa di ben 15 anni è servita perchè The Night Of San Juan è un grandissimo album di heavy metal classico. Oscuro, maligno, vibrante, epico, entusiasmante e retrò. La musica dei cileni è infatti ferma al 1986 e il gruppo volontariamente o involontariamente è riuscito in questo platter a riproporre l’essenza di quello che per molti è stata la migliore annata del nostro genere. Forse a molti farà sorridere la produzione scarna dell’album o alcune soluzioni da “vecchi” contenute nel loro esordio, ma questo, a mio avviso, serve a dare maggior fascino al cd. Probabilmente sarò un vecchio nostalgico (nel 1986 io non ero ancora un metalhead, ma la mia di gavetta metallica l’ho fatta su dischi quali Master Of Puppets, Reign In Blood, Peace Sells… tutti pubblicati in quell’anno) ma mi sento di consigliare a tutti questo album e in particolare l’ultima traccia, “The Flight of Tue Tue”, vera perla della produzione dei cileni.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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