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Reviews - Uriah Heep
:: Uriah Heep - Into The Wild - (Frontiers - 2011)
Solo i grandi possono continuare a produrre lavori di qualità autentica; solo geni come Mick Box possono garantire sempre la sicurezza di acquistare cd di un certo valore. Ecco un gruppo che ha fatto la storia dell’hard rock mondiale e se dovessi dire quali band sono state assolutamente indispensabili per il successo di questo genere, che ha dominato il mercato mondiale per decenni, di sicuro fra i primi cinque nomi metterei quello degli
Uriah Heep. Di acqua sotto i ponti ne è passata per loro. Frequenti sono stati i cambi di line-up, ad esempio, che ancora oggi colpiscono questa stupenda band col recente abbandono per problemi di salute del loro più storico batterista, Lee Kerslake. Ma Box e soci hanno comunque continuato per la loro strada, trovando oggi una formula vincente e di qualità, qualità acquisita grazie prima di tutto all\'ormai icona e front Bernie Shaw, secondo me il migliore dopo Byron senza ovviamente nulla togliere a Lawton che amo, che ha saputo dare continuità e freschezza alla mitica band! Con tutto il rispetto per Karslake e il suo passato, l’ingresso in squadra di Russell Gilbrook alla batteria (già presente dal precedente album) ha dato nuova aria, potenza e modernità a uno stile ormai secondo me troppo datato, inserendo la doppia cassa senza rovinare o sconvolgere più di
tanto l\'Heep stile. “Into The Wild”, ventiduesima fatica del combo inglese, è una bellissima perla di hard rock con tanto di hammond e cori alla Heep che vanno a dare vita a un
sound settantiano riprodotto però con suoni e tecniche odierni. Fresca e d\'impatto la prima traccia di questo bel disco, “Nail On The Head”, con un riff alla Led Zeppelin che si va a incastonare con un bel rock blues come solo i grandi possono fare. Si continua con ciò di cui parlavo in precedenza, l’ingresso di Gilbrook che ha permesso agli Uriah Heep di uscire dal classico e di andare a sfidare lo speed grazie allo stile più heavy del batterista che si sente subito dalle tracce 2 e 3, rispettivamente “I Can See You” e la title track “Into The Wild\" e che ritroveremo per tutto l\'album. Certo qualche purista potrebbe storcere il naso, però dai, diamo spazio a un po\' di modernità! Promuovo in pieno quest\'ultima loro fatica, quindi, e ritenendo questo lavoro migliore del precedente mi sento sinceramente di dire LUNGA VITA AGLI URIAH HEEP! Certo qualche purista potrebbe storcere il naso, ma diamo via a un po’ di moderno! Io promuovo questo ultima fatica, e ritenendo migliore del precedente lavoro.
Voto: 8/10
Antonio Abate

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www.uriah-heep.com
:: Uriah Heep - Outsider - (Frontiers – 2014)
Chi racconta che il rock and roll vive un momento di pessima salute non guarda Medicina 33 e/o non ha ascoltato Outsider, ultima fatica degli Uriah Heep. L’album si piazza direttamente dietro i grandi classici del passato, soprattutto per merito del sano entusiasmo, sprigionato specialmente da Mick Box, che dona freschezza a quello che è lo stile ormai consolidato della band. Piccoli accorgimenti, nulla di particolare, nell’approccio più che nei contenuti (ariosi, epici, evocativi, simil progressivi e muscolari come sempre), cosa che sorprende non poco se si considera il momento non proprio felice che gli inglesi hanno passato in seguito alla perdita del bassista Trevor Bolder nel 2013 (in verità un po’ di pessimismo traspare dalla, pur bella, copertina).Un disco per tutti, fans storici, amanti delusi dalle ultime prove e novizi che non hanno mai avuto a che fare con questo pezzo di storia della musica. Lunga vita agli Uriah Heep, e non ce ne voglia David Copperfield!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.uriah-heep.com
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