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Reviews - UDO
:: UDO - Dominator - (AFM Records - 2009)
Udo Dirkschneider è la storia dell’heavy-metal tedesco: la graffiante ugola della Westfalia, negli anni ’80,quando militava negli Accept, ha scritto pagine importantissime della nostro musica preferita, per poi intraprendere un’altrettanto fortunata carriera solista, sempre nell’ambito dell’heavy metal più classico ed anthemico. L’ascolto di questo nuovo “Dominator” non ha però saputo convincere come le prove precedenti del buon vecchio Udo. L’iniziale “The Bogeyman” è un mid-tempo priestiano non affatto coinvolgente, mentre la successiva title-track pigia un po’ di più il piede sull’acceleratore, ma rimane abbastanza banale nella sua costruzione. I primi segnali positivi si hanno con “Black And White”, che pare rinverdire i fasti del periodo Accept, grazie ad una buonissima prestazione vocale del tarchiato singer, bei ritornelli e solos magistralmente interpretati dalla coppia d’asce costituita dall’italiano Igor Gianola e dall’altro ex-Accept Stefan Kauffmann. Anche la seguente “Infected” si mantiene su buoni livelli sempre per l’egregia prestazione dei due chitarristi, purtroppo ci pensa “Heavy Metal Heaven”, un malriuscito plagio dei primi Gamma Ray, a riabbassare il livello dell’album. La ballad “Stillness Of Time”, con la sua introduzione pianistica ed i bridge di chitarra acustica si dimostra un esperimento riuscito solo a metà: eccezionali gli assoli di chitarra ma poco convincenti le parti corali. Per ritrovare un brano pienamente soddisfacente dobbiamo raggiungere la nona traccia, la veloce e power “Speed Demon”, mentre l’ultima song, la ballad “Whispers In The Dark”, risulta migliore “Stillness Of Time”, ma nonostante ciò lascia un po’ di amaro in bocca. Sembra proprio che Udo abbia iniziato a calmarsi, alzando il piede dall’acceleratore, e, anche a livello vocale pare stia tirando il freno. “Dominator” è un disco tra alti e bassi, che certamente sarà gradito agli estimatori delle sonorità classic metal anni ’80, ma che a mio parere non è da annoverarsi tra le gemme della carriera solista dell’icona rock tedesca.
Voto: 6/10
Marco Cramarossa

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:: UDO - Infected - (AFM Records - 2009)
Al giorno d\\\'oggi è molto difficile dare un giudizio sugli EP, specie se messi sul mercato da artisti dall\\\'indubbio valore. UDO è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, membro glorioso degli Accept e autore di dodici album in studio in versione solista, in ultimo \\\"Dominator\\\" di prossima uscita. Questo \\\"Infected\\\", è un antipasto proprio a \\\"Dominator\\\" e ci mostra un UDO in forma a dir poco smagliante e questo ci lascia pensare che il prossimo lavoro in studio sarà senza dubbio un autentico capolavoro. Ma a questo punto perché mettere questi due prodotti sul mercato a così poco tempo di distanza? Lasciando perdere ogni giudizio personale, \\\"Infectend\\\" è un buon prodotto, ben suonato e prodotto magnificamente, un insieme di pezzi coinvolgenti in chiaro stile Accept e Judas Priest dove è impossibile restare immobili. Si parte proprio con in \\\"Infected\\\", un pezzo dotato di una potenza inaudita, eseguito con una rapidità pazzesca e supportato splendidi assoli di chitarre taglienti, pungenti e penetranti, in un vortice di colate di puro metallo fuso, \\\"Systematic Madness\\\" a seguire, è un pezzo che decolla in modo armonico fino ad esplodere in un energico abbraccio musicale incentrato su rimti incisivi e robusti, supportato da un arrangiamento impeccabile, \\\"Bodyworld\\\" invece, è un componimento in chiaro stile Judas Priest, dove la voce di UDO dona un inconfondibile tocco di personalità, risultando una canzone possente ed intensa allo steso tempo. \\\"Platchet Soldat\\\" è in assoluto uno dei pezzi più ispirati e di maggiore spessore artistico di quelli composti dal cantante teutonico nella propria carriera, che in questa versione remixata acquista una maggiore versatilità, la conclusione, infine, è affidata a \\\"Poezd Po Rossii\\\", pezzo eseguito in quel di Mosca nel 2008 che consente di ammirare la forza di UDO dal vivo. Se siete fan sfegatati di UDO fate vostro questo prodotto, altrimenti attendete con serenità l\\\'uscita del disco, tanto manca poco.
Voto: 6/10
Maurizio Mazzarella

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:: UDO - Man and Machine - Spv/Steamhammer//Audioglobe
La ruvida voce di Udo Dirkschneider torna a graffiare a distanza di pochi mesi dall\\\'ottimo live album registrato in Russia, e lo fa facendomi felice di poter constatare come la band dell\\\'ex singer degli Accept sia ben lontana da un indecoroso declino o da un pre-pensionamento forzato.
In effetti Man And Machine è l\\\'emblematico episidio di come si possa fare un disco di sano e robusto heavy metal senza inventarsi l\\\'impossibile o ricorrere alle \\\"contaminazioni\\\" più disparate.
Sull\\\'album non c\\\'è molto da dire; sound tradizionale, semplice nella struttura, a metà strada tra AC/DC e Judas Priest (ma anche tanto personale…), con quei riffs granitici e quella calda voce roca di Udo, ormai consacrato rocker a vita.
Sulle songs non me la sento di citare alcuna, se non \\\"Dancing With An Angel\\\" che vede come special guest la carissima Doro Pesch.
A qualcuno potrà sembrare banale per i tempi odierni, ad altri forse poco originale, per il sottoscritto, invece, rimane solo fottutissimo rock\\\'n\\\'roll.
Per il resto… de gustibus!

R
:: UDO - Thunderball - Afm/Audioglobe
Mentre i nuovi pargoli del classic metal teutonico continuano a sfornare album insipidi e ripetitivi, è la c.d. \\\"vecchia guardia\\\" a tenere su la fiamma immortale del genere. Mi riferisco al nuovo album degli U.D.O. band capitanata da Udo Dirkschneider e Stefan Kaufmann. \\\'Thunderball\\\' è un album splendido e che insegna alle nuove generazioni le regole su come si suona vero Heavy Metal. L\\\'undicesimo album della saga di U.D.O. è una carellata di brani metal che entra nel tuo io con la forza di un tanker e ti rimane impresso nella memoria per sempre. Vedete...non basta suonare pesante per affermare di essere una band di Heavy Metal. Suonare Heavy Metal è un qualcosa di altro e molto più \\\"alto\\\"... C\\\'è un mood particolare da porre in evidenza. E gli U.D.O. lo sanno bene, anzi fin troppo bene... La voce di Udo è sempre quella di un tempo, affascinante e magnetica; mentre i lresto della band costruisce un sound roccioso, monolitico, mobile, pieno di pathos e mai ripetitivo. Questo album è un caleidoscopio di forza, rabbia, epicità, sentimento e attitudine diretta. Che Dio mantenga a lungo in vita Udo e la sua ciurma!

EMANUELE GENTILE
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