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Reviews - Triumph
:: Triumph - Greatest Hits Remixed - (Frontiers - 2010)
Difficile giudicare un greatest hits. A volte si ha la netta impressione che si tratti di un puro riempitivo per questioni contrattuali, altre per un periodo di poca ispirazione di una band che magari ha già detto tutto in anni di maggior gloria. Benché i maligni staranno già ipotizzando che io propenda per la seconda opzione nel caso di “Greatest Hits Remixed”, con tutta la buona volontà non riesco ad applicare le regole del mercato ad un gruppo come i Triumph. Primo, perché nonostante abbiano goduto di un discreto successo oltreoceano negli anni ’80, sono tanti i rockers nostrani che si sono persi questo power trio nei loro ascolti, diacronici o retroattivi che siano. Secondo, perché i Triumph sono i Triumph. Non una band seminale, ma uno di quei gruppi che sono riusciti a tirar fuori, sin dal 1975, una quantità incommensurabile di piccoli capolavori che in qualche caso coincidono con dischi interi, come nel caso di “Allied Forces”, “Never Surrender”, “Thunder Seven” e il bistrattato “The Sport of Kings”. E non credo affatto sia cosa da poco, in un mondo in cui le note sono sette, o dodici secondo il buon Arnold Schoenberg. Ora, i Triumph sono quanto di più lontano dalla dodecafonia e dalla sperimentazione, ma le riprese che li vedono protagonisti allo US Festival del 1983 sono qualcosa che riempie il cuore. E la stessa cosa fa questo disco, per quanto a mio parere inferiore a “Classics”, già uscito nel 1987. La discografia dei canadesi è saccheggiata a piene mani, e l’unica vera chicca per i fans è la versione del classico degli Everly Brothers “Love Hurts”, che in questa raccolta figura anche come unica testimonianza del periodo senza Rik Emmett nella band. E a proposito di Emmett, una vera leggenda vivente della chitarra, dispiace l’esclusione di almeno uno degli strumentali che hanno fatto conoscere al mondo questo prodigio della sei corde e delle commistioni tra rock e musica classica, come “Embrujo” o la mitica “Little Boy Blues”. Ma al cospetto di classici come “Lay it on the Line”, “Magic Power”, “Fight the Good Fight”, “Spellbound” e “Never Surrender”, e con l’apertura affidata ad “Allied Forces”, c’è ben poco da argomentare. Se sapete di cosa sto parlando, passate avanti sullo scaffale dei dischi. Se invece i nomi appena citati non vi dicono niente, è il momento di entrare nell’universo Triumph!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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