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Reviews - Trick Or Treat
:: Trick Or Treat - Evil Needs Candy Too - (Valery Rec./Frontiers - 2006)
Power metal ben suonato e ben prodotto che, dopo un intro da cartone animato, parte con “Evil Needs Candy Too”, brano cardine dell’album, veloce e d’impatto. Atmosfere misteriose in “Time For us All” con cadenzati riff e refrain orecchiabile. “Girls Just Want to Have Fun” cover della blasonata canzone, è stata messa in opera con un tocco personale che la rende ottima da ascoltare. La voce del cantante si ambienta bene sulla scia di partiture create dalla band e porta il suo contributo incisivo su brani come “Joyful in Sadness”, d’impatto. C’è tempo per la malinconica “Sunday Morning in London” per ripartire con “Who Will Save The Hero” dalle partiture semplici ma decise. Nell’ultimo anno, molti album power metal sono arrivati in redazione e solo alcuni (compreso questo che mi accingo a recensire), inseriscono delle personali idee che si discostano dall’ovvietà del genere. Un disco formato da dieci tracce con alcuni assoli di chitarra interessanti (si veda quello di “Who Will Save The Hero” o dell’iniziale “Back as a Pet”). Per concludere, il lavoro svolto è valido con tratti originali che colpiscono immediatamente.

Stefano De Vito

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:: Trick Or Treat - Rabbits’ Hill Pt.1 - (Valery Records - 2012)
Il quintetto power metal emiliano pubblica questo album (loro terzo disco) basandosi al romanzo “La Collina dei Conigli” di Richard Adams (il titolo originale del libro è: “Wathership Down”). Forse per la maggior parte di voi, il nome Trick or Treat è (e sarà) accostabile alla band del cantante di Luca Turilli’s Rhapsody, Alessandro Conti… ma tralasciando la “notorietà” del cantante, per me è ingiusto non dare un ascolto a questo gruppo, partito come tribute band degli Helloween, perché gli emiliani cercano di separarsi dalle influenze musicali del loro passato. Vi voglio anche citare qualche special guest presente nell’album: Andre Matos (ex Angra, ex Shaman…), Damnagoras (Evelking), Maurizio Cardullo (Folkstone)… Tornando all’album, “Rabbits’Hill” è un disco fatto bene, che spazia dalle classiche sonorità Heavy/Power Metal a quelle più Hard Rock, dando valore alla capacità nella creazione di belle melodie (e non solo) per non parlare della qualità dei singoli musicisti. Anche se la band cerca di allontanarsi – disco dopo disco – dalle influenze degli Helloween, se ascoltiamo con attenzione l’album si percepisce ancora quel “contatto” con la band tedesca e perché no, anche qualche richiamo ai Gamma Ray (beh, logica conseguenza…). È un album che consiglio a tutti gli amanti del Power Metal, sperando però che “Rabbits’ Hill” non venga ricordato solo come il disco della band del cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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:: Trick Or Treat - Rabbits’ Hill Pt.2 - (Frontiers Music - 2016)
Questa è la prima volta che recensisco un disco dei Trick Or Treat ma ho avuto l’occasione di poter recensire i dischi di Luca Turilli e i suoi Rhapsody, dove il vocalist è appunto il cantante dei Trick.
Di sicuro Alessandro Conti è una bella voce e un bravo cantante, altrimenti il buon Turilli di sicuro non lo avrebbe ingaggiato nel suo progetto.
I Trick Or Treat, per chi non ancora li conosce, sono nati come tribute band degli Helloween: la passione per questa band e l’amore per Kiske da parte di Conti li caratterizza, proponendo un power metal di matrice tedesca, gioioso e vicino all’happy metal, che si lascia ascoltare con grande semplicità.
In questa nuova fatica, la prima a essere pubblicata con la Frontiers, la band continua il concept iniziato nel disco precedente, ispirato al romanzo “La Collina Dei Conigli”. Devo essere sincero: il primo atto di questo “Rabbits’ Hill” faceva fatica a decollare, essendo di sicuro un lavoro fatto con una certa qualità, ma che aveva snaturato l’indole originaria dei Trick, fatta di un sound immediato e semplice all’ascolto. Capito l’inghippo, la band italiana saggiamente nel secondo atto si ripropone in quello che è più brava a fare: questo bel power che si lascia ascoltare senza problemi.
E su questo mi voglio soffermare, perché c’è chi ancora giudica il power come ripetitivo e senza innovazioni… personalmente penso una cosa, io ascolto power da anni e ed è il mio ascolto principale, e lo accetto così senza innovazioni, perché mi piace che sia così e quindi, chi ama come questo genere sa cosa va incontro senza aspettarsi novità o altro… in altre parole, a noi il power metal piace così!
Tornando a questa ultima fatica dei Trick Or Treat, appunto, si tratta di un disco di alta qualità, prodotto ad alti livelli grazie al solito Simone Mularoni, che resta pur sempre un puro e sano album di power metal, senza che l’ascoltatore debba aspettarsi cose nuove e per questo ottimo lavoro. Ottima la scelta delle melodie, dei cori che si lasciano canticchiare senza problemi, prestazioni di alto livello dei singoli, e soprattutto ospiti di grande livello come Ripper Owens, Tony Kakko e la bravissima Sara Squadrani, cantante degli Ancient Bards, ospite nella bellissima ballad “Never Say Goodbye”.
Tiriamo le conclusioni: questo “Rabbits’ Hill Pt. 2” è davvero un bellissimo disco, di sicuro un passo avanti rispetto al suo predecessore, lanciando con le sue grandi melodie i Trick Or Treat nell’olimpo delle migliori band di casa nostra nel mondo!
Voto: 9/10
Antonio Abate

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:: Trick Or Treat - Tin Soldiers - (Valery Records - 2009)
Attivi da circa sette anni e provenienti dalla nostra bella Italia, più precisamante dalla città di Modena in Emilia Romagna, i Trick Or Treat giungono con questo nuovo “Tin Soldiers” al secondo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a quattro anni di distanza dall’ottimo disco di debutto “Evil Needs Candy Too”. La formazione attuale di questa band italica vede Alessandro Conti alla voce, Guido Benedetti e Luca Cabri alle chitarre, Leone Villani Conte al basso e Mirko Virdis alla batteria. Musicalmente, i Trick Or Treat suonano un purissimo power metal, fortemente ispirato agli Hellowen dei due Keeper, quelli con ancora Kay Hansen all’ascia e Micheal Kiske alla voce per essere più chiari e precisi. Andando dritti al sodo, senza giri tortuosi di parole, “Tin Soldiers” è un album assolutamente straordinario, prodotto egregiamente e suonato in modo assolutamente impeccabile, valorizzando al massimo quelle che sono le doti tecniche e compositive della band, in particolare del cantante Alessandro Conti in uno stato di grazia assoluto. Chi si aspetta esclusivamente canzoni clonate dagli Helloween, si sbaglia di grosso perché in “Tin Soldiers” i Trick Ore Treat mostrano una personalità dai connotati sorprendenti, confermando di essere notevolmente maturati rispetto al disco d’esordio che già aveva ampiamente messo in mostra le egregie qualità della band. Passando al disco nel particolare, si parte con “A Night in the Toyshop”, un intro colmo di suspance che sin dai primi tocchi di chitarra lascia intuire la genialità della band, “Paper Dragon” a seguire, è un pezzo di grande impatto che rimarca le peculiarità della musica firmata dai Trick Or Treat, in un esercizio di pura tecnica e di strabiliante rapidità, “Take Your Chance” si adagia su ritmi incisivi e pungenti risaltando in modo palpabile l’ottimo lavoro delle chitarre, in“Freedom” invece, si punta principalmente sull’intensità e sulla potenza in una canzone dove viene esaltata la robustezza della batteria. “Hello Moon” è uno dei momenti più ispirati del disco che si adagia tra atmosfere profonde e partiture avvolgenti, con “Elevator To The Sky” si sterza verso toni più ruvidi ed incisivi, stesso dicasi “Loser Song”, pezzo che giova di un sound all’avanguardia, mentre in “Tears Against Your Smile”, la poesia si tramuta in musica estatica arricchita da raffinate chitarre acustiche. Nella parte finale del disco, “Final Destination” mostra il lato più versatile della band che in “Tin Soldiers Part I” evidenzia una cura maniacale degli arrangiamenti, riscontrabile ampiamente anche nella conclusiva “Tin Soldiers Part II”, pezzo che racchiude l’essenza della band e che riassume le peculiarità di un disco il cui acquisto è assolutamente obbligato per chi ama questo genere.
Voto: 9/10
Maurizio Mazzarella

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