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Reviews - Trans-Siberian Orchestra
:: Trans-Siberian Orchestra - Beethoven’s Last Night - (BMG Rights Management / Audioglobe – 2010)
Se i Vanzina e Neri Parenti sono i leader indiscussi nella produzione di cine-panettoni, ai Trans-Siberian Orchestra va la il premio speciale audio-panettone (sottocategoria metal). La band, messa su per caso da Jon Oliva e Paul O’Neil, è diventato un vero caso negli Usa nel 1996, ai tempi della pubblicazione dell’esordio Christmas Eve and Other Stories, che garantì all’orchestra rock un’esposizione che mai i Savatage avevano avuto prima. Per questo nel 1998 i due ci riprovarono con una nuova opera natalizia, The Christmas Attic. In quel periodo la TSO fu “costratta” addirittura a sdoppiarsi per poter tenere due concerti nella stessa serata in due città differenti degli States. Inutile dire come la platea fosse composta in parte da persone che non sapevano che si trovavano di fronte a un’idea messa su dal fondatore di un gruppo metal e dal suo fido produttore. Se il primo disco rimane il best seller assoluto, il secondo non andò tanto peggio; però arriva un momento in cui una formula stanca, e così la TSO tentò con il terzo album di staccarsi dall’etichetta di band prettamente natalizia. La terza fatica, Beethoven’s Last Night, vide la luce nel 2000, e, come lascia presagire il titolo, narra le vicende del famoso compositore tedesco. Quello che secondo me è il migliore album della band, oggi viene riproposto nel nostro Paese in una nuova edizione. La copia promozionale in mio possesso mi permette di individuare un solo cambio sostanziale, quello della copertina, mentre non essendo disponibile il booklet non so dirvi se questo ci sarà e se è stato modificato. Immagino, comunque, che il libricino sarà allegato, in modo tale che l’ascoltatore possa seguire l’intricata vicenda narrata: l’ incontro-scontro tra Beethoven e Mefisto. La trama si muove su coordinate simili a quelle del Faust, con tanto di finale a sorpresa. Dal punto di vista strettamente musicale è sicuramente più vario e completo dei suoi predecessori, ha una sorta di anima progressivo-sinfonica, anche se non è mai troppo smaccatamente pomposo. Certo non mancano rimandi alla musica del tedesco, ma siamo ben lontani dalle cafonate classicheggianti che appestano molti album odierni. Questo, più di altri lavori della band, può essere considerato un vero e proprio album dei Savatage (era Dead Winter Dead e Wake Of Magellan). Inutile stilare la lista chilometrica di ospiti presenti (molti ex Savatage), più fruttuoso consigliarvi l’acquisto di questo dischetto, nel caso non faccia già parte della vostra collezione.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact
www.trans-siberian.com
:: Trans-Siberian Orchestra - Night Castle - (BMG - 2011)
La riproposizione pre-natalizia su territorio europeo di Beethoven\'s Last Night aveva lasciato presagire un imminente ritorno sulle scene della Trans-Siberian Orchestra. Infatti, così è stato. Night Castle, la cui uscita negli States risale a qualche mese fa e che ha portato la TSO al quinto posto delle classifiche, presenta un’entità musicale (mi sembra ormai inesatto usare il termine band) sempre più nelle mani di Paul O’Neill: quello che un tempo era il membro aggiunto dei Savatage, oggi è la vera anima del progetto. Il buon Oliva, pur comparendo in buona parte dei credit delle singole composizioni, è ormai rilegato a un ruolo secondario. Ma non temano i die hard fan dell’Orchestra, il disco è in tutto e per tutto degno dei propri predecessori. Anzi in parte fagocita tutto ciò che c’è stato prima, basti pensare alle frequenti citazioni del repertorio Savatage-TSO (in alcuni casi cita le “citazioni” dei Savatage, ascoltate e capirete…), e lo ripropone in una chiave nuova (o antica, se preferite). L’opera è notevole, e farà la gioia di grandi è piccini. Il concept ideato questa volta da O’Neil narra, in un booklet mastodontico di 68 pagine illustrato dal solito Greg Hildebrandt, di una bambina di sette anni alle prese con uno sconosciuto incontrato su una spiaggia californiana. Non manca neanche la solita parata di star: Jon Oliva, Bob Kinkel, Al Pitrelli, Chris Caffery, Alex Skolnick, Angus Clark, Johnny Lee Middleton, Jane Mangini, Derek Wieland, Jeff Plate e John O. Reilly, Rob Evan, Jay Pierce, Tim Hockenberry, Jennifer Cella, Alexa Goddard, Valentina Porter e Jeff Scott Soto. Tutto grasso che cola per i fan, però, a mio avviso, due pecche ci sono: la prima riguarda l’orribile copertina. Il secondo neo è rappresentato dalle eccessive dimensioni dell’opera: 21 pezzi non sono pochi. Questo numero, poi, nell’edizione in mio possesso sale a 28 per l’aggiunta di 5 bonus track e 2 pezzi Live (esclusiva dell’edizione europea). Una vera e propria maratona! A mio avviso, mai come oggi, il cd è un supporto inadatto per la TSO: dvd o, meglio ancora, teatro sono soluzioni più adeguate.
Voto: 8,5
g.f.cassatella

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