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Reviews - Timo Tolkki’s Avalon
:: Timo Tolkki’s Avalon - The Land of New Hope (A Metal Opera) - (Frontiers Records - 2013)
Houston, abbiamo un problema sul Pianeta Terra!!! Ebbene sì, ecco l’ennesima e nuova ‘Opera Metal’ in circolazione… una nuova ‘Opera Metal’ che sarà divisa in tre capitoli (indi, in 3 uscite!). Dopo la burrascosa separazione con gli Stratovarius, il buon Timo Tolkki ci ha ‘riprovato’ più volte, tra un disco solista, il progetto ‘Revolution Renaissance’ e il progetto ‘Symphonia’… ma ammettiamolo, nessun disco ha lasciato un segno significativo, dopo l’eccellente discografia con la ‘sua vera creatura’, gli Stratovarius (premesso che neanche la band madre è riuscita a scrivere un album di rilievo come in passato, dopo la separazione da Tolkki per i suoi ‘problemi’). Ma eccovi subito l’elenco dei ‘big’ coinvolti in questa nuova fatica dell’instancabile musicista finlandese: Alex Holzwarth (batteria); Jens Johansson, Derek Sherinian e Mikko Harkin (tastiere); Michael Kiske, Rob Rock, Russel Allen, Toni Kakko, Elize Ryd e Sharon Den Adel (voci), oltre allo stesso Timo Tolkki (chitarre e basso). Credo che sia davvero inutile presentarvi i singoli musicisti, alcuni dei quali coinvolti nelle (e abbonati alle) diverse Metal Opere in circolazione. Sin dalle prime note posso garantirvi che la proposta di Tolkki è sempre vicina al classico power metal, con cori e molti richiami (cari) all’hard rock! La storia narrata si svolge nel futuro (nel 2055 d.c.), il pianeta Terra è stato completamente distrutto da cataclismi naturali e i pochi sopravvissuti ripartono per un luogo sacro chiamato ‘The Land of New Hope’. Un lungo cammino che i sopravvissuti devono affrontare, fra pericoli ed insidie (ma guarda un po’!); guidati da una veggente, scoprono che il guardiano del luogo sacro concederà l’accesso soltanto ai puri di cuore! Cosa aggiungere? A parte che io credo sia inutile per una Metal Opera il track by track, posso consigliare l’acquisto (e l’ascolto) a chi vive di Metal Opere, ricordandovi che Stratovarius ed Avantasia sono le influenze primarie (ma va?) di questo album! Secondo il mio modesto parere, l’album è ‘carino’ (musicalmente), ma stancherà subito, perché (‘storia’ a parte) le Opere Metal simili e (soprattutto) migliori sono già nei vostri scaffali (una piccola confessione, a me piace emozionarmi ascoltando Kiske – ragazzi, che ci devo fare… sono debolezze). Qui Pianeta Terra anno 2013 d.C. – a voi la scelta!!!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

Contact:
www.tolkki.org
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