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Reviews - Thrash Bombz
:: Thrash Bombz - Dawn - (Iron Shield - 2014)
Decisamente inarrestabile, l’avanzata dei Thrash Bombz. Le metafore guerrafondaie si sprecano, e in effetti l’artwork di questo nuovo EP “Dawn” lascia pienamente spazio alla fantasia in merito, a metà tra un richiamo ai tempi della guerra fredda e un tributo al grande teschio che campeggia su “South Of Heaven”. In ogni caso, sia che si sia deciso di citare “Alba Rossa” e il buon Patrick Swayze, sia che il pensiero vada ai fasti di Araya e King, sono gli anni ‘80 a farla da padrone anche questa volta nel pantheon dei thrashers girgentini, che vedono nel 1984… oops, 2014, il loro anno più prolifico: dopo la ristampa (e ampliamento) del loro “Mission Of Blood” ad opera della Iron Shield, è la stessa etichetta tedesca a tirar fuori questo nuovo “Dawn”, sei pezzi al fulmicotone che confermano i Thrash Bombz come una delle migliori realtà del revival thrash italiano. L’avevo già detto e non mi sbagliavo: “Dawn” continua la serie positiva dell’ormai quartetto (con l’uscita del singer, il bassista Angelo “Destruktor” è passato anche dietro il microfono) a partire da brani come “Drown In Your Misery” che gode dell’intricatezza dei Megadeth e degli oscurissimi assoli tipici dei primi tre album della band americana per lasciare poi spazio ad una tipica accelerazione alla DRI a doppia voce, passando per “Eternal Punishment” e la sua evoluzione anthemica alla Nuclear Assault, fino agli arpeggi dal sapore Testament della title-track. Senza contare gli altri episodi che vengono dispiegati nell’arsenale di “Dawn”: l’ottima intro “Unknown…” che sfocia su “… Presence” e presenta il lato più barocco e “italiano” dei Thrash Bombz, quello memore di tutto quel thrash italico che strizzava l’occhio a sonorità più melodiche, e l’inno “Human Obliteration”, forse un po’ troppo reiterato nei vari lavori, ma ogni volta presentato in una versione diversa, a ulteriore testimonianza di come la band sia in continua evoluzione. Di sicuro, nel corso della classica gavetta fatta di demotape e dischi ufficiali i thrashers nostrani sembrano aver trovato la loro personale quadratura del cerchio proprio con “Dawn”… che poi, nel loro caso non si tratta di chissà quale formula, quanto della giusta convinzione espressa dagli arpeggi, dai riff, dalle ritmiche e dagli assoli di questo EP, che si candida decisamente ad essere il loro “Haunting The Chapel”, per importanza e snodo chiave. Rispetto ai quattro di Huntington Park e al 1984 (vedete che non era solo un lapsus freudiano il mio?) i siciliani vedono in più l’avvicendamento dietro il microfono proprio in occasione di questo capitolo della loro discografia, con il succitato Destruktor che tiene ben saldo il versante più rozzo del sound del combo (oltre a conferire un ulteriore tocco di Slayer ai Thrash Bombz…), al contempo reso più “raffinato” dall’operato dell’inossidabile coppia di axemen Ur e Skizzo. Devo aggiungere altro? Direi di no… mosh it up!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/ThrashBombzOfficial
:: Thrash Bombz - Master Of The Dead - (Iron Shield Records - 2017)
Ecco, nel carrozzone del richiamo alla Bay Area e affini che impazza in questo periodo i Thrash Bombz sono una discreta sicurezza. Sono passati circa tre anni dal precedente “Dawn” e rieccoli con dieci tracce nuove di zecca, per un nuovo album che rifugge tuttavia dalla classica etichetta di “disco della maturità”. E meno male, direi... nel caso del combo siciliano non è vero che la storia si ripete, perché i Nostri non hanno ancora deciso di imboccare la tanto vituperata via della “maturità stilistica” preferendo invece continuare a premere il piede sull’acceleratore, come la vecchia/nuova scuola insegna. Dunque, nessun parallelo con l’evoluzione del thrash primigenio iniziata a fine anni ’80 e conclusa con il totale snaturamento del genere: semmai, ad emergere qui sono le sempre maggiori influenze crossover thrash (il riff della variazione dell’opener “Condemned To Kill Again” trasuda Suicidal Tendencies da tutti i pori), che però fanno il paio con gli onnipresenti richiami al puro thrash/speed, tra cui vanno annoverati gli acuti di “Ritual Violence” e “Curse Of The Priest”, nonché l’ottimo lavoro di chitarra solista su tutto il disco. Ok, i Thrash Bombz spazzano via l’incubo dell’evoluzione/involuzione stilistica (nonostante i continui cambi di line-up), ma va comunque rilevato come il songwriting della coppia UR/Schizzo sia notevolmente migliorato nel tempo, riuscendo a marchiare a fuoco brani come “Evil Witches”, in bilico tra Anthrax e un certo metal oscuro di scuola Mercyful Fate, l’intricata “Taken By Force”, la lunga e articolata title track (che riprende l’arpeggio in stile Randy Rhoads dell’opener) e l’assalto frontale di “Evoking The Ghost”, non priva di atmosfere oscure compresse tra le graditissime accelerazioni di cui è pervasa. Se non li conoscete ancora, fatevi un giro tra le sonorità d’annata proposte dai Thrash Bombz; ve l’assicuro, ne vale davvero la pena.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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:: Thrash Bombz - Mission Of Blood - (Iron Shield - 2014)
Detto, fatto. Non faccio in tempo a propugnare l’uscita di un album dei siciliani Thrash Bombz per una delle etichette di settore, ed eccoli qui, fuori con la Iron Shield Records, e per di più con un full length che è sostanzialmente l’ampliamento dell’ultimo demotape “Mission Of Blood”. Per chi si fosse perso le puntate precedenti (che comunque trovate su queste stesse pagine) i Thrash Bombz sono una delle realtà più attive del thrash siciliano – e direi che a breve smetteremo di considerarli un fenomeno “regionale”, dato l’ampio respiro della loro proposta – con due demo all’attivo, che segnano una frenetica crescita verso un sound maturo e schiacciasassi allo stesso tempo. La succitata cassetta è qui arricchita da ben sette pezzi in più, che portano la tracklist al numero complessivo di dodici tracce. Di che si tratta, dunque? Beh, abbiamo parlato altre volte dell’aderenza della band sia alla tradizione Bay Area che al coevo fenomeno crossover thrash, ma ora si può tranquillamente aggiungere che il loro sound ricalca proprio quella tradizione thrash italica che vedeva nella Sicilia uno dei luoghi di fioritura. La presenza negli annali “regionali” di nomi del calibro di Incinerator e Schizo non sembra però intimorire il quintetto agrigentino, che anzi riesce ad emulare le gesta degli autori di “Uh!?!” nell’incedere anthemico della propria “Human Obliteration”, sorta di “Insomnia” del ventunesimo secolo. Di sicuro abbiamo dinanzi una band che combina aggressione e melodia, anche grazie alla presenza di un efficace lavoro di lead guitar, e che ci ha riservato più di una sorpresa con le tracks esclusive per questa release. Tra queste citerei “Command Of Injury” (introdotta da un flanger tanto retrò quanto eccessivo), reminiscente degli Exodus e del thrash di seconda ondata, i riff intricati alla Nuclear Assault di “Fear Of The Light” e la furia di “Necrosis”. Se poi vi basta sentir citare Exodus, Grip Inc. e Megadeth come influenze sparse di “A.H.B.” e dello strumentale “The Curse” per farvi emozionare, è certo che su “Mission Of Blood” troverete pane per i vostri denti. Dopo un inizio in sordina, siamo forse dinanzi ad una delle punte di diamante del redivivo thrash italico? Sembra proprio di sì, ma per esprimere un giudizio più definito in questo senso ci tocca aspettare la prossima prova della band. Certo, magari sarebbe stato d’uopo cambiare nome al disco rispetto all’ep per non generare confusione, ma è anche vero che queste sono preoccupazioni appannaggio più degli addetti ai lavori che degli aficionados. Per questi ultimi, l’imperativo è uno solo: fatevi consigliare da Sgt. Mosh, non ve ne pentirete…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.ironshieldrecords.de
:: Thrash Bombz - Mission Of Blood EP - (Autoprodotto - 2013)
Tornano i Thrash Bombz, e lo fanno in grande stile: una bella tape ornata di verde con artwork rigorosamente tricolore (l’immancabile tonalità preferita dagli Overkill più il bianco il nero), e cinque pezzi nuovi di zecca che rappresentano un nuovo capitolo nella carriera della band. Rispetto al lavoro precedente, il dispiegamento di una line-up stabile e l’esperienza acquisita si fanno sentire, a partire da una maggiore “coerenza stilistica” all’interno della tracklist, per giungere all’assalto sonoro della band in generale, qui più maturo e “direzionato” rispetto a “Sicilian Way of Thrash”. “Mosh Tank” non è altro che l’intro che dà il via a “City Graves”, che mette subito in chiaro le influenze della band agrigentina, legata a doppia mandata a quella scena crossover thrash che riuscì all’epoca a mescolare il gusto melodico dell’heavy tradizionale con la violenza dell’hardcore americano – anche se per la verità le influenze del lato “core” sono qui ridotte all’osso. A testimonianza dell’amore per quella scena sta anche quella che sembra essere la mascotte del gruppo, quel Sgt. Mosh che altro non è che la riedizione di Sergeant D degli S.O.D. Vi avevo parlato di una cassetta, e così è: la band ha fatto le cose in grande, confezionando un nastro professionale che non è la solita cassetta registrata (“solita” per modo di dire, visto che la pratica di registrare demotapes è desueta da anni!), il cui lato B si apre con l’incazzatissima track che dà il nome al gruppo, per proseguire con l’apocalittica “Human Obliteration”, nuova versione di quella “Human Incantation” che aveva visto il debutto dietro il microfono del singer Thrash Maniac nel precedente lavoro. Bene, con queste premesse non ci resta che attendere il debutto della band per una delle etichette di settore (tipo la messicana EBM Records) e soprattutto aspettare una loro ascesa sui palchi della Penisola… Sergeant Mosh and Thrash Bombz want your skull!
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

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:: Thrash Bombz - Sicilian Way of Thrash - (Autoprodotto - 2012)
Ormai le inventano tutte. Passi per la release in “doppio formato”, cd e cassetta: è evidente che va tanto, di questi tempi, nonostante le testine della mia piastra non siano esattamente d’accordo, bramose come sono di “mangiare” qualche bel nastro che malauguratamente dovesse capitare sotto le loro vecchie e avide grinfie. Ciò che però mi ha colpito davvero nell’artwork di questi Thrash Bombz l’intento volutamente antichizzante, con un font e dei disegni più consoni ad un demotape di una ventina di anni fa che alla pubblicazione di una band dotata di pagina su facebook e simili amenità moderne. Ma bando alle ciance… cos’è dunque il Sicilian Way of Thrash? Beh, è presto detto: è un approccio che ricorda molto il thrash/death, specie per via del growling del singer e dell’essenzialità delle partiture presenti in questo lavoro. Chitarre dalle ritmiche monolitiche che ricordano tanto quelle dei Sepultura pre-Chaos A.D., dunque senza particolari velleità e/o barocchismi. Un’assenza di orpelli che però non impedisce di dispiegare una serie di arpeggi sulla scia di act ormai scomparsi come i Deadly Mass, o magari i Broken Glazz. O se preferite, i Metallica, da sempre vecchie volpi dello sdoganamento delle chitarre pulite in ambito metal. Non a caso, “Hell Of Impure Souls” cita “No Remorse” alquanto da vicino, mentre il bel tiro di “Necrosis” si avvicina ai Testament più diretti. Le influenze dei Four Horsemen non si fermano qui, ma emergono persino nello strumentale e negli assoli di “Dead Body Hanged”. Il resto della tracklist scorre senza particolari intoppi, tra il mid-tempo di “A.H.B.” e il richiamo ai Kreator di “Toxic Waste”, fino a giungere al pattern disperato di “Human Incantation”, che vede il nuovo singer Thrash Maniac fare capolino dietro il microfono. Brani dalla durata media di tre minuti, che spesso sono più che sufficienti a far emergere le qualità tecniche dei singoli membri, ma stile un po’ troppo discontinuo, specie per quanto riguarda la voce. Il fatto di essere spesso e volentieri “cangiante” tra un pezzo e l’altro non rappresenta qui una scelta di versatilità, quanto un elemento che ha l’effetto indesiderato di confondere l’ascoltatore. Ok, hanno cambiato cantante e hanno fatto bene, dato che il timbro di Tony non si sposava benissimo con l’interpretazione classica del thrash a opera degli agrigentini: il contributo di Thrash Maniac è più personale, se non altro. Tra l’altro, “Sicilian Way of Thrash” è un disco registrato un bel po’ di tempo fa, tra il 2007 e il 2010, e quindi lo stato attuale dei Thrash Bombz può essere evinto solo da una prossima release che ne metta in rilievo il processo evolutivo. Resto dunque in fiduciosa attesa…
Voto: 6/10
Francesco Faniello

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www.myspace.com/necrosisagrigento
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