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Reviews - The Old Ones
:: The Old Ones - Manfred - (9 Productions - 2006)
Tornano sulle scene i cechi The Old Ones e lo fanno a modo loro, con un disco barocco, oscuro e teatrale. Manfrende è il terzo disco e segue Al Azif del 2003 e Raven del 2004. Dicevamo che la formula adotta da Black Pharaoh è la stessa dei platter precedenti, anche se questo disco in verità, convince meno del predecessore. La voce, elemento importante nella musica del gruppo ceco, questa volta appare meno teatrale. Per dirla tutta, nel disco precedente in alcuni momenti il singer riusciva ad emulare la teatralità di King Diamone, in questo disco sembra quasi che Black Pharaoh non voglia osare. Ed è un peccato, perché il disco dal punto di vista musicale vale il suo precursore. Chitarre taglienti e oscure, assoli barocchi e melodie “magiche”. Accantonate per una volta le tematiche care a Poe e Lovecraft, questa volta ad essere omaggiato è Lord Byron e il suo Manfred. Fare una disamina pezzo per pezzo non avrebbe senso, perché il concept è coeso e và “gustato” per intero. Un piccolo passo indietro per i The Old Ones, ma se fossi in voi un ascolto a questo disco lo darei.

Voto: 6,5/10

g.f.cassatella

Contact
www.9productions.net/theoldones/index.html
:: The Old Ones - Manfred - (9 Productions - 2004)
I Mercyful Fate sono stati determinanti per il mio avvicinamento al metal: quando scoprii la band danese sulle pagine di HM (gloriosa rivista pubblicata sino al 1993-94) la mia vita cambiò. Non credo d’esser stato l’unico a rimanere colpito dai suoni barocchi del gruppo danese, ma se penso a band clone dei Fate, non me ne viene nessuna in mente. E questa cosa è strana perché ci sono gruppi che dopo un solo disco di successo hanno miriadi di band che cercano di emularne le gesta. La spiegazione che mi son dato è che il gruppo del Re Diamante è irraggiungibile. Ci provano gli The Old Ones, band ceca capeggiata dal cantante/chitarrista Black Pharaoh. Il risultato? È accettabile, non si arriva ai picchi dei Mercyful, però ci si avvicina. Quello che manca è la magia, ma la volontà c’è e deve essere apprezzata. Brani quali “The Raven” e “Funeral Song”, hanno qualcosa di magico, melanconico e oscuro. Come ben si può capire dal nome del gruppo e dal titolo del cd, i testi sono ispirati alle opere di Poe e Lovecraft . La voce di Black Pharaoh riesce a raggiungere buoni livelli di teatralità che ben si addicono ai testi. Un ottimo disco, non c’è che dire.

Voto: 7/10

g.f.cassatella

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www.9productions.net/theoldones/index.html
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