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Reviews - The Nosebleed Connection
:: The Nosebleed Connection - Nosebleeders - (Autoprodotto – 2011)
Band romana con ben dieci anni di attività sulle spalle, The Nosebleed Connection giungono al terzo full-lenght dopo una lunga gavetta che li ha anche visti approdare alla corte di Rudy Medea e della sua Vacation House. Con un trascorso così, non potevamo che attenderci un dischetto ottico di corposo hardcore americano con influenze metalliche, e così è stato. I NC sono sporchi e cattivi, pessimisti e apocalittici, come si conviene ad una band proveniente dall’area geografica che è stata espressione della frangia più estrema dell’hardcore sXe italiano. Lungi dal presentare un prodotto derivativo, i romani pigiano quando serve sull’acceleratore non disdegnando di pescare da quanto di meglio proposto da Napalm Death e soci negli anni ’90, e concedono il giusto respiro all’ascoltatore facendo sapiente uso di stacchi e rallentamenti.
Metal-core? Non direi, almeno non secondo l’accezione (negativa) che il termine ha assunto negli ultimi anni. Nelle dieci tracce di “Nosebleeders” emerge l’attitudine di chi ha calcato i palchi, di chi ha fatto della sincerità la propria formula, e di chi suona fregandosene delle mode e delle formule predefinite.
Si comincia con “3.32”, chiaro riferimento al terremoto dell’Aquila e alla tragedia vissuta da quelle popolazioni, come già narrato dagli Static Freedom nella track che porta lo stesso nome. Più avanti troviamo le granitiche “Surface/yourself” e “Superpower”, in cui il combo emerge in tutta la sua potenza con stacchi, buon uso della chitarra ritmica e cori a profusione. La vera chicca arriva con “Jonestown”, un riff diretto e senza compromessi, con aperture a metà strofa per una track impreziosita da una parte mosh da headbanging. Uno degli episodi migliori del lotto, a pari merito con “Scum of the System/The State of Piranhas”: inizio veloce con ritmiche serrate, seguito dall’immancabile rallentamento con doppia cassa e rifferama grind-core. Chi pensa che siamo dinanzi ad un genere che ha detto già tutto quanto aveva da dire, provi ad ascoltare la parte finale del brano, articolata e sulfurea, a denotare una maturità compositiva fuori dal comune. La ciliegina sulla torta? La copertina, con un collage delle facce meno raccomandabili degli ultimi decenni e oltre…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.myspace.com/thenosebleedconnection
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