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Reviews - The Juliet Massacre
:: The Juliet Massacre - Human Abuse - (Pr Lodge - 2015)
Non so se al nome Juliet sia legato un qualche massacro di importanza rilevante dal punto di vista storico o della cronaca più o meno recente. Se così fosse, dev’essere stata una carneficina epocale, almeno a giudicare da “Human Abuse”, secondo full length di questi ragazzi abruzzesi. D’altronde, l’artwork di copertina, che pone in forte contrasto l’innocenza con la distruzione post-apocalittica, non mente, insieme a titoli che lasciano poco spazio all’immaginazione come “Earth Annihilation”, “Suffering In A Lake Of Solitude” e “Beaten & Killed”. Nulla di così sconvolgente per chi mangia quotidianamente pane e Cannibal Corpse, sebbene la violenza degli autori di “Human Abuse” sia più psicologica che sanguinolenta, tesa com’è a lasciare ferite più profonde e durature nei timpani dell’ascoltatore. Un po’ la differenza che c’è tra un sano film splatter/gore (magari in bianco e nero con il rosso del sangue ben in evidenza) e un thriller dalle implicazioni agghiaccianti. Non che la violenza non sia in primo piano su “Human Abuse”, anzi… la band abbraccia in pieno il death/slam più diretto, aggiungendo nella sezione vocale un tocco di black (di quello un po’ laccato in stile ultimi Cradle Of Filth, anche grazie al contrasto tra i due cantanti) e aprendosi verso nuove frontiere di “estremo”, complice una sezione ritmica impeccabile e chirurgica, con un batterista davvero sovrumano che assicura un livello tecnico eccellente su quel versante. Tanti gli ospiti sul disco – membri di Sawthis, Benighted, Spasm – e tante le idee presenti, anche se la sensazione di aver dinanzi un prodotto eccessivamente monolitico e compatto non mi abbandona all’ascolto di buona parte delle tracce presenti. La mia impressione è che ai The Juliet Massacre sia per ora mancato quel quid che distingue un buon disco da un disco memorabile: sarà la proposta che lascia spazio a poche soluzioni di continuità, o magari sono io ad essere poco avvezzo a certe sonorità. C’è da dire che non sono mai stato avvezzo alla nuova scuola del death, e che ho sempre considerato un po’ pacchiano il gutturale in stile pig squeal che tanto piace ai giovani (e infatti per me Chris Barnes e Kevin Sharp restano sull’Olimpo, non so se ho reso l’idea…), ma il pezzo che ho davvero apprezzato tra gli undici presenti in scaletta è la conclusiva “Gli anni di piombo”, denso di quel buon vecchio mosh che tanto deve all’hardcore e al crossover thrash, e impreziosito da uno di quegli assoli che non fanno mai male… un po’ poco per dire che “Human Abuse” mi abbia colpito in modo indelebile, ma una testimonianza sufficiente del fatto che i The Juliet Massacre sono in grado di esprimersi al meglio, quando vogliono. Ovviamente, li attendo al varco!
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

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