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Reviews - The Gates Of Slumber
:: The Gates Of Slumber - Conqueror - (I Hate – 2008)
Il trono del regno del Doom è libero da quando i Reverend Bizarre si sono ritirati. La guerra per la successione infuria, e litri di sangue e note scorrono a bizzeffe. Ora è il turno degli svedesi The Gates Of Slumber di proporre la propria candidatura. E il Karl Simon lo fa a modo proprio, senza fronzoli e con attacco diretto. La copertina (con il solito Frangetta style) mette subito in chiaro che molte teste cadranno e che alla fine saranno loro i Conqueror, declamati nel titolo dell’ultima fatica. Epici come non mai, con occhi di riguardo ai Manowar d’annata, e pesanti come le palle di un gigante, Conqueror è un viaggio nel metal che fu. Doom, epic, epic-doom definitelo come volete questo disco, ma alla fine è heavy metal. Il suono oscuro e guerrafondaio richiama scenari howardiani che ti lasciano in bocca il sapore del sangue. In queste coordinate l’onore e il coraggio sono qualcosa di più di semplici valori. Sono regole di vita. Ti arrendi al tuo destino e inizi il massacro sapendo che non puoi farne a meno. Se in “Children Of Satan” l’ombra dei Saint Vitus è qualcosa in più d’una semplice influenza, nella “Dark Valley Suite”, posta in conclusione dell’album, i TGOS scrivono il manifesto della propria musica. Molte teste cadranno e solo uno sarà il conquistatore. I pretendenti al trono sono avvisati, i TGOS sanno solo vincere o morire provandoci. Perché questo è scritto nel loro destino.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/thegateofslumber
www.ihate.se
www.myspace.com/ihate666
:: The Gates Of Slumber - Suffer No Guilt - (I Hate Records)
Varie le melodie di questa band doom, cominciando dalla straripante “Angel of Death” con riff medio-veloci per poi inoltrarsi nella lunga e oscura “Suffer no Guilt”; 14 minuti di morbose melodie. “Gemini” è un intermezzo a mò di ninna-nanna che al temine, riapre le porte a monolitici e pesanti riff di “Riders of Doom”. Fondamentalmente l’album si muove attorno a questi brani, dato che le successive tracce girano attorno a atmosfere oscure con alcune ripetizioni…poco originali. Le idee ci sono tranne il gap che va dalla settima alla decima traccia, per il succitato motivo. Una produzione nella media, con alcuni spunti interessanti.

Stefano De Vito

Contac
www.thegatesofslumber.com
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