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Reviews - The Dogma
:: The Dogma - A good day to die - (Drakkar records)
Secondo lavoro per i The Dogma che propone anche questa vola la solita trippa sotto forma di HM classico con inserti a volte gotici a volte lirico/barocco a volte simil indistrial. Che dire se non quello detto con il loro precedente dischetto tutto trito e ritrito, ma almeno questa volta un attimo di qualità in più c’è. Il cd sfila via liscio senza nessun sussulto fino al quinto brano (She falls on the grave) dove entrano in scena i cori epici tipo, Rhapsody per intenderci, che movimentano un po’ la situazione cori che si ripresentano di nuovo nella successiva “I hate your love” e in Back from hell”. Non manca neanche la ballad (due per la precisione) “Autumn tears”, che gioca sul cambio di umore rappresentati da voce pianoforte ed archi da una parte e tutta la band che ruggisce in modo davvero aggressivo, l’altra ballad (Chrisitne close my eyes), che chiude l’intero lavoro, è più triste ed imperniata solo su archi e voce. Possiamo concludere tranquillamente che se avete i dindini soldini da spendere potete tranquillamente comprarlo, la band non è malaccio anzi, altrimenti volgete lo sguardo verso altri lidi.

Fabio Calandrino
:: The Dogma - Black Roses - Drakkar Productions
Non so come le case discografiche abbiamo il coraggio pubblicare certi dischi con la crisi imperante del settore discografico (causata in parte anche da loro visto la qualità tendente allo scarso dell’90% dei cd pubblicati), capisco che bisogna puntare sul sicuro, ma almeno un attimo di qualità!!! Formalmente questo “Black roses” non ha nulla di impeccabile, come di consueto tutto è perfetto al limite dell’incredibile, ma i brani non lasciano spazio a nulla in primo luogo all’emozione, si perché in un genere come quello proposto dai The Dogma (heavy metal/gothic con inserti di cori tipo lirica) se non lasci spazio all’emozione che ti resta? Qui di emozioni non ce ne sono i brani risultano troppo freddi, come appena usciti dal congelatore bisogna lavorare molto in questa direzione, poi per il resto nulla da eccepire, ma questo neo distrugge tutto il cd che altrimenti avrebbe raggiunto una sufficienza più che meritata (visto anche la poca fantasia nel rivisitare soluzioni musicali abusati e poco personalizzati).

Fabio Calandrino
:: The Dogma - Symphonies of Love & Hate
Pura energia sinfonica scaturita da un quartetto marchigiano, nato nel 1999, che proviene da esperienze musicali diverse come il prog, il black metal, l\'hard rock, l\'heavy e il thrash.
Il connubio di queste quattro menti è un prodotto molto personale, ben suonato, vario e mai scontato che spazia su svariate melodie di stampo power.
Notevoli le esecuzioni di tutta la band a iniziare dalla splendida voce di Daniele Santori che proporrei benissimo come sostituto del nuovo cantante degli Helloween (a confronto forse è anche meglio di Kiske), mitico nell\'acuto della terza track \"Paradise\".
Perfetto tutto quello che riguarda le guitars, elettriche ed acustiche di Cosimo Binetti che nella melodicissima \"Breaking my heart\" da un\'ottima prova delle sue capacità compositive.
Eccellenti le sinfonie di tastiera e le energiche parti di batteria precisa e mai fuori luogo.
Unico strumento lasciato in secondo piano è il basso, forse perché suonato dal chitarrista? Lo dico solo perché non viene mai fuori con particolari melodie, peccato.
Ciliegina sulla torta è il formato, il demo è autoprodotto ma suona e si presenta meglio di un CD in vendita nei migliori negozi.
Veramente una grande, io non amo particolarmente queste sonorità, anzi quasi le odio, però questo \"Symphonies of love and hate\" è veramente un prodotto eccellente.
Continuate con questa professionalità e sarete sicuramente premiati.

BF
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