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Reviews - Temperance
:: Temperance - Limitless - (Scarlet Records - 2015)
Secondo lavoro per la questa band, che giusto un anno fa aveva dato alla luce il suo debutto; per l’occasione avevo personalmente intervistato Marco Pastorino, chitarrista e voce maschile della band. Il primo cd dei Temperance si presentava come un vero e proprio condensato di generi, mix così fatto bene che lo si poteva ascoltare fino alla nausea grazie a delle linee vocali azzeccate. La prima copertina rappresentava un ingranaggio che stava per attivarsi, quella di questo Limitless, invece, si presenta con diverse ruote dentati, come una macchina collaudata che naviga a massima potenza. Ebbene sì, i Temperance sono una macchina da guerra che non si ferma un attimo!
Devo essere sincero, appena messo il cd mi sono spaventato! Perché inizialmente i due brani di apertura “Oblivion” e “Amber & Fire”, pur essendo strutturati davvero bene e cantati come al solito magistralmente da Chiara Tricarico (che per l’occasione dà modo di far sentire la sua origine lirica con la sua voce magnifica), si ascoltano con meno facilità di quello a cui ci aveva abituato la band (dopo diversi ascolti comunque si riesce ad apprezzarli); ma la paura passa immediatamente, arrivando alla stupenda “Save Me”, brano nel pieno regime Temperance, con riffoni da pogo che lasciano spazio al solito ritornello da cantare ogni minuto del giorno! Chiaramente le tracce seguenti rispettano in pieno il registro di marcia della band, grazie alla malinconica “Stay”; all’industrial “Mr. White”; alla violenta “Here & Now”; al symphonic gothic di “Omega Point”…
Come si può ben capire, Limitless ha le carte in tavola per essere un must, grazie comunque a una crescita compositiva e soprattutto alla solita produzione fantastica di Mularoni, che come sempre ci abitua ad farci sentire potenza per le nostre orecchie. Confermo la recensione passata e promuovo nuovamente a pieni voti questi ragazzi!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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:: Temperance - Temperance - (Scarlet Records - 2014)
Oggi la vita media di un comune essere umano è piena di impegni, stress, tempi ridotti e sono cambiate tante abitudini. Una di questa è quella di ascoltare la musica: l’ascoltatore medio cerca immediatezza, semplicità, impatto e questo non è facile per un musicista, in quanto catturare un ascoltatore in quell’arco minimo di tempo è davvero difficile, perché oggi la musica si ascolta in auto o quando si fa jogging, quindi è diventato sempre più difficile poter apprezzare album lunghi ed elaborati, ma si cerca di ascoltare roba che abbia un impatto immediato. Oggi le band più intelligenti ma con un certa propensione a stare al passo coi tempi cercano il modo di creare “canzoni”, dove il termine “canzone” va ad identificare quel brano che sia facilmente ascoltabile, pieno di pathos e nello stesso tempo potente.
Questo è l’introduzione per introdurre, scusate il giro di parole, questo nuovo e fiammante progetto dal nome Temperance e il loro primo disco. Il primo, omonimo disco della band, è tutto quello che ho accennato nell’introduzione: un album composto da 11 “canzoni” prodotte da una band composta da veterani del metal di casa nostra come il bravo Marco Pastorino, chitarrista dei Secret Sphere.
La scelta musicale che va a caratterizzare questo disco è soprattutto l’impatto e la melodia di questi brani, che vanno subito a catturare l’orecchio di chi ha bisogno di immediatezza e qualità nello stesso tempo.
Un condensato di tutto quello che c’è di bello nel metal moderno, grazie al gothic, al symphonic, al power, al prog, al nu metal e perché no anche ad un pizzico di quel melodic death di origine scandinava; il tutto suonato con eleganza e tanta qualità al servizio della composizione e della bellissima voce della cantante Chiara Tricarico; un disco che piacerà di sicuro a chi ama Rhapsody Of Fire, Nickelback, Nightwish, Lacuna Coil e perché no anche a chi ama il power con influenze prog come Labyrinth, Secret Sphere.
Oltre che dalla qualità compositiva, l’ascolto è reso insuperabile dalla magnifica produzione ad opera di Simone Mularori e dei Domination Studios, tanto che ormai non ho più aggettivi per elogiare i lavori passati dalle sue mani.
Entriamo nel vivo di questo “Temperance”: magnifica l’opener “Tell Me”, grazie a un riffing potente e il ritornello catchy; magnifica la tecnologica “Heavens Above”, dai sapori Nickelback mescolati con un tocco di death scandinavo; insuperabile “Hero” a ricordare i bei tempi dei Nightwish di Tarja; superlativa e ammaliante “Breathe”, il singolo apri pista, il brano che identifica questa band; la gothic ballad “Stronger” dove c’è spazio per la calda voce di Pastorino che duetta magnificamente con la Tricarico; si passa alla potenza di “Scared And Alone”, e c’è ancora Pastorino a duettare regalando un brano dai sapori più prog; la mia preferita “To Be With You” magnifica cavalcata che entra subito nella testa, grazie al solito ritornello catchy che ti rimane per giorni sulle labbra, a cantarlo di continuo; la maestosa “The Fourth Season” e “Lotus” track per gli amanti del symphonic; si ritorna al sound moderno e all’avanguardia di “Deja Vu”; chiude il disco “Relentlessly” un altro condensato di pura potenza contornata di tanta melodia, e ancora spazio alla voce di Pastorino.
Questo le impressioni che questo primo bellissimo disco dei Temperance mi ha comunicato, un lavoro progettato per essere ascoltato con facilità che farà breccia in chi è alla ricerca di dischi composti da canzoni, che subito entrano in testa per rimanerci nel tempo senza mai annoiare.
Non so voi ma lo andrò di sicuro a comprare!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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