Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - TSO
:: TSO - Nasty Life - (Autoprodotto - 2013)
Giunge al secondo capitolo in studio l’agguerrito trio astigiano TSO, vecchia conoscenza di Raw & Wild sin dal debutto “Parasomnia Pseudo Suicide”. Cosa è cambiato in questi due anni? Beh, un sacco di cose. Prima di tutto, la band si è fatta le ossa suonando una serie di concerti a Nord-Ovest (in quello che è storicamente il motore pulsante dell’Italia in campo punk/hc); inoltre, l’esperienza maturata ha portato ad un progressivo indurimento del suono, che su “Nasty Life” vira decisamente in direzione dell’hardcore, complici una distorsione più decisa e un timbro vocale più graffiante che in passato. Insomma, dimenticate le suggestioni legate ad un certo tipo di sound statunitense “al femminile”, i TSO tornano con otto brani che sono una bomba pronta a deflagrare, a partire dal minutaggio delle tracks (“I didn’t shoot” e “Massoni” non raggiungono neanche il minuto): “I didn’t shoot” (Kennedy? Reagan?) è punk/hc sparato all’essenziale, quasi Oi! nelle ritmiche di batteria, mentre sono la title track e l’opener “Shell shock” a rappresentare la svolta più evidente: stacchi e riffing veloce senza soluzione di continuità che ricordano tanto una certa scena californiana. Altra novità è la presenza di due episodi cantati in italiano, “Spinto nell’odio” e “Massoni”, dai testi di grande immediatezza: una probabile maggiore connessione con la scena nostrana nelle influenze del trio, per quelli che in ogni caso sono due degli episodi più riusciti. Se “Keep it out” mantiene il rapporto con lo stile più “leggero” presente nel lavoro precedente, va rilevata la ripresa di “Scummy human being”, uno dei brani più diretti del precedente “Parasomnia Pseudo Suicide”, qui ripresentato in una veste nuova (e con vocals più incazzate!). In sostanza, “Nasty Life” è il disco della conferma dei TSO, che segna anche una decisa fase evolutiva per il loro sound. L’unico rammarico è la mancanza delle atmosfere orrifiche che avevano caratterizzato brani come “A bloody diving down”, un’esclusione che forse però contribuisce ad una maggiore continuità stilistica tra le tracce di “Nasty Life”. Non dimenticate di intercettarli dal vivo, se passate dalle loro parti…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.facebook.com/tsopunk
tsopunk.jimdo.com
:: TSO - Parasomnia Pseudo Suicide - (Autoprodotto – 2011)
Direttamente dalla scena astigiana, patria degli storici Cripple Bastards, arriva “Parasomnia Pseudo Suicide”, dischetto di debutto dei TSO. Un nome che è già un programma, e che racchiude nella formula del Trattamento Sanitario Obbligatorio tutta la furia e l’energia iconoclasta di cui è capace questo terzetto. Una band che non affida la propria voce al crust-grind come gli illustri concittadini, ma che è in grado comunque di puntare dritta all’obiettivo anche tramite forme più classiche di punk, a dimostrazione che il messaggio, se ben chiaro e definito, non ha bisogno di una proposta estrema per essere recepito.
Sebbene la voce di Sara possa far pensare sulle prime ad una riproposizione di certo punk rock da riot grrrlz, quest’ultima è un’etichetta che mal si adatta all’attitudine della band, molto più sincera e vicina all’hardcore di certi blasonati colleghi di oltreoceano che hanno calcato le scene nei gloriosi anni ’90. Al di là delle linee vocali di “My Mind” e “Murders (Beat To Death)” che possono richiamare il filone succitato, tra i solchi virtuali di questo dischetto emerge molto di più. Che dire ad esempio della cadenzata “A Bloody Diving Down”, pregna fino al midollo di horror punk californiano – Misfits e TSOL, per intenderci – o di “Scummy Human Being”, dal testo diretto e tagliente come solo l’opera di Aldous Huxley sa essere, punk veloce in stile East Coast italiana con essenziali armonizzazioni di chitarra alla “Fast” Eddie Clark.
Insomma, più The Act che Veronika Voss (ok, è un riferimento di ultranicchia, ma rende ottimamente l’idea per quei pochi a cui entrambe le band dicono qualcosa…). In generale, le atmosfere plumbee ricreate dai TSO rimandano con urgenza alla realtà quotidiana e alla denuncia sociale, secondo la cara vecchia idea del “rumore politico”. Se questo non bastasse, a testimoniare l’orientamento della band ci sono il testo di “Murders (Beat To Death)”, sulla brutalità poliziesca, e la scelta delle due cover: l’anthem dei Kollettivo “Lotta per il potere” e “Bite it you scum” di GG Allin, vero padre putativo del terzetto. Una nuova stella nel sempre più esiguo firmamento del punk antagonista in Italia…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.myspace.com/trattamentosanitario
<<< indietro


   
Buzzøøko
"Giza"
Carnera
"La Notte Della Repubblica"
The Doomsday Kingdom
"The Doomsday Kingdom"
Northway
"Small Things, True Love"
Kill Your Karma
"What Hides Behind The Sun"
L’Ira Del Baccano
"Paradox Hourglass"
Night Demon
"Darkness Remains"
Au-Dessus
"End of Chapter"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild