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Reviews - Sylvian Rouviere’s Kaktus Project
:: Sylvian Rouviere’s Kaktus Project - Superstition - (Metalodic Records - 2011)
Sono un fan del power? Non lo so. Sono arciconvinto che il power vada preso a piccole dosi, e dunque, novello Lars Ulrich nel suo delirio post-Load, credo che alle 4 del mattino, dopo sana e liberatoria sbronza, anche gli Hammerfall acquisiscano un loro perché. Non ho mai amato gli Avantasia, benché il concetto alla base del progetto sia elettrizzante: l’intento di riunire grandi voci e grandi strumentisti metal, al fine di creare l’opera rock definitiva. Ci ha provato Rick Wakeman, ci hanno provato gli Emerson Lake & Palmer, con alterne fortune. E ora ci prova anche Sylvian Rouviere, talentuoso chitarrista d’oltralpe, che mette insieme per il suo Kaktus Project alcuni dei più blasonati nomi del power internazionale. Il “progetto” (è il caso di dirlo…) è nato nel 2008 con l\'intento di suonare metal melodico influenzato da Stratovarius, Edguy e Helloween, accattivante e denso di assoli, la cui qualità non è garantita unicamente dalla presenza degli illustri ospiti tanto decantati nelle note promozionali, ma dal marchio Metalodic Records, da sempre sinonimo di qualità, e fautrice, con i canadesi Instanzia, di una delle migliori releases del genere negli ultimi anni. Fatte le dovute premesse, e riconosciuto il buon Antonio Abate come recensore ben più adatto del sottoscritto all’approccio con l’ennesimo supergruppo sorto sotto il sole del Vecchio Continente, è d’obbligo l’encomio a Sylvian per essere riuscito a riunire sotto la sua egida nomi del calibro di Amanda Somerville, Mike DiMeo e Mats Leven. L’album si presenta influenzato dalle più disparate declinazioni dello zuccheroso universo melodic metal, a partire dallo speed per giungere al power e all’immancabile metal ballad, che non sfigura mai in simili operazioni. Innegabile è la base di classic hard rock che ispira l’operato del mastermind del progetto, e che si esprime al meglio nelle iniziali “Farewell” (cantata da Mike DiMeo, sostituto di Tony Moore nei Riot per “Nightbreaker”) e “Superstition”, dove l’influenza di Glenn Hughes è più che una semplice impressione personale. Come rimanere indifferenti all’apporto di Amanda Somerville in “Tonight”, ballata acustica dal grande valore chitarristico, specie nei fill acustici, e come essere colti da un piacevole deja-vu in occasione del contributo di Mats Leven per “The Sadness”, che sembra davvero uno di quei brani tratti dalla discografia malmsteeniana degli anni ’90, nel bene e nel male. Direi, più che altro, che mai come in questa sede mi sento di consigliare il gentile pubblico di spendere il proprio sempre più esiguo denaro in produzioni avveniristiche e non legate ad un cast di all-stars, in cui i cantanti, per quanto ci si sforzi di trovare le differenze a guisa di settimana enigmistica, sono davvero tutti uguali, e in cui lo sforzo compositivo è davvero ridotto al minimo, quasi a voler pretendere che la sfilza di ottimi performers presentata nelle succitate note concorra davvero alla buona riuscita di una release discografica. Ma forse non è così, e ne sono rassicurato. Forse il buon Sylvian voleva semplicemente realizzare uno dei suoi desideri di gioventù, e apporre la propria firma accanto a quella di personaggi ben più in vista di lui in ambito internazionale. E allora ben venga, e aggiungo anche che il nostro bleu può dormire sonni tranquilli, in quanto il suo apporto più squisitamente tecnico non sfigura affatto accanto ai rappresentanti del (presunto) gotha. Magari, budget futuri permettendo, lo vedremo presto al fianco di un Kiske o di un Hansen, magari in Alsazia-Lorena, campo neutro per eccellenza delle relazioni franco-tedesche. Un ultimo quesito, che credo non sia facile da risolvere: cosa c’entra un’ambientazione di copertina in stile western, con tanto di croci e cactus che lasciano presagire il triello celebrato da Sergio Leone? Ci sono: a percorrere queste strade ci avevano già pensato gli Helloween di “The best, the rest, the rare”. Bei tempi, quelli delle cassette a cinquemila lire su Sweet Music…
Voto: 6/10
Francesco Faniello

Contact:
www.kaktus-project.com
www.myspace.com/KaktusProject
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