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Reviews - Svanzica
:: Svanzica - Eos - (Autoprodotto\\Club Inferno – 2009)
Eos è l’album d’esordio degli Svanzica e rappresenta il tipico caso in cui una pessima produzione può affossare un lavoro di per sé interessante. I volumi sono un po’ sballati e la voce è registrata in modo pessimo (in alcuni casi è fastidiosissima), sembra quasi di ascoltare un demo autoprodotto dei primi anni novanta. Un vero peccato, poiché la band nelle intenzioni cerca di proporre un metal\\rock progressivo, che partendo da influenze di band come Porcupine Tree arriva ai lidi più estremi di band come Opeth. Però il paragone più facile è quello con i Novembre, soprattutto quelli degli esordi (la produzione approssimativa crea involontariamente un certo fascino retrò). Non mancano rimandi a una certa scena progressive italiana, sino a stacchi jazzistici di marca Perigeo. Il tutto è ammantato da un’aura malinconica tipica delle uscite My Kingdom. Quindi le idee ci sono, e neanche poche, ma valutarle non è semplice proprio per la qualità del suono. Ecco perché non me la sento di esprimere un giudizio definitivo sulla band.
Voto: S.V.
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.cm/svanzica
www.myspace.com/mykingdommusic
:: Svanzica - Red Reflections - (Autoprodotto - 2018)
È difficile per me recensire un prodotto come questo degli Svanzica. Partiamo un po’ da lontano, perché comunque stiamo parlando di una band che non esiste da ieri, ma ha già diversi anni di attività sul groppone, e questo “Red Reflections” risale ormai a due anni fa. Innanzitutto mi piacerebbe pensare che la band in questi due anni si sia messa sotto per produrre nuova musica e magari abbia un po’ trovato una quadra per il proprio sound. Quello che voglio dire è che questo album non supera la prova di arrivare alla sufficienza, ma questo non perché sia scarso in toto, ma perché quello che io percepisco ascoltandolo è solo tanta confusione: confusione nel genere da proporre, confusione nel tipo di voce da proporre, e in ultima istanza abbiamo delle evidenti incongruenze di stile all’interno dello stesso album, o comunque potremmo parlare di fusione di diversi stili musicali non avvenuta in modo soddisfacente.
Ecco, io potrei anche concludere qui la recensione, perché questa band è ciò che avete appena letto, cioè confusione e immaturità. Detto quanto di brutto accade in questo album, possiamo comunque scorgere dei segnali incoraggianti per il futuro di questa band. Innanzitutto basterebbe ordinare le idee e far fluire meglio il tutto. In questo senso, avere già dimestichezza con più stili, che vanno dall’alternative fino al death metal, potrebbe costituire un’arma di differenziazione importante per forgiare un sound unico e originale. In seconda analisi, la prova bruttina a livello di voce, soprattutto pulita, potrebbe far pensare di adottare solo il growl e potenziando la profondità di quel tipo di canto. E per ultimo, ma non meno importante, bisogna un po’ lavorare sui suoni, sul mixing in poche parole. Il suono di questo album è niente male, ricorda qualche ripresa “live”, e ciò è positivo, ma si dovrebbero livellare meglio i volumi. Ad esempio, la voce è a mio avviso troppo alta rispetto al resto. 
Detto questo, gli Svanzica qualche pezzo lo azzeccano, qua e là, e devo dire che quando imbroccano la strada giusta i brani gli riescono anche bene... Ma questo non basta per fare di un disco mediocre un disco che sia almeno buono. Non mi aspetto sempre il capolavoro, ma questo album non è fatto da quindicenni e non è un demo... Quindi ragazzi, lavorate un po’ di più su cosa esattamente volete proporre, fate chiarezza e ripresentatevi spaccando veramente. Per adesso io vedo solo tanta indecisione e poca professionalità.
Voto: 5,5/10
Joker

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