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Reviews - Subliminal Fear
:: Subliminal Fear - Escape from Leviathan - (Inverse Records - 2016)
Eccoci dunque al nuovo album dei Subliminal Fear, “Escape from Leviathan”: il suono si è evoluto verso il cyber metal, tra chitarre djent, e tanto groove, elettronica e synth industrial; e con due cantanti, che alternano voci estreme a voci melodiche: Carmine Cristallo (voce pulita) e Matteo De Bellis (growl, già nei Golem). E basta premere il tasto play per percepire che “Escape from Leviathan” è una miscela di tra metal estremo e melodico con pennellate di musica elettronica, un disco per tutti gli appassionati di Sybreed, Mnemic e Fear Factory. La cover è stata realizzata da Seth Siro Anton (che ha realizzato copertine a band del calibro di Moonspell, Nile, Soilwork, Paradise Lost, etc.) basata sul concetto dei testi: una visione futuristica e apocalittica del mondo e della società, ispirata a film come Terminator, Alien e Matrix… inoltre, nell’album, sono presenti ospiti internazionali di spessore (e li citiamo volentieri):
 Guillaume Bideau (Mnemic, One-Way Mirror); Jon Howard (Threat Signal, Arkaea); Lawrence Mackrory (Darkane). Effettivamente, già con “Phantoms or Drones” (che vede la collaborazione di G. Bideau) si gustano le atmosfere del metalcore e del melodic death metal con contorni industrial; poi, scorrendo il disco si apprezzano anche le ritmiche martellanti che ricordano i Meshuggah e il djent! “Escape from Leviathan” scorre con piacere e interesse, i brani sono corposi e gradevoli, ma citiamo in particolare “Living in Another World”, cover dei Talk Talk naturalmente avvolta nello stile moderno e aggressivo dei Subliminal Fear! Citiamo anche la traccia conclusiva, “The Disease in Human Emotion”, brano completamente elettronico – niente metal, solo elettronica, niente male! Effettivamente, il termine death metal sta stretto alla band italiana, a parte il riffing e le ritmiche… ma certamente i Subliminal Fear sono un’evoluzione del genere, che affiancherà (per meriti) le band succitate. Un disco interessante, noi ve lo consigliamo!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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:: Subliminal Fear - One More Breath - (SG Records - 2012)
Dopo cinque anni d’attesa, conditi d’addii e cambi di formazione, ecco tornare alla ribalta i miei concittadini e amici Subliminal Fear. Terminato il deal che li legava alla ellenica Burning Star Records, i barlettani si ripresentano con un nuovo contratto firmato con la Sg Records, un nuovo cantante, Savino Fiorella, e un nuovo chitarrista, Armando Casolino. Registrato e missato al DB Studio (Barletta) dell’ex Doddo (ormai rientrato in pianta stabile nel gruppo) e con il mastering firmato Ettore Rigotti (The Metal House Studio di Torino), One More Breath propone un sound che non ha subito sostanziali cambiamenti: la band ha optato nuovamente per soluzioni death di matrice scandinava. Un death melodico (forti sono le influenze del metal classico, Maiden in primis), ma al contempo tagliente e sporco, soprattutto per l’inserimento di soluzioni di stampo thrash metal. Non mancano iniezioni di metal più moderno, soprattutto per l’uso delle voci pulite, da me sempre poco digerite. Mentre interessanti sono gli inserti di tastiera (a opera dei fratelli Mameli, Alfredo e Marco), che richiamano scenari di stampo fantascientifico (quasi da videogame), e rappresentano un’interessante variante al solito sound Gothenburg. Probabilmente la band dovrà battere su questi territori per riuscire nell’impresa di trovare un sound più personale. Tutto ciò evidenzia uno spettro di soluzioni, oltre che una cura maniacale per arrangiamenti, superiori a quelli in possesso della media delle band italiche: non molti riescono a passare dal soluzioni più classiche a quelle moderne all’interno dello stesso brano. Ora restiamo in attesa del terzo lavoro, quello classico della consacrazione. Bentornati Subliminal Fear!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/subliminalsite
:: Subliminal Fear - Uncoloured World Dying - (Burning Star - 2007)
Giungono finalmente all’esordio discografico, dopo tanta gavetta, i pugliesi Subliminar Fear. Lo fanno con Uncoloured World Dying, edito dalla greca Burning Star. Come dicevamo i pugliesi di gavetta ne hanno fatta tanta, se è vero che il gruppo è in azione dal 2001, ha al proprio attivo un demo edito nel 2005 e tante date dal vivo. Registrato presso i 16th Cellar Studio di Roma con il produttore Stefano Morabito (Hour of Penance, Eyeconoclast, Enemynside, Theater of the Vampires, Necrotorture), UWD si presenta come un lavoro competitivo a livello europeo, sia per la musica contenuta che per il curato artwork (splendida la copertina ad opera di Davide Nadalin già a lavoro con Nile, Sadist, Extrema, Threshold, Blinded Colony). Ma passiamo alla disamina dei contenuti musicali: il genere proposto è un death metal di stampo svedese, arricchito da inserti thrash. L’influenza di band quali In Flames, Soilwork e Arch Enemy si sente, ma il gruppo ha cercato di rileggere la lezione di questi gruppi in maniera originale. \"Insane Archetype\" è la mazzata thrasheggiante posta in apertura. \"Crawls Into Depths\" e “I’Ve Lost My Control” sono i miei pezzi preferiti: riff assassini e gran lavoro di batteria. La formula resta invariata nelle altre song, mantenendo il livello del disco su medie qualitative elevate grazie al giusto mix di violenza e melodia. I Subliminal Fear ci hanno regalato uno dei migliori cd in ambito death metal melodico del 2007 e si propongono prepotentemente, con i Node, come leader di questo genere in Italia. Supportatateli!

Voto: 8/10

g.f.cassatella

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