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Reviews - Soul of Steel
:: Soul of Steel - Journey to Infinity - (Baker Team Records - 2013)
I Soul of Steel sono una band italiana di Martina Franca (TA) che suona un heavy metal melodico con influenze power/progressive sulla falsariga di band di culto come Helloween, Blind Guardian, Stratovarius. I sei ragazzi sfornano questo lavoro di quattordici brani dal titolo “Journey to Infinity” un concentrato di tecnica e velocità arricchito da una bella voce pulita e chiara.
Si parte con un’intro d’atmosfera, tipico di quei film che rievocano storie risalenti al periodo del feudalesimo, e comunque l’album “Journey to Infinity” è un bel cd apprezzabile per i contributi dati dalle tastiere e dal pianoforte come emerge in brani “Shadows of the Past” o ancora prima “Through the Gates of Heaven”. La potenza e precisione di questo lavoro è rimarcata da una buona dose di assoli in perfetto stile Malmsteen, che dialogano perfettamente con un doppio pedale che mi ricorda Stefan Schwarzmann (Krokus, Helloween, Accept, U.D.O. e chi più ne ha più ne metta). La band si prende una sorta di pausa con “The Fallen Angel” un bel duetto tra il vocalist Gianni Valente e una voce femminile accompagnati entrambi da un sottofondo di tastiere e pianoforte, tutto in formato strappalacrime per una durata di tre minuti e quattordici. Fortunatamente il ritmo ritorna alto con il brano che prende il nome dal titolo del cd, “Journey to Infinity”, ben strutturato e accompagnato in seconda voce sempre da questa buona voce femminile, di cui non sappiamo niente.
Sfortunatamente il ritmo torna basso con “Like a Monkey” un altro strappalacrime da film d’amore che a differenza di “The Fallen Angel” in alcuni punti sale d’intensità rimanendo comunque per buona parte in modalità soft. Il punto cruciale è che la durata di “Like a Monkey” è di sei minuti!!!! Da qui in poi, e credo sia una caratteristica da rivedere, la band propone altri quattro brani che ad eccezione di “Secret Words” iniziano lenti per poi esplodere, e chiudere in lentezza. Le cose non migliorano con “Last Desire” che i Soul of Steel ci propongono in versione acustica, pianoforte voce e cori in stile Queen. Tecnicamente “Journey to Infinity” è un bel cd, suonato egregiamente da musicisti che sanno il fatto loro, e con una buona dose di idee tutte valide, ma se dovessi dire con due parole costruttive e non distruttive il mio parere personale su questo lavoro, direi... che palle... specie da “Portrait Of My Last Dream” alla fine. In questi casi dovremmo cercare di alternare un brano spinto ad un lento e non, come secondo me in questo caso, la prima parte veloce e la seconda in discesa verso l’agonia.
Voto: 6,5/10
Leandro Partenza

Contact:
www.myspace.com/soulofsteelband
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