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Reviews - Sodom
:: Sodom - Epitome of Torture - (SPV/Steamhammer - 2013)
Ci sono poche certezze in quest’epoca buia, e una di queste sono i Sodom. Che tornano a farci visita a tre anni dall’uscita di “In War And Pieces”, ottimamente recensito su queste pagine. Il mondo non è di certo un posto migliore, e questo Knarrenheinz, la loro mascotte, lo sa bene. Eccola dunque campeggiare sulla copertina di “Epitome of Torture”, un altro disco di denuncia convogliata attraverso il linguaggio che il trio di Genselkirchen conosce meglio, il thrash di pura scuola teutonica che loro stessi hanno contribuito a forgiare. I fans più attenti dei Sodom sanno da tempo che le varie evoluzioni li hanno portati verso un suono personale e influenzato (in parte) da forme più classiche di metal, ma una cosa è certa: il loro trademark è e resta la timbrica distintiva di Tom Angelripper, e su questo non si discute. In più, si può dire che con il passare degli anni l’apporto fondamentale di Bernemann dal punto di riff e arrangiamenti abbia assunto un peso sempre maggiore, ma anche questo non è un mistero. In particolare, il nuovo disco sciorina un attacco di gran classe con “My Final Bullet”, arpeggio introduttivo e ritornello diretto e incisivo, seguito da “S.O.D.O.M.”, una vera e propria scheggia eighties, serratissima nella pennata che ricorda un po’ i Wehrmacht. L’assalto quasi growl di “Stigmatized” rappresenta uno di quei brani “in your face” che fanno ogni tanto capolino nei dischi della band tedesca, solo che questa volta non si tratta di una citazione hardcore nello stile di “Ausgebombt”, quanto piuttosto di tre minuti di sparatissimo death’n’roll sorretto dalle pelli del nuovo innesto Markus Freiwald. Tra i brani più “melodici” (il termine è ovviamente un eufemismo…) vanno citati la classicheggiante “Into the Skies of War”, “Cannibal” (con un pathos vocale che ricorda gli Slayer di fine anni ’80), “Invokating The Demons” e soprattutto “Tracing The Victim”, con un Bernemann in grande spolvero. Vera chicca del disco è “Katjuschka”, costruita sull’idea iniziale della canzone popolare dallo stesso nome (“Fischia il vento” nella versione italiana), ma dal testo che ne ricorda a tinte fosche l’omonimia con il tristemente famoso lanciarazzi di fabbricazione sovietica. Se la citazione nell’incipit avvicina i Sodom all’esperimento simile compiuto dagli Accept in occasione di “Stalingrad”, devo dire che sull’attacco della linea vocale ho temuto fortemente di sentire Angelripper ricalcare fedelmente l’originale (per pochi secondi accade davvero) in perfetto stile Onkeltom. Fortunatamente, il “caro leader” sa ben tenere separate le due anime della sua creatività, e questo sapiente lavoro di bilancino ci consegna ancora una volta un disco di ottimo livello, nella più pregevole tradizione del trio tedesco. Beccate l’edizione in digipack, o magari quella in doppio vinile: oltre alle due bonus tracks, c’è anche la cover di “Ace of Spades”. Quando si dice l’attaccamento alle tradizioni…
Voto: 8,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.sodomized.info
:: Sodom - In the sign of evil - (SPV - 1984)
Grezzo, grezzissimo l’ esordio dei Sodom che con “In the sign of evil”, mettono su una vera e propria pietra miliare per quello che sarà il death metal. Solo vittime ha mietuto questo mini lp dal lontano 1984 e non sono pochi i gruppi death e black che menzionano tra i loro dischi di sempre proprio quest’ album. Angel Ripper (voce), Witchunter (batteria) e Grave Violater (chitarra), sono ancora tre ragazzini sbarbatelli (e si vede dalle foto) ma hanno energia e brutalità da vendere. Dai solchi di questo disco fuoriesce solo aggressività allo stato puro: suono sporchissimo, tecnica imprecisa (batteria a volte scoordinata), con una voce che “vomita” testi ovviamente oltraggiosi e magari infantili; basta citare il secondo refrain di “Blasphemer”: « Rites of death, return to hell. I am satan’s child, attack with spell. » Ma ricordo che in quegli anni, certe raffinatezze nelle lyrics erano rare da trovare, si badava più sull’ impatto emotivo dell’ ascoltatore e poi…….non siamo tutti poeti. Cinque brani, solo cinque brani ma che valgono un album e non una discografia intera (basta ascoltare il successivo lp “Obsessed by cruelty” per rendersene conto). Reminiscenze Motorhead le troviamo nella leggendaria “Outbreak of evil”, putrescente invece “Sepulchral voice” e ovviamente blasfema e volgare la già citata “Blasphemer”, proseguendo poi per la movimentata e “disgustosa” “Witching metal” e finire con quella autentica dichiarazione di guerra che è “Burst command ‘til war”.Insomma ragazzi questo disco è dedicato a chi vuole ascoltare “sublimi sozzerie”. Da avere assolutamente. Questa è storia.

R
:: Sodom - In War And Pieces - (SPV/Steamhammer – 2010)
A stretto giro di posta dall’uscita del DVD antologico “Lords Of Depravity Part II”, e ancora freschi della calata italiana come headliners del Rock Hard Festival in quel di Bologna, tornano i Sodom con un disco nuovo di zecca. “In War And Pieces” giunge a quattro anni dall’ultimo omonimo album in studio, se si eccettua la pubblicazione di “The Final Sign of Evil”, e presenta undici brani che hanno come filo conduttore la descrizione di una realtà di guerra e delle conseguenze di essa sul tessuto sociale, un tema ormai diventato il vero e proprio leitmotiv del gruppo
Il disco entra subito in argomento, senza tanti giri di parole: la title-track in apertura è sorretta dal cantato disperato di Angelripper e da una serie di fill di chitarra dal sapore Machine Head, a conferire maggiore modernità al suono, fino al cambio di tonalità nell’accelerazione che riporta tutto entro le coordinate note al trio di Gelsenkirchen. Segue “Hellfire”, track ottima e veloce con il drumming di Bobby Schottkowski in evidenza e cesellata dai soli di Bernemann, vero e proprio perno nell’economia dell’intero album. Con “Through Toxic Veins” la band si muove su coordinate che ridefiniscono i confini del thrash teutonico – un genere che, ricordiamo, i Sodom hanno creato insieme a Destruction e Kreator – con armonie che hanno un sapore più vicino all’heavy classico, complice un uso sapiente della doppia cassa nella strofa e gli stacchi centrali con lead guitar in evidenza.
Si procede con “Nothing Counts more than Blood”, dal rifferama corposo e dall’insolito chorus melodico, per quanto è possibile accostare l’aggettivo “melodico” alla soave voce di Tom Angelripper! C’è spazio anche per i die-hard, con la classica e cadenzata “Soul Contraband” e soprattutto con la track in lingua madre, la sparatissima “Knarrenheinz”, che segue la tradizione delle precedenti “Bombenhagel” e “Ausgebombt”, e prende il nome dalla popolare mascotte della band.
Tuttavia, i Sodom del 2010 si esprimono al meglio nelle tracks di maggior respiro, come “God bless you”, introdotta da un arpeggio oscuro in stile Megadeth e impreziosita da un bell’assolo, la conclusiva “Syptic Parasite”, mid-tempo caratterizzato da un intricato riff di chitarra che strizza l’occhiolino all’hard rock, e soprattutto “The Art of killing Poetry”, in cui la rhythm guitar a grattugia lascia spazio ad un ritornello accattivante, costruito alla maniera degli ultimi Carcass, e in cui i Sodom riescono a creare un muro sonoro senza precedenti.
Non c’è che dire: “In War and Pieces” è un lavoro degno di una band che riesce, a quasi trent’anni di onorata carriera, a rinnovarsi pur mantenendo una costanza e una coerenza riconoscibili a mille miglia. E se va bene a me… buona camicia a tutti!
Voto: 9/10
Francesco Faniello

Contact
www.sodomized.info
www.myspace.com/sodom
:: Sodom - Lords Of Depravity Part 2 - (SPV – 2010)
A ben cinque anni di distanza dalla pubblicazione di Lords of Depravity Pt. 1, ecco giungere sugli scaffali (sempre più virtuali) dei music shop di mezzo mondo la seconda parte del mastodontico DVD celebrativo della carriera dei Sodom. Ovviamente questa nuova uscita parte da dove si era fermata la precedente (1982-1995) e copre il periodo compreso tra il 1995 e il 2009. L’opera è strutturata su due dischetti, il primo contente un ricco documentario-intervista (in tedesco ma con sottotitoli in inglese) ai membri del terzetto d’acciaio per una durata superiore ai 200 minuti. Per il sottoscritto la vera ghiottoneria è il secondo dischetto (più di tre ore di interviste e riprese off stage alla fine sfiancano anche il più accanito dei fan) il quale contiene l’intera esibizione tenuta nel 2007 al Wacken Open Air. Non un concerto qualunque, ma la celebrazione dei 25 anni di carriera della band (sicuramente la più coerente del triumvirato del thrash tedesco). Sulle assi i tre hanno riproposto gran parte del proprio repertorio, in alcuni casi anche in compagnia di ex membri della band: Grave Violator, Frank Blackfire, Michael Hoffmann, Andy Brings e Atomic Steif.Una vera e propria festa di metallo, fatta di sostanza e buona musica. Ottime le riprese, suggestive quelle tra il pubblico (sembra di essere nel pogo). La qualità non è circoscritta alle riprese, ma anche il package è di altissimo livello con ben due. Il secondo DVD non contiene solo l’esibizione al W:O:A:, ma anche due videoclip (“Fuck The Police” e “City Of God”) e una sezione intitolata deleted scenes che include ancora spezzoni live del periodo in oggetto. Il secondo dischetto dura la bellezza di 160 minuti. Personalmente ritengo LOD Pt. 1 superiore, ma non mi sento di non consigliare ai nuovi e vecchi fan questa seconda parte, anche perché il prezzo di vendita non è esagerato.

DVD1 - The complete history 1995-2009:
* Intro
* Onkel Tom
* Tom Is Looking For New Members
* Reunion Sodom
* Til Death Us Unite (Recordings)
* Endzeit Festival
* Til Death Us Unite (Promo And Release)
* Summer Metal Meeting
* Lauchhammer
* With Full Force 1997
* Wacken 1997
* Lieder Wie Orkane
* Südamerika 1997
* USA 1997
* Ein Tröpchen Voller Glück
* Code Red
* Ein Strauss Bunter Melodien
* Desperados (How This Developed)
* Dynamo 1999
* With Full Force 1999
* Fuck The Millennium Tour
* Desperados (Release)
* With Full Force 2000
* M16 (Recordings)
* Bangkok 2001
* Wacken 2001
* M16 (Release)
* Hell Comes To Your Town Tour
* Japan
* One Night In In Bangkok
* Summer Open Airs 2002
* Moskau 2003
* One Night In Bangkok (Release)
* With Full Force 2003
* Bang Your Head 2003
* Summer Open Airs 2002
* Sofia
* Greece
* Summer Breeze 2004
* Lords Of Depravity/Sodom Rehearsals
* Ankara
* South America 2005
* Metalcruise
* USA 2006
* Sodom (Recordings / Release)
* Rock Hard 2006
* Japan 2006
* European Tour with Finntroll and Legion Of The Damned
* Eastern European Tour
* Final Sign Of Evil
* Klassentreffen (All Ex-Members Under One Roof)
* Death Of Chris Witchhunter
* Australia, Indonesia, Thailand
* Wacken 2007
* Outro

Duration: more than 200 min
Format: 16:9 (NTSC)
Subtitles English/German
Audio: 2.0/5.1

DVD2:
The complete 25th anniversary concert at Wacken Open Air 2007 (featuring guest
appearances by former bandmembers Grave Violator, Frank Blackfire, Michael
Hoffmann, Andy Brings and Atomic Steif).

* Intro
* Blood On Your Lips
* Wanted Dead
* City Of God
* Axis Of Evil
* Blasphemer
* Proselytism Real
* Christ Passion
* Magic Dragon
* Tarred And Feathered
* One Step Over The Line
* Get What You Deserve
* Abuse
* Frozen Screams
* The Vice Of Killing
* Napalm In The Morning
* Sodomy And Lust
* Ausgebombt
* The Saw Is The Law
* Outbreak Of Evil
* Bombenhagel
* Outro

Video clips:
* Fuck The Police
* City Of God

+ Deleted Scenes

Duration: more than 160 min
Format: 16:9 (NTSC)
Subtitles English/German
Audio: 2.0/5.1
1. DVD1 - The complete history 1995-2009
2. DVD 2 - Live features, video clips, deleted scenes

Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/sodom
www.spv.de
:: Sodom - M16 - (SPV - 2001)
Torna a colpire il “tank” tedesco guidato dall’ormai esperto di guerra Tom Angelripper. Torna questa volta con un concept-album che ricalca ancora una volta quello che già era stato accennato in un album come Persecution Mania o Agent Orange, ossia il tragico conflitto nel Vietnam avvenuto più di 30 anni fa. Che tutto questo sia uscito in un periodo in cui la guerra fa capolino in tutte le tv è pura casualità, dato che il concepì è stato concepito ben prima di tale evento, fatto sta che lo stesso Tom tiene puntualizzare di come i Sodom non siano una band “guerrafondaia”, bensì il messaggio che loro vogliono trasmettere è opposto a quello che facilmente si può dedurre in maniera superficiale. Tralasciamo i contenuti lirici, tra l’altro molto crudi, si, ma carichi di pungente sarcasmo e collochiamo M16 come giusto crocevia tra il classico Agent Orange e l’ottimo Code Red di qualche anno fa. Assenti sono le divagazioni hardcore presenti nei dischi del loro recente passato; i “nuovi” Sodom badano più alla concretezza, sparando in faccia all’ascoltatpore un thrash di grnde impatto con delle vocals durissime ed in alcuni casi death-style, per non parlare di una line up che sembra finalmente stabile e tecnicamente all’altezza.
Tra gli 11 brani presenti segnalerei “Among The Weirdcong”, “I Am The War”(terremotate ne suo incedere), “Napalm In The Morning”(la “Remember The Fallen” del 2001), la lunga ed articolata “Lead Injection”, lo strano inno “Marines” e la cover “Surfin Bird” (da sbellicarsi…!). Sicuramente M16 verrà ricordato oggi e in futuro come tra i migliori episodi targati Sodom.
Nulla di “nuovo” in questo album è questo quello che vogliono i loro fans.
Questo “vecchio” trio tedesco ha ancora molto da insegnare alle giovani bands… imparate gente, imparate!

R
:: Sodom - One night in Bangkok - (SPV - 2003)
I Sodom in Thailandia??? Ma si, e certo che non appaia tanto strano se già più di una decade fa Angelripper e soci bazzicavano da quelle parti, “deliziando” un manipolo di fans agguerriti ed affamati di thrash, dove strutture adeguate per organizzare concerti sono quasi utopia o acquistare un disco diventa ogni volta un’impresa. Messi in condizione di soddisfare le insistenti richieste dei promoters del posto, la band non si è fatta alcun problema (al diavolo tutte le altre fottute rockstar…) nel preparare le valige e partire alla volta di Bangkok, mettendo a ferro e fuoco un locale di dimensioni ridotte e davanti a circa duecento sostenitori accorsi anche dagli stati vicini.
Ma veniamo alla cronaca; il doppio cd live in questione, il terzo della serie in una già ampia discografia, si avvale di ben ventiquattro brani (escluso il clip di “Among The Weirdcong”) ripescati da ogni singolo album con la sola eccezione di Obsessed By Cruelty ed è sicuramente più completo dei suoi due predecessori, poiché fornisce un fedele spaccato su tutto ciò che i Sodom hanno fin qui prodotto. Tutte le classic songs (troppo impegnativo elencarle) vengono affiancate dalle più recenti realizzazioni, eseguite con la solita ed inconfondibile attitudine da sporchi thashers privi di finezze tecniche ed inutili orpelli in sede di produzione.
Dimenticate il precedente Marooned Live e fate un altro acquisto giusto ed importante dopo il live dei Kreator.

R
:: Sodom - The Final Sign of Evil - (Spv/Audioglobe)
Ero davvero felice: ecco il nuovo album dei Sodom! Invece, si tratta della ristampa del loro Ep “In The Sign of Evil” con ben 7 bonus-tracks… Insomma, una bella presa per i *** ! C’era bisogno di rimestare nei fondi di magazzino per realizzare un prodotto di scarso interesse? Il problema è che l’etichetta non aveva annunciato bene il “quid” della faccenda e solo un attento esame della tracks-list mi ha permesso di scoprire l’arcano. D’accordo i neofiti del metallo saranno contenti in quanto potranno scoprire perle del passato, ma questo “mare magnum” di ristampe che sta invadendo il mercato non è forse segno di crisi di creatività?

Emanuele Gentile
:: Sodom - The Final Sign Of Evil - (SPV/Steamhammer - 2007)
Anche i Sodom (dopo una serie di gruppi più o meno storici) si presentano con una registrazione ex-novo del loro primo album. Premetto che non vedo assolutamente di buon occhio questo genere di operazioni, ma per i Sodom è diverso dato che i nostri ci offrono un’ottima rilettura delle ormai storiche 5 tracks che componevano “In the Sign of Evil”, con l’aggiunta di altre 7 nuove di zecca (si tratta di pezzi risalenti al primo periodo della band e mai incisi prima d’ora). Il buon Thomas \"Angelripper\" Such ha pensato di richiamare anche i vecchi compagni d’avventura e allora tocca a Chris “Witchhunter” Dudek martellare i vostri timpani con il suo drum-kit e all’oriundo Josef “Grave Violator” Dominici triturare la sua sei corde. Devo ammettere di aver pensato alla solita operazione commerciale, ma ho dovuto ricredermi perché “The Final Sign of Evil” è davvero genuino e potremmo anche pensare che Angelripper & Co. si siano divertiti molto a registrarlo. Il disco scorre che è un piacere, atmosfere sulfuree e dannate ci accompagnano in un viaggio indietro nel tempo. Infatti sembra proprio che la musica provenga direttamente dalle sessions della metà degli anni ’80 ed i nuovi pezzi sono assolutamente all’altezza dei classici. Fate vostro questo album e non vene pentirete. Horns up!!!!!!!!!

Giuseppe (UR)
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