Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Sinister
:: Sinister - Afterburner - (Metal Mind – 2014)
Dopo aver piazzato tre colpi mortali con i primi album, gli olandesi Sinister hanno vissuto un momento di stanca creativa tra il 1998 e il 2003. Dischi come Aggressive Measures, Creative Killings e Savage or Grace ne avevano minato fortemente la credibilità (non che la scena death in generale vivesse una stagione felice in quel lustro). Però è bastato qualche cambio nella line up (l’ingresso di Paul Beltman alla batteria con lo spostamento del mastodontico Aad Kloosterwaard alla voce) ed ecco gli orange ripresentarsi nel 2006 con un prodotto degno della propria storia: Afterburner. A quasi 10 anni dalla propria pubblicazione il fascino di questo disco rimane intatto e, senza ombra di dubbio, può essere considerato uno dei migliori dei carriera dei tulipani. Ci pensa la Metal Mind a ridare lustro a questa uscita con la ormai canonica ristampa in versione digipack numerata a 2000 copie, che pur non contendo nulla di nuovo rispetto al passato, comunque riporta sotto la luce del sole una delle fonti di brani principali delle scalette live di Aad Kloosterwaard e compagni. Detto che all’epoca Afterburner fu l’album più lungo tra quelli pubblicati dai Sinister (sinceramente non so se il record resista ancora), mi sento di consigliare a tutti, se non l’acquisto (anche se dovreste già averlo un album del genere nella vostra collezione), quanto meno l’ascolto di brani quali “Altruistic Suicide”, “Presage of the Mindless”, “The Riot Crossfire”, oltre alla title track, che in fin di conti hanno dato il là alla seconda vita dei Sinister, che prosegue in modo più che dignitoso ancor oggi sia dal vivo che in studio.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.sinister-hailthebeast.com
www.metalmind.pl
:: Sinister - Aggressive Measures - (Metal Mind – 2014)
Aggressive Measures, quarto album degli olandesi Sinister, vide la luce nel 1998 via Nuclear Blast. Alcuni cambi stravolsero la line up, con l’ingresso nel gruppo di Eric de Windt (voce) e Alex Paul (basso), che così si unirono a Bart van Wallenberg (chitarra) e Aad Kloosterwaard (batteria). Secondo alcuni questo lavoro è l’ultima grande opera degli orange, per altri è il primo della fase discendente. La verità, come quasi sempre, sta nel mezzo: AM è un disco che contiene in se gli ultimi bagliori di luce, così come alcuni brani non del tutto fondamentali. Non a caso ci troviamo in un periodo di forte ribasso del death, l’ondata black ha attirato le attenzione dei fan più estremi e il movimento in generale inizia a mostrare una carenza di idee che porterò alcuni a decretarne la (prematura) fine. A me non dispiace, lo tengo volentieri accanto ai capolavori Cross The Styx (1992), Diabolical Summoning (1993) ed Hate (1995), ascoltandolo di tanto in tanto. Questa ristampa marcata Metal Mind pur non aggiungendo nulla di nuovo alla tracklist originale, comunque riporta sotto i riflettori brani senza’alcun dubbio degni di nota come “Aggressive Measures”, “Beyond the Superstition” e “Chained In Reality”, degni rappresentanti di quel death tetragono e ostile che ha fatto la fortuna dei Sinister, band alla quale va riconosciuto il merito di essere stata tra i prime movers del movimento death europeo. Fossi in voi uno spazio nella vostra collezione alla lettera S lo libererei per questo album
Voto: 6.5/10
g.f.cassatella

Contact
www.sinister-hailthebeast.com
www.metalmind.pl
:: Sinister - Creative Killings - (Hammerheart rec. - 2001)
E con grande piacere che ritorno a parlare di questa grandissima band giunta oggi al suo sesto album. Dai lontani esordi il sound della band non è cambiato poi tanto, ma si è evoluto in maniera veramente originale, senza abbandonare le coordinate che ce li hanno fatti conosce. L\'unica differenza dal loro primo full-lenght sono stati i continui cambi di line-up che si sono susseguiti: prima la dipartita del chitarrista Alex (ora con Houwitser), poi l\'allontanamento del carismatico vocalist Mike sostituito nel precedente \"Aggressive Measure\" da Alex (ex. Torture Crypt). E adesso? Una fottuta sorpresa!!! Nel combo arriva un altro cambio!! Entra a far parte come vocalist una disumana ragazza: Rachel, capace di annientare tutto ciò che gli si presenta davanti. Credetemi il suo impatto è dannatamente bestiale! I Sinister di inizio millennio propongono un Brutal Death molto acido, fatto di attacchi frontali, tempi oppressivi e un generale senso di oppressione che avvolge tutto il lavoro. Se bisognasse dipingere quest\'album non lo farei semplicemente nero, ma rosso, rosso sangue, pieno di atmosfere soffocanti, pieno di quel senso di marcio che puzza a chilometri di distanza…\"Creative Killing\" non è un album per chi ha inclinazioni suicide, non è un album per chi attraversa un periodo buio della propria vita, perché le note di questi 4 squilibrati potrebbero creare delle tempeste cerebrali incurabili. All\'interno del panorama \'estremo\' i Sinister si confermano come un monumento a parte che produce musica per esorcizzare le proprie angosce e riversarle su di noi. Un album grandissimo di una band unica, che con il suo messaggio diretto si dirige dritto in faccia senza pietà. DANNATAMENTE UNICI!!!

Christian
:: Sinister - Diabolical Summoning - (Metal Mind – 2009)
Uno dei dischi fondamentale del death metal europeo, Diabolical Summoning, secondo album dei Sinister, non può mancare nella discografia di nessun amante del metal estremo. Uscito a poca distanza dall’altro capolavoro della band, l’esordio the Cross Of Styx, oggi è nuovamente disponibile in una nuova edizione digipack (limitata a 2000 copie) edita della Metal Mind. Probabilmente non ha il fascino rude e acerbo del suo predecessore, ma Diabolical Summoning ha al proprio interno tutta una serie di classici che sono la summa del death metal: tecnica, riff tritatutto, tempi lenti e oscuri e la voce particolare di Van Mastrigt, vero trade mark della band. I classici contenuti in questo album rispondono al nome di Magnified Wrath, Sense Of Dimise, Tribes Of The Moon e Mystical Illusions. Dove non arriva la band, c’è la produzione di Mr Colin Richardson, vero e proprio guru della consolle. Rispetto all’edizione originale dell’album, questa ristampa contiene due brani live: Into The Forgotten e Bleeding Towards The Windingo. Che aspettatate? Correte subito ad acquistare questo disco!
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.sinister-hailthebeast.com
www.myspace.com/sinisterwingsofdeath
:: Sinister - Hate & Bastards Saints - (Metal Mind – 2009)
Dal putrido calderone della scena death metal olandese anni 90 sono spuntate band del calibro di Pestilence, Gorefest, Asphyx e Thanatos, ma l’unica in grado di avere una carriera più o meno all’insegna della continuità risponde al nome di Sinister. Dopo aver pubblicato due capolavori del calibro di Cross Of Styx e Diabolical Summoning, la band non è riuscita a piazzare il terzo colpo vincente, quello della definitiva consacrazione che le avrebbe garantito un posto accanto agli dei del genere. Il terzo album risponde al nome di Hate e, nonostante sia un disco notevole, non riesce a reggere il confronto con i suoi due predecessori. Hate segna il passaggio dalla formazione a quattro a quella a tre (Van Wallenburg si districò tra chitarra e basso a causa della defezione di Tolhuizen), con un sostanziale rallentamento. Sia chiaro, questo “peggioramento” è relativo,non assoluto. Se lo si paragona ai due album precedenti c’è, ma si compara Hate con altri dischi death metal… allora il discorso cambia, tant’è che si può ben considerare questo terzo lavoro l’ultimo grande disco dei Sinister. La monumentale Awaiting The Absu mette ancora oggi i brividi, senza dimenticare le terrificanti The Bloodfest e 18th Century Hellfire. Oltre Hate, l’album contiene l’Ep Bastards Saints pubblicato l’anno dopo (1996). Quattro tracce particolari, se si considera l’anomala traccia melodica che da il titolo al disco e alcune versioni alternative di brani contenuti sull’esordio, Cross Of Styx e Epoch Of Denial. Come se non bastasse, questa nuova edizione contiene anche 4 bonus track dal vivo. Se possedete i primi due album, correte a compare anche questo…
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.sinister-hailthebeast.com
www.myspace.com/sinisterwingsofdeath
:: Sinister - Legacy of Ashes - (Massacre – 2010)
“Aaarrrggghhh! Ola de Violencia!” gridava Mixo dai microfoni di Stereo Rai ormai quasi vent’anni fa. Se probabilmente il palinsesto della mitica trasmissione non prevedeva alcun estratto da “Cross the Styx”, debutto degli olandesi Sinister, ci troviamo qui dinanzi ad un compendio di quella sana ultraviolenza che caratterizzava l’inizio degli anni ’90 in Europa e, di converso, nelle due Americhe. Nonostante uno iato durato poco più di tre anni a metà dello scorso decennio, i Sinister si sono mostrati particolarmente prolifici nel corso dei circa 20 anni di attività, e giungono dunque al traguardo del decimo album in studio (se si conta il mini “Bastard Saints” del 1996). Se poi si aggiunge l’imminente uscita del cofanetto “Altered Since Birth” che racchiude i dischi pubblicati fino al 2008, il quadro di una band che ha segnato un pezzetto di storia della musica estrema europea è completo. Con “Legacy of Ashes”, la premiata ditta Kloosterwaard/Paul firma un nuovo capitolo di devastazione che consta di nove tracce di puro death di ispirazione floridiana con cipiglio mitteleuropeo. Durata media quattro minuti e mezzo, per un totale di quaranta minuti scarsi.
Menzione a margine va dedicata all’artwork per stomaci forti, di quelli che diventano sempre più rari nella nostra epoca minimalista (gli stomaci o l’artwork? Fate un po’ voi…). La recensione potrebbe anche chiudersi qui, ma vale la pena di soffermarsi su singoli episodi come l’apocalittica intro “Herd of Damnation”, che sfocia nella serratissima “Into the Blind World” caratterizzata dal break centrale tipico del genere. In “Anatomie of a Catastrophe”, i Sinister si mostrano perfettamente in grado di sviluppare uno di quei riff intricati che richiamano tanto alla mente i nostrani Glacial Fear e che piantano le radici nelle commistioni tra prog e musica estrema (vi dicono nulla i Voivod?). Atmosfere sulfuree e riff stoppati di chitarra sono invece il leitmotiv della conclusiva “The Living Sacrifice”, in cui fanno capolino le orchestrazioni dell’intro a chiudere, come in un concept, questo ennesimo viaggio nel suono estremo. Non un disco fondamentale, ma di sicuro una garanzia di coerenza in un genere che spesso non brilla in questo senso…
Voto: 7/10
Francesco Faniello

Contact
www.myspace.com/sinisterwingsofdeath
<<< indietro


   
I Sileni
"Rubbish"
Prong
"Zero Days"
Paradise Lost
"Medusa"
Straight Opposition
"The Fury From The Coast"
Blind Guardian
"Live Beyond The Spheres"
Mother Nature
"Double Deal"
Numenor
"Chronicles From The Realm Beyond"
Beny Conte
"Il ferro e le muse"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild