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Reviews - Seventh Angel
:: Seventh Angel - Lament For The Weary - (Metal Mind Prod. – 2008)
Lament For The Weary è il secondo e ultimo album inciso dalla fenomenale christian metal band inglese, Seventh Angel. Pubblicato nel 1991, dopo solo un anno dall’esordio Torment, contiene canzoni che pur mantenendo le caratteristiche presenti nel primo disco, ne raffina i contenuti. Come spesso accade, l’irruenza del primo album viene sostituita dalla maturità del secondo. Probabilmente la band mette da parte le sfuriate thrash, anche se non vengono meno del tutto, a favore della propria componente doom. Se i tempi rallentano, l’anima thrash a livello di complessità dei brani resta però intatta e riporta alla mente un’altra band sottovalutata del grande circo thrash di fine anni 80 inizi 90, ossia i Watchtower. Ancora una volta la carta vincente del gruppo è la voce particolare di Ian Arkely, che con la propria ugola dipinge scenari catastrofici e plumbei. LFTW è un concept album e sviscera tematiche cristiane, sarebbe un peccato se alcuni di voi per mero bigottismo (esiste sia da un lato che dall’altro della fede) non ascoltasse questa opera. Ad aprire le danze è la strumentale “Recollections Of A Life Once Lived”, ma è “Life On All Its Emptiness” a mostrare la vena doomy e pesante del platter, sembra quasi di ascoltare gli Obituary dei primi due dischi con clean vocals. Certo la forma di concept rende l’album più coeso del precedente e tutto ciò non permette di individuare una song da preferire ad un’altra ma, fermo restando l’elevatissima qualità media delle song, non si può non consigliare “No Longer A Child”. LFTW è stato il canto del cigno di questo gruppo, anche se qualche anno fa è apparsa sul mercato una raccolta\\live di poco valore. Fortunatamente circolano voci su una possibile re-union del gruppo, non ci resta che aspettare. Questa ristampa della MMP, che contiene la bonus track “The Turning Tide”, unitamente a quella della dell’esordio (entrambe in edizione digipack limitato a 2000 copie), renderanno l’attesa meno dura.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/seventhangelofficial
www.metalmind.com.pl
:: Seventh Angel - The Dust Years - Bombworks Records – 2009)
Una quindicina d’anni di silenzio ha avvolto il nome dei Seventh Agel, cult band thrash- doom inglese. Nel giro di pochi mesi, ironia della sorte, mi sono ritrovato prima a recensire le ristampe dei due album pubblicati da questa compagine (The Torment e Lament For The Weary), e ora mi trovo a dover giudicare l’inaspettato quanto insperato successore. A dire il vero i membri del gruppo non sono stati con le mani in mano in questi anni, per esempio Ian Arkley (voce e chitarra) ha fondato i discreti My Silent Wak, mentre l’accoppiata Bibby-Broomheaa ha trovato “impiego” nei Firefly e nei Detritus. A chiudere la formazione originale il batterista Tank (Sukmunk). Ricreare la magia dei primi due album, veri capolavori, era opera ardua, e in effetti il gruppo non c’è riuscito, però il risultato è lo stesso di ottimo livello. Nessuno come questi quattro riesce a fondere thrash e doom. Forse il suono si è fatto ancora più oscuro, la componete doom risente dell’influenza di gruppi come i My Dying Bride, anche se meno rispetto a quello che accade nei My Silent Wake. I nove brani hanno liriche di stampo cristiano, così come è stato in passato. All’epoca nessuno capì l’importanza di questa band, speriamo che questo non accada anche oggi: The Dust Years merita l’acquisto, così le ristampe dei primi due album.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Seventh Angel - Torment - (Metal Mind Prod. – 2008)
Realizzato originariamente nel 1990, Torment sancì l’esordio discografico dei thrasher inglesi Seventh Angel. Il periodo antecedente alla pubblicazione dell’album fu caratterizzato dalla solita gavetta: cambi di formazione e pubblicazione di demo, tre per l’esattezza. Grazie all’egida dell’Edege Records il quartetto inglese concretizzo il proprio sogno. Torment rappresenta un classico del metal: probabilmente è stato e resterà un prodotto di nicchia, e questo è un vero peccato. I Seventh Angel infatti pur non avendo raggiunto mai il vero successo, erano portatori di sonorità abbastanza originali per l’affollata scena thrash dell’epoca. Tralasciando le liriche di stampo cristiano, che pur non cadendo mai nel bieco moralismo, erano una cosa abbastanza particolare, ciò che distingueva i quattro inglesi dal resto della scena era la capacità di miscelare thrash a parti lente e atmosferiche. Una sorta di Megadeath fusi ai Trouble, per intenderci. Il richiamo alla band di MagaDave non è casuale, infatti in passato la voce Ian Arkley è stata paragonata a quella del leader dei Megadeth. Paragone che ci sta sino a un certo punto, visto e considerato che il chitarrista\\cantante dei SA aveva capacità espressive ben superiori a quelle di Mr Moustaine. Che ci troviamo davanti a un album atipico, almeno per l’epoca, è chiaro sin dall’opener “Tormented Forever”, song che contiene quelle che sono le effettive coordinate stilistiche del gruppo. Tempi veloci si alternano a litanie, atmosfera e teatralità la fanno da padrona. Poi è “The Charter” a mostrare come la band sappia picchiare in modo più tradizionalmente thrash, e conduce alla malvagia “Forbiden Desire”. A ruota seguono “I Of The Needle”, “Espletive Deleted” e “Doctor Hatchet” e “Locked Up In Chains”, che confermano la vena particolarmente gloomy del gruppo. “Acoustic Interlude” precede quello che è il vero masterpiece del disco “Katie”: nove e passa minuti di metallo oscuro, epico, malvagio e teatrale, l’apoteosi della personale interpretazione della musica da parte dei Seventh Angel. “Epilogue”, come lascia ben intendere il titolo, conclude l’album. Nella versione della MMP, limitata a 2000 copie in formato digipack, compare una bonus track, la fantastica “Lamentations” che mi ha riportato alla mente le magnifiche sonorità inglesi di primi-metà anni novanta, Paradise Lost e My Dyng Bride. Doom metal con growl, a dimostrazione della versatilità del combo e soprattutto del buon Ian. Un classico che non deve mancare non solo nella cdteca dei thasher, ma anche a tutti coloro i quali si definiscono metallari!
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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