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Reviews - Secret Sphere
:: Secret Sphere - A Time Never Come (Re-Recorded) - (Scarlet Records - 2015)
Era il lontano 2001 quando i Secret Sphere diedero alla luce una dei più grandi dischi che il nostro metal avesse mai dato alle stampe, “A Time Never Come”. La band capitanata da Aldo Lonobile, all’epoca forte dell’ottimo esordio intitolato “Mistress Of Shadowlight” compose un vero e proprio capolavoro che dava le direttive del power targato Italia e apprezzato in tutto il mondo.
L’attivissima band aveva dato alla luce nel 2012 il fortunatissimo “Portrait Of A Dying Heart”, un ottimo album che vedeva l’esordio dello straordinario Michele Luppi dietro al microfono, un innesto che ha di sicuro elevato il livello della line-up. All’epoca avevo effettuato un’intervista ad Andrea Buratto, storico bassista della band, chiedendogli se mai ci sarebbe stata in futuro l’occasione di riregistrare alcuni brani storici con Luppi alla voce; beh, all’epoca era solo un’ipotesi ma oggi è sarà una realtà, in quanto la band per l’occasione ha riregistrato interamente appunto “A Time Never Come” con la formazione attuale, quindi con Michele Luppi alla voce.
Ora, dopo aver raccontato il passato parliamo del presente… non sono mai stato un amante dei remake, infatti, quelli dei Manowar sono una boiata assurda! Adesso non perché io sia di parte in quanto fan degli Sphere, ma ritengo questo disco una buona mossa… ma non ottima, attenzione! Questo perché riregistrare “A Time…” (che ritengo il vero apice della band) è sicuramente una buona mossa per poter dare nuova linfa a brani veramente storici come “Legend” o “Under The Flag…” e la fantastica “Lady Of Silence”, soprattutto poi a livello di produzione, perché il taglio moderno ad opera del grandioso Simone Mularoni ha reso fantastico l’ascolto di questa perla. Qui devo però spezzare una lancia a favore dell’ex cantante Rob Messina, che all’epoca seppe dare il massimo nel disco originale e in brani scritti appunto per le sue corde vocali… ora non voglio sminuire la performance di Michele Luppi, sarei pazzo e bugiardo in quanto ha perfettamente reinterpretato i brani, soprattutto a modo suo e senza stravolgerli; quindi, mossa commerciale riuscita ma senza sminuire il passato, che è già bello così! Possiamo definirla una bella mossa per i fan della band che possono così apprezzare l’ingresso di Michele Luppi in formazione. Ottima anche la nuova copertina che va ad abbellire ulteriormente questo capolavoro! Adesso sono davvero in difficoltà nel voto, in quanto all’epoca se avessi potuto recensire questo capolavoro avrei di sicuro messo 12 su 10, ma vorrei concludere facendo un piccolo appunto: invece di riregistrare un intero album sarebbe stato perfetto mettere su un “best of” con la formazione attuale, ma chiaramente non si può avere tutto nella vita!
Voto: 9/10
Antonio Abate

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www.secretsphere.org
:: Secret Sphere - Portrait Of A Dying Heart - (Scarlet Records - 2012)
Descrivere la mia ammirazione per i Secret Sphere non è facile: sono stato loro fan per molti anni, dall’uscita del loro primo album “Mistress of the Shadowlight”, che comprai e ascoltai all’infinito, e ancora adesso mi dà bellissime sensazioni.
Con l’uscita del loro secondo album riuscii a vederli dal vivo, cogliendo appieno la passione e la carica che questa bellissima band aveva in sede live. Col tempo si è cercato di far fare il salto di qualità a una band che secondo me lo ha sinora solo sfiorato, un po’ secondo me per potenzialità mai sbocciate o curate.
Potrei essere cattivo e polemico, ma nel tempo Aldo Lonobile (genio chitarristico) secondo me non è stato accompagnato a dovere dalla sua band nel rendere la sua bellissima creatura una vera bellezza che merita.
Bisogna ammetterlo ma un cantante bravo cambia tante cose… ora non voglio essere criticone e nemmeno cattivo ma Rob Messina, cantante dal timbro vocale eccelso, negli anni non ha mantenuto le premesse di una dote vocale mai sfruttata e mai curata come avrebbe dovuto.
Credo che il buon Aldo col tempo lo abbia capito, e abbia deciso per il meglio: fare il salto di qualità!
Sicuramente, separarsi da un personaggio come Messina (ottimo frontman e grande immagine) non era facile… ma niente paura, ecco arrivare alla corte della band piemontese un super cantante! Come si dice, se si deve cambiare si cerca di cambiare in meglio: ed ecco che arriva Michele Luppi.
È inutile dire chi è, cosa fa, cosa ha fatto e cosa combina con la sua assurda voce! Secondo me mai cantante migliore poteva fare al caso dei Secret Sphere, visto l’amore che alcuni componenti della band hanno per l’hard rock, pane quotidiano per Luppi; ma tutti sappiamo quanto il super mega vocalist si adatta al power (magnifico il suo lavoro “Killing Touch”).
Cosa è cambiato? In pratica tutto… sound in primis, pulito, cristallino; poi le melodie fighe e scanzonate, cosa che nel tempo le canzoni dei Secret avevano perso; in generale, la tecnica della band si sposa molto bene con la voce di Luppi, oggi ancora più potente e più heavy, per caratterizzare meglio i passaggi più duri.
Ammettiamolo: è vero, sembrano un’altra band, lontana dai primi tre album da me amati. Tuttavia, non c’è nulla da rimpiangere, anzi questo ultimo album dei Secret Sphere è un vero e proprio salto di qualità da fare concorrenza a giganti del metal mondiale.
Perfetto in tutto: concept, artwork, ma la cosa bella è la qualità della canzoni, belle immediate, che rispecchia tutto quello che il power metaller medio ama ascoltare oggi: dai fraseggi più classici, al gothic, all’hard’n’heavy melodico e perché no anche a un po’ di sano thrash accompagnato dai fraseggi prog.
Non starò a parlare della singola canzone perché un album come questo che non fa acqua da nessuna parte merita solo l’ascolto e l’acquisto immediato.
La cosa che mi rende curioso è ascoltare le canzoni vecchie dei Secret Sphere cantate da Luppi: già in un tour cantate da Conti erano pazzesche, immaginate adesso! Fossi in loro le riregistrerei da capo visto il risultato che si è avuto con questo cd!
Concludo promuovendo a piedi voti questo “Portrait Of A Dying Heart”, definendolo un bellissimo cd e non vedendo l’ora di poterlo avere in formato fisico per infilarlo nel lettore della mia auto fino alla distruzione!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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