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Reviews - Satan
:: Satan - Court In The Act - (Metal Mind Prod. – 2008)
Probabilmente uno dei dieci album fondamentali della NWOBHM. L’esordio dei Satan è uno di quei dischi che non deve assolutamente mancare nella discoteca degli amanti del metal classico e di chiunque si definisca un amante dell’Heavy Metal. Pubblicato originariamente nel 1983, oggi viene riproposto arricchito di 3 bonus track dalla polacca Metal Mind. Nati agli albori dei primi anni ottanta, i Satan riescono, grazie al successo del 45 giri intitolato Kiss Of Death, ad attirare le attenzioni della nascente RoadRunner Records. Il nome della band e la copertina a sfondo polemico garantirono al gruppo non pochi ascoltatori. Però la formula musicale proposta dagli inglesi non fu recepita da tutti. Se c’è un disco che ha anticipato le sonorità che di lì a poco avrebbero fatto breccia nei cuori dei metallari americani e che avrebbe dato i natali alla stagione d’oro del thrash, questo è Court In the Act. Le melodie tipicamente NWHBHM furono riproposte dai Satan in modo più aggressivo e acido, grazie soprattutto all’egregio lavoro dei due chitarristi. L’album è pregno di classici: “Trial By Fire”, “The Ritual”, “Alone In The Dark” e “No Turning Back”. Testi a sfondo storico\\mitologico e horrorifico furono affiancati a quelli di natura sociale, dimostrando ancora una volta come i Satan fossero una spanna avanti rispetto alle altre band dell’epoca. Purtroppo i successori di CIA non hanno avuto la stessa fortuna, soprattutto a causa di un songwriting poco ispirato e dell’invasione delle thrash band americane. I Satan si riciclarono in nuovi gruppi, Blind Fury e Pariah, con scarsi risultati. Alla fine il nome Satan resterà indelebile nella storia del metal grazie a Court In The Act.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/courtintheact
www.metalmind.pl
:: Satan - Trail of Fire - Live in North America - (Listenable - 2014)
Gesù ci sapeva fare. Tra una camminata sulle acque e la guarigione di uno storpio ha pure resuscitato il buon Lazzaro (per non parlare di se stesso). Chi di voi saprebbe fare di meglio? Ci scommetterei, ben pochi. Però c’è un’entità al cui confronto il figlio di Dio diventa un guaritore da fiera: il web! Nelle sue svariate forme (YouTube, Emule, Torrent, Spotify, ecc. ecc.) ha riportato in vita un numero imprecisato di band, e considerato che ogni gruppo in media conta quattro o cinque membri, fatevi voi due conti. Forse solo un defibrillatore piazzato fuori ad una discoteca di Ibiza il quindici agosto ha resuscitato più gente. Tra i redivivi ci sono anche i Satan, gruppo storico della NWOBHM, che tanto deve al proprio esordio, Court in the Act, in termini di notorietà. Quel disco, poi bissato nel 1987, è stato, però, il preambolo a una precoce sparizione. Il silenzio è stato rotto solo nel 2013 con Life Sentence, rilasciato dalla Listenable, etichetta che ha recuperato dal limbo i satanassi. Probabilmente oggi grazie al web la band vanta una notorietà che solo una ventina di anni fa, quando gli uomini primitivi iniziavano a incidere con le pietre i primi graffiti sui pc, era inimmaginabile. Così come all’epoca sarebbe stato difficile vaticinare una reunion con la line up originale, con tanto di tour negli Sati Uniti di contorno. Sei date, in sei giorni consecutivi, in sei Stati differenti, come decantano le note promozionali. Come farsi sfuggire l’occasione di immortalare questa esperienza? Altro che selfie sotto la torre Eiffel o sul London Bridge, questi attempati metallari hanno messo su cd la testimonianza di come si possa suonare del sano e incontaminato heavy metal anche dall’altra parte dell’oceano, senza passare per uomini venuti dal passato. Ovviamente la setlist ha attinto soprattuto dall’esordio, ma una parte consistente dei brani proviene da Life Sentence (una mezza dozzina) a dimostrazione di come i britannici non vivano nel mito del disco che ha dato loro la celebrità. Se le ragazze vogliono semplicemente divertirsi, i fan bramano più che altro i pezzi che cantano sotto la doccia. Così a fare la differenza sono le solite “Trial by Fire”, “Blades Of Steel”, “No Turning Back”, “Break Free” e “Alone In The Dark”, con una band in gran spolvero, grintosa e incazzata al punto giusto. Anche l’audio non è male, il disco suona “sincero”, però questo potrebbe dipendere anche dalla scarsa qualità del promo in streaming (la più grande iattura per noi scribacchini dei tempi moderni).
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact
www.facebook.com/officialsatanpage
www.listenable.net
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