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Reviews - Sandcastle
:: Sandcastle - And then we collide - (My Place Records - 2013)
Parte da Bergamo il processo compositivo di “And then we collide”, primo full length dei Sandcastle, band attiva dal 2008 e influenzata da Pink Floyd, Genesis, Anathema e Porcupine Tree.
L’album è composto da otto brani legati tra loro dall’analisi dei rapporti umani e dei loro paradossi; protagonisti del concept sono un uomo senza un percorso e una donna senza una meta. Musicalmente troviamo riferimenti ai gruppi citati in apertura di recensione, ma soprattutto molta personalità e un meraviglioso lavoro di squadra.
SI parte con “Crossing the thin line”, breve intro, oscura e atmosferica a cui segue “Dressed in black”, brano che mantiene il mood oscuro, strutturato secondo la classica sequenza strofa-ritornello-strofa-ritornello, protagonisti basso e tastiere.
Con “Intelligent love”si cambia registro, i ritmi si fanno più veloci, la chitarra è più presente, l’atmosfera si “alleggerisce” complici le tastiere. Al contrario di “Dressed in black”: in questa canzone fa capolino l’anima prog del gruppo, con gli strumenti che vengono lasciati liberi nell’ultima parte del brano.
“Mirror” rappresenta a mio parere uno dei brani migliori di questo album, seppur sia quello forse più denso di riferimenti; durando dodici minuti evito una tediosa descrizione.
E’ arrivato il momento di riprendere fiato dopo l’impegnativa “Mirror” ed ecco che i Sandcastle ci fanno trovare “I will stay”, brano malinconico e delicato, affidato a voce e chitarra.
“The barren shoreline” e “Atticus Black” rappresentano a mio parere i brani migliori dell’album, insieme a “Mirror” e “Ad aeterne”. Nel primo troviamo di nuovo protagonisti il basso e le tastiere, in questo caso vengono messi da parte i sintetizzatori e si lascia la parte del protagonista al pianoforte, presente per tutto il brano; ”Atticus Black” è l’episodio più moderno dell’album, mi ha riportato alla mente i Pain of Salvation di “Scarsick” soprattutto nella prima parte del brano.
Ed eccoci arrivati alla fine del viaggio: ”Ad aeterne” con il suo meraviglioso crescendo strumentale e vocale conclude “And then we collide”.
Se siete appassionati di questo genere fate vostro questo album, il progressive rock si fa così.
Voto: 8/10
Enrico Cazzola

Contact:
www.sandcastleband.com
www.soundcloud.com/sandcastleprogband
www.reverbnation.com/sandcastleit
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