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Reviews - Samuel Holkins
:: Samuel Holkins - Il Santo - (Music Force - 2015)
Cosa succederebbe se al classico sostrato rock italiano anni ‘90 aggiungessimo un pizzico di quei testi shock del primo Ruggeri con i Decibel o magari di Fausto Rossi (meglio noto come Faust’O), il tutto condito con i ritmi ballabili di Bandabardò e simili? Difficile a dirsi (le interpretazioni potrebbero qui essere molteplici), ma probabilmente un simile risultato è condensato nella formula di Samuel Holkins. Certo, ho citato una serie di nomi alcuni dei quali non fanno probabilmente parte del gotha del quartetto di Latina (progetto solista o no? Poco importa, mi sa…), ma l’impressione è proprio quella di una band che insegue il riff accattivante, il refrain che si pianta in testa e magari lo slogan che cattura l’attenzione. “Il Santo” è il loro secondo disco, sostanzialmente un EP di cinque tracce fuori per la Music Force, un lavoro che li attesta immediatamente come una delle band di punta dell’etichetta teatina. Ho citato Ruggeri e Faust’O pensando a “Mille luci” e alle sue chitarre secche in levare a metà tra le atmosfere nordeuropee del rock’n’roll più zuccheroso alla Mando Diao e lo ska mediterraneo della citata Bandabardò, ma anche alle suggestioni pop-punk di “Un uomo memorabile” (qui coronate da un tipico lirismo all’italiana) e alle atmosfere orientaleggianti di “Babylonia”; gli intenti testuali divergono invece decisamente sulla conclusiva “Fuoco di Russia” (un po’ alla Vasco Rossi, diciamolo…) e sulla title track, molto influenzata dai Litfiba della Tetralogia (per il testo) e dal classico rock elettrico di Karma ed Afterhours (per la musica), ben arrangiata nella sua semplicità e con un assolo di chitarra che sottende la natura del metallaro riciclato (nonostante il suono ben ricercato, l’amore per Megadeth e compagnia bella emerge, eccome!). Insomma, non proprio la mia tazza di tè ma comunque un dischetto che si fa ascoltare con piacere, e tanto basta. Nota di amarcord: se il Santo interpretato da Roger Moore nel celebre telefilm degli anni ‘60 era Simon Templar, il celebre ladro gentiluomo dei romanzi di Leslie Charteris, il “santo” di Samuel Holkins ha poco a che fare con il presunto modello, e basti vedere il video della song (ben fatto, con atmosfere a metà tra Virzì e The Jackal) per capire a che genere di aura mistica appartenga il personaggio ideato dai quattro…
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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www.samuelholkins.it
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