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Reviews - Saga
:: Saga - The Human Condition - (IsideOut – 2009)
I Saga sono una delle realtà progressive anni ottanta più importanti (ok, il primo disco è datato 78, ma non stiamo a guardare il pelo nell’uovo). Dall’esordio discografico a oggi, i canadesi hanno pubblicato dischi con una continuità disarmante (con questo siamo a 20), riuscendo a creare una solida base di fan. Certo, pur non avendo raggiunti i picchi qualitativi (e popolarità) di band contemporanee come i Marillion, i Saga debbono essere considerati una band di tutto rispetto. Pur non amando eccessivamente il prog anni 80 (unica eccezione sono i Marillion), che ritengo troppo freddo e troppo legato ai Genesis, ho avuto modo di apprezzare questo The Human Condition, che pur essendo un prodotto moderno, mantiene i piedi ben saldi negli 80. La dipartita del fondatore e singer della band, Michael Sadler, aveva posto più d’un interrogativo sul futuro del gruppo. In realtà i fratelli Crichton hanno trovato nel buon Rob Moratti un degno sostituto. Il concept su cui si regge il disco è interessante e come sempre i testi della band sono intelligenti a mai banali. Il sound poi è complesso e sofisticato come da tradizione. In definitiva, THC è un più che soddisfacente nuovo tassello nella discografia della band, che spazza via tutti i nuvoloni neri che si addensavano sul futuro dei canadesi.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact
www.sagaontour.ca
www.insideout.de
:: Saga - Trust - (Spv - Audioglobe)
30 anni, tanti sono la vita dei Saga spesi a scrivere musica prog rock con un tocco melodico a dir poco fantastico. Ecco questi sono i Saga combo canadese che chiunque ami il verbo prog deve per forza di cosa conoscere. Nel 2006 si presentano sul mercato con questo “Trust” che non fa altro che confermare la loro grande classe, ma iniziamo col parlare di questo platter. Si inizia con una coppia di brani (“That’s as far as I’ll go” e “Back to the shadows”) dal piglio tipicamente rock con delle bellissime tastiere in primo piano e si continua poi con “I’m ok” brano un po’ più ragionato e con un piglio melodico davvero di notevole spessore, questo brano da un po’ il senso di quello che ci aspetta da questo momento in poi con brani dove chitarre e tastiere si alternano a prime donne o a comprimarie a seconda di ciò che l’atmosfera richiede, e dove la voce Michel Saldler fa un lavoro che definire eccellente è sminuitivo. Il cd cresce ascolto dopo ascolto fin quando viene assimilato in toto e non riesce più a spiccicarsi dal vs. lettore ottico preferito, Da segnalare la bellissima parte iniziale dell’ultimo brano (“On the other side”) dove nella parte iniziale una fisarmonica crea delle atmosfere romantiche da sballo. Io se fossi in voi lo comprerei ad occhi chiusi.

Fabio Calandrino
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