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Reviews - Sadist
:: Sadist - Hyaena - (Scarlet Records - 2015)
Ho sempre pensato che recensire sia un esercizio di sintesi. Hyaena è il miglior album dei Sadist dai tempi di Tribe. Potrei concludere qui il mio pezzo, lasciando a voi il compito di accaparravi il prezioso cd (c’è anche il vinile limitato). Ma noi recensori esistiamo se scriviamo, quindi devo in qualche modo spiegare quel “è il miglior album dei Sadist dai tempi di Tribe”. Partiamo con ordine: chi segue le gesta dei genovesi sa come, all’indomani della pubblicazione del secondo album, la storia dei liguri abbia preso un corso differente. Prima Crust, tanto bello quanto diverso dai predecessori, poi Lego avevano fatto smarrire i fan (e forse anche la band). La breve avventura The Famili (un paio di pubblicazioni) e poi il ritorno alle vecchie sonorità con il lavoro omonimo. Sadist e Season In Silence avevano riacceso l’entusiasmo di noi vecchi fan, per il sostanziale ritorno a quel death metal intricato (progressive, come direbbe qualcuno), lasciando però un senso di incompiuto. Mancava qualcosa. Con Hyaena quel senso di incompletezza è sparito. Il sound di Tommy e compagni è tornato ruvido, aggressivo, senza perdere di un’oncia quella raffinatezza e complessità che li ha sempre contraddistinti. Da Tribe a Hyaena il passo è breve (gli stessi titoli, come le due copertine, danno una sensazione di attitudine primitiva). I Sadist di oggi non sono solo cervello, ma sono anche istinto. Istinto selvaggio, in bilico tra l’esser cacciatore e preda. La complessità della struttura dei brani fusa con la componente bestiale, raggiunge un equilibrio perfetto, difficilmente individuabile nell’opera di altri gruppi. In conclusione, tutto ‘sto fiume di parole può essere riassunto facilmente in un’unica frase: Hyaena è il miglior album dei Sadist dai tempi di Tribe.
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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:: Sadist - Season In Silence - (Scarlet – 2010)
Se per progressive si intende l’esplorazione di nuove frontiere musicali, allora i Sadist sono sempre stati una progressive band. Se per progressive si intende un genere con regole e dettami stilistici, allora Season In Silence è il disco dei genovesi con il maggior appeal progressive (death) metal. I Sadist con i Death SS, per ragioni diverse, sono i due gruppi italiani a cui sono maggiormente legato. I miei primi passi nel mondo metallico sono di poco antecedenti alla pubblicazione dell’esordio dei liguri. All’epoca fu una folgorazione per me. Vero che avevo già ascoltato Nocturnus, Atheist e Pestilence, ma era anche vero che in anni in cui uscivano sì e no 3 o 4 album italiani, ritrovarsi con un disco come Above The Light tra le mani, era goduria allo stato puro. Oggi escono più cd in Italia che nei sulla faccia di Vespa. La poesia è andata. Tutti ipertecnici, tutti con il cd pronto dopo 2 mesi dalla formazione, tutti con grandi idee (prese in prestito dagli altri). Che senso hanno gruppi come Sadist, Novembre ed Extrema (per non andare indietro nel tempo a band come Bulldozer, Necrodeath e Schizo) in una scena del genere? Ce l’hanno eccome, ed è quello di guida. Di esempio. Hanno una storia fatta di gavetta, di grandi album ed errori. Per quanto concerne questi ultimi mi riferisco a cambi stilistici finalizzati a snaturare il proprio sound come il modernista Lego per Sadist o il “panteroso” The Positive Pressure (Of Injustice) per gli Extrema. Ma tutto questo è il passato, il presente sono i Sadist che fanno i Sadist. L’avevano già fatto con il precedente disco omonimo e lo ribadiscono con il nuovo Season In Silence, lavoro che è Sadist sin dall’intro “Aput”. Ma cosa significa un lavoro Sadist? E qui torniamo a quelle due definizioni di progressive date prima: in questo lavoro c’è sia la voglia di esplorare nuove frontiere sia la volontà di attenersi alle rigide regole del progressive death. Il risultato è l’equilibrio che rende SIS nuovo e vecchio, spiazzante e rassicurante. Tecnica, melodia, feeling oscuro, cambi di tempo, violenza. Un album che si inserisce alla grande nella discografia dei nostri, gettando al contempo un ponte verso il futuro. Ragazzi, se proprio dovete copiare un gruppo, copiate loro. Ovviamente, non la loro musica, ma la loro attitudine…
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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