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Reviews - Rosae Crucis
:: Rosae Crucis - Fede Potere Vendetta / Overlord Ed. - (Jolly Roger Records/Masterpiece – 2010)
Heavy Metal: cantarlo in inglese o in lingua madre? È l’annosa questione che tormenta le notti insonni dei musicisti in erba non anglofoni da 40 anni a questa parte. Mentre forse per i chitarristi la domanda si accompagna con altrettanto ardore a quella su quale sia il segreto per suonare come Ritchie Blackmore, la scelta di aderenza o distacco dall’inglese ha sempre appassionato i cantanti delle “scuole nazionali” del metal (Dvorak, Grieg e Mussorgsky mi perdonino per l’ardimentoso accostamento…). Sull’italiano poi, ne abbiamo sentite tante. Innegabile è che la lingua di Albione sia assolutamente inadatta al melodramma – a differenza di quella di Dante e Manzoni – e si adatti al contrario in maniera egregia a tutte le forme del rock’n’roll. Che poi nel caso di certo metal melodramma e assalto sonoro siano spesso indistinguibili, è un altro paio di maniche. A fare le spese di cotanto dibattito sono appunto band come i Rosae Crucis, da sempre fautori del metal cantato in italiano ma ostacolati da un sistema di distribuzione e promozione che tende a privilegiare l’esterofilia nei generi estremi, salvo ergersi a difensore dell’italianità nel caso delle propaggini del bel canto di sanremese memoria. Ecco dunque che, a un anno di distanza dalla pubblicazione dell’originale, la band ristampa il suo “Fede Potere Vendetta” aggiungendovi l’etichetta “Overlord Edition” e traducendo buona parte dei testi in inglese. A questo si aggiunge la partecipazione di Chris Boltendahl dei Grave Digger, nonché la presenza della bonus track “Yes We Tank” (introdotta da una divertente citazione di “Lili Marlene”). Il risultato resta musicalmente invariato: true metal di matrice più teutonica che statunitense, che non indulge troppo spesso in pomposi cori power ma compensa con la presenza massiccia di parti narrate e ritmiche secche e cadenzate. Detta così, sembra di avere dinanzi i Manowar, ma direi che Running Wild e Grave Digger sono un termine di paragone sufficiente a definire i Rosae Crucis, nel bene e nel male. Più speed che hard rock, di sicuro.
Il disco si apre con l’interessante intro “The Fall of the False”, che confluisce naturalmente nella title-track (con refrain in italiano), esempio di anthem potente e ben congegnato, pur con qualche suggestione progressive a minarne l’immediatezza. Segue “Crusade”, pomo della discordia da ormai più di un decennio (sin dai primi demo della band), per la presenza della famigerata citazione di Mameli nel bel mezzo della narrazione. Chiudiamo subito ogni polemica dicendo che l’inserimento ha un sapore pacchiano, e nulla più. Specie se consideriamo il contesto in cui si colloca, la descrizione dell’ingresso a Gerusalemme dei crociati guidati da Goffredo di Buglione (conte fiammingo e non certo italiano…) narrata dal Tasso nella “Gerusalemme Liberata”; lo stesso Tasso definisce “sommo duce” il condottiero, all’uso dei Romani. Bando dunque alle accuse di fascismo nei confronti del combo laziale, né per l’impiego di certa terminologia, né tantomeno per l’uso di “Fratelli d’Italia”. Il brano – per inciso – è interessante nel suo dispiegarsi a più velocità, a seconda delle fasi di narrazione e con un incedere cadenzato alternato ad un moderato uso della doppia cassa come da tradizione. Onestamente, dopo un inizio convincente, il disco si perde un po’ nei meandri della tensione descrittiva, creando atmosfere a tratti suggestive ma in generale un po’ tronfie nel trittico “Crom / The Nemedian Chronicles / Venarium” dedicato alla serie di Conan. In particolare, in “Venarium” compare Boltendahl a duettare con il vocalist Giuseppe Cialone, anche se il brano non riesce ad emergere sui precedenti espedienti narrativi. “Blood Steel” è poco più di un filler, benché vale a mostrare la buona tecnica strumentale dei componenti dei Rosae Crucis, e le influenze variegate ( e ascrivibili anche a forme di metal più estremo) che aleggiano sull’intero lavoro. “Fede Potere Vendetta”: sconsigliato a chi non ha l’epic e il true metal come ragione di vita, per tutti gli altri i Rosae Crucis non hanno certo bisogno di presentazioni.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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www.myspace.com/rosaecrucisband
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