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Reviews - Replosion
:: Replosion - The Resting Place Of Illusion - (Autoprodotto – 2011)
Mi è capitato per le mani questo demo dei Replosion, un primo assaggio della band capitanata da Fil Palmer, ugola d’oro del nostro panorama hard’n’heavy e di questa nuova realtà del prog metal italiano che è prossima all’uscita del primo cd.
Ho già assaporato quel che ci riserverà il cd e devo dire che questo demo, dalla produzione di altissimi livelli, merita solo complimenti per l’ottima evoluzione che questa eccezionale band ci sta per regalare, demo che si dirama più su direttive prog rock oriented, rispetto a quello che fra poco Fil e soci sforneranno.
Bellissimo viaggio fatto apposta per chi ama le sonorità anni ‘70, fatte di pura classe e introspezione, doti appartenenti a band come Genesis e Yes. Nel demo ci sono già momenti che caratterizzano quello che oggi è l’evoluzione della band, come l’ottimo brano “New Life”, che ricorda quei Fates Warning del magnifico “ A Pleasent Of Shade Of Grey” e “Push Me Down”, bellissimo pezzo dalle sonorità prog power made in Italy.
Ecco pronta una nuova realtà del metal italiano che di sicuro ritroveremo protagonista nel mercato del metal che conta!
Voto: 7/10
Antonio Abate

Contact
www.replosion.com
:: Replosion - The resting place of illusion - (Dysfunction Records - 2012)
Il primo disco dei Replosion, band italiana nata nel 2000 e arrivata tra vari cambi di formazione a una line up stabile nel 2009, è un ottimo esempio di come si possa suonare prog metal al giorno d’oggi.
La musica del gruppo porta con sé tutti gli elementi caratterizzanti il genere ai quali si aggiungono un’ottima predisposizione per la melodia e un cantante di talento che non imita le voci altrui ma sviluppa un suo discorso a metà tra tecnica e interpretazione. Fortunatamente i componenti della band evitano di assaltare l’orecchio dell’ascoltatore con quintali di assoli inutili e brani prolissi, dando vita a un lavoro compatto con canzoni tutte attorno ai cinque-sei minuti e vario nelle soluzioni musicali. Gli episodi migliori a mio parere sono quelli dove la band lavora sulle atmosfere e sull’impatto (The unknown god, Your shame, Starless night, Turn the page, The fallen gates). Nota di merito per la conclusiva “Ice Queen” dove la band decide di chiudere in bellezza con un brano di diciassette minuti (traccia nascosta compresa), mescolando tecnica, melodia e potenza in maniera varia e intelligente. Ovviamente durante il disco vi sono chiari rimandi ai gruppi che hanno creato il genere ma sono più che altro a livello strutturale, non vi sono copia e incolla a livello di melodie o assoli. In chiusura, una nota di merito va al tastierista che oltre ad indovinare spesso il suono e l’arrangiamento giusto tenta di trovare atmosfere sonore fuori dal genere, un compito non facile che va premiato.
Voto: 7/10
Enrico Cazzola

Contact:
www.replosion.com
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