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Reviews - Real Chaos
:: Real Chaos - Consumo interiore - (Autoprodotto - 2015)
Orbene, rieccoci ad occuparci dei foggiani Real Chaos… ultimamente si moltiplicano le release da recensire che vedono protagonista una band da me seguita sin dagli inizi qui su Raw & Wild, un fattore che attesta di sicuro una certa longevità del sottoscritto, ma ahimè ne sottolinea anche l’anzianità incipiente, con la barba ormai più lunga e folta dei capelli a fare il resto. Comunque sia, tra le grandi incertezze di questi periodi oscuri, che c’è di meglio di un bel disco diretto, “in your face” ed estremo senza velleità sofisticate? I Real Chaos questo lo sanno bene e incidentalmente tirano fuori, con questo “Consumo interiore”, quello che è il loro album migliore, testimonianza di una gavetta che inizia a dare i suoi frutti, nonché di una “carriera” in continua ascesa. Se è vero che l’idea di suonare musica estrema in italiano non è nuovissima, è anche vero che non a tutti riesce bene e i Real Chaos non erano stati sinora immuni dalle tipiche asperità che un gruppo che imbocchi questa strada deve affrontare. Diverso il discorso per i sedici pezzi presenti su “Consumo interiore”, un disco che mantiene i punti fermi del trio portandone però la formula ad un livello più alto. La band ha decisamente affinato composizioni ed esecuzione, ponendoci dinanzi ad un lotto di tracks che stavolta fanno davvero la differenza, almeno nell’ambito death/thrash tricolore. Certo, le etichette si sprecherebbero, ma a me preme qui porre l’accento sull’influenza thrash/hardcore che emerge un po’ ovunque nel disco (complice anche la scelta di mettere un po’ di pezzi in inglese in mezzo ad una tracklist prettamente in italiano) e che sembra riprendere il filo della tradizione istituita da mostri sacri della scena nostrana come Bulldozer e Cripple Bastard, senza dimenticare le sonorità legate al death classico che fanno bella mostra di sé sin dall’opener “Mondo” passando per “Libero di scegliere”, ideali punti di raccordo tra Morbid Angel e crossover thrash. Garanzia di efficacia sono un minutaggio delle singole tracce che non raggiunge mai i tre minuti, nonché la presenza di assoli disseminati qua e là, a dare un po’ di colore ad un impianto compositivo altrimenti privo di compromessi – è il caso di “Conclusione” e di “Giorno Bastardo”, tanto per citarne un paio. Ovvio che la parte da leone la facciano le vocals cavernose e piene di rabbia del cantante/bassista Enzo Tancredi, ma va dato atto a tutti i componenti del power trio di essere riusciti a creare un muro di suono dai risvolti interessanti, che trova le sue migliori realizzazioni proprio nelle schegge più brevi (“Bugie” su tutti) ad ennesima testimonianza di un sound che è legato a doppia mandata anche alla migliore tradizione del grindcore. Insomma, se siete amanti di suoni marci ed estremi e non conoscete ancora la band, che aspettate?
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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realchaos.zimbalam.com
:: Real Chaos - Effetto Farfalla - (Autoprodotto - 2010)
In tutte le storie letterarie incentrate sul mistero che si rispettino, c’è sempre il refuso criminalmente ignorato: quel libro, documento o quant’altro che è rimasto dimenticato sugli scaffali o in qualche scatolone. Ecco, faccio pubblica ammenda e confesso di aver inconsapevolmente riservato la stessa sorte ai Real Chaos e al loro “Effetto Farfalla”. Non c’è un perché, fatto sta che è il cd più vecchio in attesa di recensione che ho a casa. Ora, non voglio dare l’impressione di vivere in un qualche bazar, ma colgo l’occasione per sottolineare che in alcuni casi il materiale in arrivo (sia fisico che digitale) è talmente tanto che qualcosa può sfuggire.
Dopo questo triviale ma doveroso cappelletto, occupiamoci della band foggiana e del loro “Effetto Farfalla”. Avevamo lasciato i Real Chaos come quartetto all’epoca della registrazione e ora li ritroviamo (ai giorni nostri) come terzetto, con il bassista Enzo ad occuparsi anche delle vocals. La band apre le danze con la lugubre e cadenzata “Marcia”, intro che lascia spazio alla coppia d’attacco “Nuove Generazioni… Morte” e “Parassita”, che sono tra gli esempi più calzanti del sound dei Real Chaos, nel bene e nel male: cambi di tempo che vanno dal mosh alle sfuriate grind, vocals rozze e un po’ impastate, che rendono i testi in italiano di difficile comprensione. Pur con una veste più “classica”, ricordano i Poisoned Skrotum del periodo di Skapeppe Leali dietro al microfono, e questo non può che essere un complimento; l’impressione generale è comunque quella di una band che giochi le proprie carte a metà tra thrash/death e soluzioni più immediate che fanno pensare ad una buona dose di influenze hardcore/punk specie nella scelta dei cori, con lo screaming di Enzo che fa il paio con la voce cavernosa di Rob Gore. A fornire un tassello in più sulle scelte stilistiche dell’ex quartetto contribuisce la cover di “Blasphemer”, classicone dei Sodom epoca “In the Sign of Evil”, qui riproposta in una versione che, neanche a dirlo, è meglio dell’originale dal punto di vista esecutivo. Assodata la buona capacità tecnica dei musicisti coinvolti nel progetto, si percepisce che i Real Chaos siano una macchina da guerra live piuttosto che i campioni della composizione, sebbene qua e là siano disseminati spunti che ricordano (alla lontana) la genialità dei Brutal Truth di “Extreme Conditions Demand Extreme Responses”, anche grazie alla presenza di titoli come “Regresso Qualità”, un brano in cui fa capolino anche uno dei rari e allucinati assoli di chitarra. Questa e la title track sono tra i brani più lunghi (nel senso che superano i tre minuti di durata!), con il mid tempo di “Effetto Farfalla” scosso a tratti da sfuriate ritmiche e di voce, a sottolineare un testo che sicuramente ha del significativo (peccato non disporre di un lyric sheet…). Per il resto, le 11 tracks (cover compresa) tendono a non discostarsi dallo stile senza fronzoli della tradizione europea del thrash e del grind. Se venite dalle loro parti, occhio ai manifestini: con la loro intensa attività live, non sarà difficile intercettarli sotto un palco!
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

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:: Real Chaos - Incredulo mi guardo intorno - (Autoprodotto - 2013)
Torna il trio foggiano Real Chaos, con una nuova formazione e con un disco come “Incredulo mi guardo intorno” che altro non è che rifacimento del precedente “Effetto Farfalla” con l’aggiunta di due inediti. In sostanza, le sette tracce qui presenti non aggiungono molto a quanto di buono detto già in occasione della recensione del debut della band: thrash/death essenziale e molto giocato sulla potenza della sezione ritmica, con un sound sicuramente rinnovato e una maggiore incisività di esecuzione rispetto al lavoro precedente, segno di un processo di maturazione che passa anche attraverso il recente rinnovo della line-up. La durata delle tracce presenti non raggiunge mai i tre minuti, e questa è musica per le orecchie di chi non ama composizioni molto elaborate; tuttavia, se devo esprimere un parere personale direi che, se da un lato l’impatto live delle tracks presenti è sicuramente assicurato, avrei comunque gradito una maggiore audacia in sede compositiva così da conferire maggiore varietà alle composizioni in studio. Un esempio positivo in questo senso sono “Regresso qualità” e “Regno in ombra”, in cui troviamo un riffing efficace e diretto che rinforza l’impatto del combo, esaltandone allo stesso tempo le componenti più stradaiole. Ma è pur vero che la formula dei tre trova piena realizzazione anche in composizioni ossessive e a loro modo anthemiche come l’opener “Marcia”, già posta in apertura del precedente disco, o nella disperazione selvaggia di “Incontro al proprio destino”, una di quelle tracks che rendono evidente e funzionale l’inconsueta scelta del cantato in italiano. Thrashers e deathsters, siete avvisati: dal punto di vista delle bands la scena foggiana è più attiva che mai! Una bella label di settore che valorizzi questa realtà non ci starebbe male, però…
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

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realchaos.bandcamp.com
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