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Reviews - Raven Lord
:: Raven Lord - Descent To The Underworld - (Rock N Growl - 2013)
Sono mesi che la Rock N Growl tartassa la redazione con questo nuova band di zecca, chiamata Raven Lord.
Incuriosito chiaramente dalla smisurata pubblicità, ho chiesto di poterli recensire personalmente; ecco fatto! Da quello che ci anticipavano le varie email promozionali, si tratta essenzialmente di una band di semi sconosciuti tranne che per il chitarrista Joe Stump, virtuoso super clone di Yngwie Malmsteen che sono anni che tenta invano di penetrare nei cuori dei fans di king Yngwie con vari progetti – il più famoso e di maggior seguito è stato Reign Of Terror, piacevole per la presenza di Mike Vescera dietro il microfono (uno dei miei cantanti preferiti).
Essenzialmente per me questi Raven Lord non si distaccano molto da quello che il bravo chitarrista in questi anni ci aveva abituato ad ascoltare, specie nelle ultime release dei suoi Reign Of Terror, ovvero sia un buon power metal, devoto al massimo a miti come Judas Priest, Dio e Malmsteen.
Chiaramente, per potersi cimentare in queste cose devi essere bravo e devo dire che i Raven Lord lo sono abbastanza; quello che risalta immediatamente sono le proprietà vocali del cantante Csaba Zvekan, incrocio spettacolare tra Halford e Dio; come dico sempre, la musica po’ essere semplice e banale ma basta avere un cantante con i grossi attributi per rendere il tutto ottimo come nel caso dei Raven Lord, che grazie alle doti canore di Zvekan trasformano la semplicità compositiva di questo disco (semplicità che non è di certo una pecca) in un ottimo disco che potrebbe colpire i più incalliti defenders.
Comunque sia, tanta immediatezza e classe nelle varie tessiture di questo “Descent To The Underworld” e momenti di puro sano metallo come nei brani “Seal Of The Cross”, bellissimo mid-tempo che fa ricordare i tempi dei Sabbath di Dio, e “Promised Land”, brano dalle ritmiche sincopate in stile Symphony X che subito nel ritornello si trasforma in una bellissima cavalcata bellica.
Devo essere sincero, ero molto scettico e spaventato di potermi annoiare all’ascolto di questo disco, che però dopo un ascolto accurato e continuo può portare sindrome di “metallite” acuta grazie ai suoi ritornelli “bellici”. Devo anche ricredermi per il lavoro di Stump: di certo mai nessuno ha messo in dubbio la sua bravura tecnica, ma qui ho constatato una discreta maturità artistica e la sua vena solistica molto migliorata non è per nulla stonata nel contesto compositivo di questi Raven Lord.
Concludo promuovendo questo primo album dei Raven Lord e lo consiglio vivamente a chi ha bisogno di ripulirsi l’udito con qualcosa di potente ma semplice e immediato.
Da ricordare la presenza nella line up dell’italiano Alessandro Duò, tastierista dei Voodoo Highway.
Voto: 8/10

Contact:
www.raven-lord.com
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