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Reviews - Railway
:: Railway - Climax - (Metal Mind – 2009)
Dopo i massacranti tour a supporto di Railway II, i tedeschi si ritrovarono con una line-up parzialmente rinnovata: fuori Walter Wicha e Hermann Janowitz (sino a quel momento il maggior compositore del gruppo) e dentro Armin Schüler (voce) e Florian Allgayer (chitarra). Questi avvicendamenti ebbero un peso non indifferente sul songwriting, che diventò di colpo molto più aggressivo. Le influenze speed, che erano presenti nei primi due capitoli, divennero predominati, “Don\'t Try to Mess Around With Me” è un esempio lampante in questo senso. Sicuramente un passo in questo indurimento, o meglio aumento di velocità, l’ha avuto Dirk Steefens, produttore noto per i sui lavori con gli Accept (il gruppo che probabilmente, con i Riot, ha dato vita al primo abbozzo di speed). Il disco, per il sottoscritto, è il migliore della carriera dei Railway, però fu supportato non in maniera adeguata dalla RoadRunner, tant’è che il gruppo rescisse il contatto con l’etichetta olandese nonostante fossero previsti altri de dischi. Dal quel momento la carriera della band ebbe un brusco stop che si concluse nel 1990 con la pubblicazione dell’EP Backstage All Areas. Tre dischi negli anni 90: To Be Continued 1991, Welcome Tonite 1993, Persecution Mania 1995. Sino alla reunion odierna di supporto della compilation autoprodotta Finally Back: The Very Best of 20 Years. Queste ristampe dei primi tre album da parte della Metal Mind riportano alla luce tre grandi album che molte volte, ingiustamente, non vengono citati nelle enciclopedie metal.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Railway - Railway - (Metal Mind – 2009)
Nati nel 1977 con il monicker Cumulus e sonorità vicine all’hard rock, solo nei primi anni ottanta, con l’ingresso del chitarrista Hermann Janowitz, cambiano nome in Railway (la scelta è dovuta alla vicinanza della sala prove alla stazione) e genere, optando per l’heavy metal. Solito giro di membri sino alla realizzazione nel 1981 di un maxi single di quattro tracce, Just Immagination, che permette alla band di farsi notare dal vivo in Germania e di guadagnare un posto sulla compilation Rock From Hell con band del calibro di _Grave Digger, Running Wild, Iron Force e Rated X. Tutto questo è stato il viatico alla firma d’un contratto per 5 dischi la RoadRunner. Il primo frutto di questa collaborazione è l’album omonimo oggetto di questa recensione. Pubblicato originariamente nel 1984, e oggi riproposto dalla Metal Mind in versione digipack limitata, Railway pur essendo fortemente influenzato dalla NWOBHM presenta un piglio più americano, ai limiti dello speed metal. Pur contendo alcune ingenuità anacronistiche, vedi la traccia iniziale “Heavy Metal Fever”, il disco contiene pezzi di buon livello come “Out To Kill” e “Sreaming After Midnight”. Soprattutto il gruppo si fa notare per i cori ariosi combinati con il riffing tagliente delle chitarre, peculiarità che diventerà il vero trade mark nei dischi successivi. Prodotto da Micheal “Vossi” Voss dei Mad Max, Railway all’epoca fece breccia nei cuori dei fan di band come Accept e Worlock e ovviamente Mad Max. Pur non essendo il disco migliore del trittico iniziale, Railway è un album più che buono che non sfigurerà di certo nella vostra collezione di album vintage.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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:: Railway - Railway II - (Metal Mind – 2009)
A solo un anno di distanza i Railway tornarono sul mercato con il loro secondo album intitolato semplicemente Railway II. Era il 1985 e per la band questo nuovo lavoro risultò essere un decisivo passo verso la fama. Ricco di ottimi brani come “Lick It, Stick It” (per anni brano d’apertura dei loro concerti) e “I’m A Looser”, successo radiofonico, Railway II vendette molto più dell’esordio e consentì alla band di andare in tour con i grossi calibri dell’epoca come Twisted Sister e Tokio Blade, e di partecipare all’Easter Metal Blast, carrozzone itinerante che contava nel proprio cartellone Motorhead, Manowar, Exciter e Doro. Dal punto di vista dei contenuti, questo album si presenta meno ingenuo del predecessore (e forse meno energico), soprattutto ha un appeal più americano e stradaiolo. Se devo citare un’influenza, credo di non sbagliare indicando i Motley Crue. Certo i Railway mantengono una forte componente europea che ha come risultante un sound che s’avvicina a quello dei Warlock, soprattutto per l’utilizzo dei cori e per la capacità di costruire pezzi anthemici. Proprio all’apice della fama, Hermann Janowitz, il principale compositore, decise di abbandonare la band. Iniziò così un tubillion di avvicendamenti nella line-up che si sarebbero conclusi con la pubblicazione del terzo disco, Climax. Per molti questo secondo album omonimo è l’apice della produzione dei tedeschi.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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