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Reviews - Quartz
:: Quartz - Stand Up And Fight - (Metal Mind – 2010)
I Quartz sono stati per un certo periodo la band del “quinto Black Sabbath”, quel Geoff Nicholls troppo brutto secondo Ozzy per apparire sul palco con i quattro di Birghingam (almeno stando alla leggenda) e che dei Sabs è stato il tastierista sino al 2004. Che gli autori di Paranoid abbaino avuto un peso determinate sulle sorti dei Quartz è indubbio, Iommi ne è stato il produttore (almeno per il primo disco) e padrino (garantendo loro un posto come spalla durante i tour della propria band). Stand Up And Fight (1980) è il secondo parto della band inglese, ormai orfana di Geoff Nicholls (che del gruppo era stato il chitarrista e non il tastierista) ma con in pugno un prestigioso contratto con la MCA. Il disco risente dell’influenza dei Sabbath, ma è in gran parte un disco NWOBHM tout court, con riff assassini, melodie accattivanti e calavate mozzafiato. Non inganni la copertina fantasy, qui di epico c’è poco quanto nulla: SUAF contiene quel rock cattivo che tanto piaceva alla working class bianca europea degli anni 80. Prodotto da Derek Lawrence (Deep Purplee Angel), pur avendo ottimi brani come “Charlie Snow” (indovinate di che parla…), “Rock\'n Roll Child” e “Questions”, questo album non riscosse il giusto riconoscimento di vendite. La band ci riprovò con il terzo Against All Odds (questa volta Iommi compare nelle vesti di tecnico), ma il risultato commerciale fu anche peggiore a causa di alcune scelte coraggiose dal punto di vista tecnologico. Inevitabile lo scioglimento. Questo secondo album resta comunque un must per gli amanti della scena metal inglese primordiale, non fosse altro per la presenza come bonus track del brano “Circles”, inciso per il primo album ma poi pubblicato come lato b di un singolo (Stoking the Fires of Hell), che vede la partecipazione di Ozzy e Brian May.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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