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Reviews - Pungent Stench
:: Pungent Stench - Ampeauty - (Metal Mind - 2015)
I Pungent Stench sono stati senza ombra di dubbio una dell’entità più aberranti sputate fuori dall’underground continentale nei primi anni 90. Basti vedere alcune foto promozionali dell’epoca, per capire come gli austriaci sfidassero il comune senso del buongusto, cercando strade alternative a quelle delle altre band. Nonostante uno status di cult band in un periodo in cui le vendite c’erano ma i fan no (al contrario di oggi), il gruppo s’è sciolto miseramente lasciandoci monchi! La storia recente parla di divisioni e scissioni, moltiplicazioni e via dicendo (The Church of Pungent Stench, Schirenc Plays Pungent Stench), ma tra la prima fase della carriera e quella che stiamo vivendo oggi, c’è stata la pubblicazione di questo Ampeauty nel 2004, ai più passato inosservato (come il predecessore del 2001 Masters of Moral, Servants of Sin), seppellito dalle reunion di nomi più affascinanti e commerciali. Questo dischetto ristampato dalla Metal Mind, ma pubblicato originariamente nel 2004 dalla Nuclear Blast, è un esempio di come il death metal possa essere cattivo, sporco e marcio, senza dover ricorrere a chissà quali trucchetti (piaga, in vero, fatta proliferare proprio dall’etichetta tedesca, più attenta ai lustrini che all’attitudine). Un disco bellissimo nella sua semplicità, fatto sì di luoghi comuni stantii, ma per questo onesto ed efficace. Un album grasso e puzzolente, pachidermico e violento. Una spirale di cattivo gusto, in cui la vena fetish del pessimo Martin Schirenc torna a mortificarci come se non fossero passati ben vent’anni dall’addio (momentaneo) alle scene dal titolo Mondo Bizzarro. I PS non saranno stati uno dei gruppi di punta del movimento death, ma così come per i conterranei Disharmonic Orchestra, possiamo affermare senza ombra di dubbio che sono riusciti nell’impresa di rendere più vario e affascinante il genere. Ce ne fossero ancora di band così!
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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