Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Promised Lie
:: Promised Lie - Episode II: Danger Zone - (Andromeda Relics – 2002)
Pubblicato nel 2002 dall’Andromeda Relics, Episode Two – Danger Zone ha rappresentato il ritorno sule scene dei Promised Lie. Se il primo capitolo era un Ep (onestamente insufficiente), questa seconda uscita è un album che conferma l’ispirazione proveniente da certo metallo di metà anni novanta. Non solo i grandi del calibro di Dream Theater, ma anche gente che risponde al nome di Ivanhoe, Conception ed Elegy e, perché no, Angra. Senza dimenticare i Queensryche, e non solo per la cover di “Operatione Mindcrime” (per la cronaca ribattezzata “O:M”). Alla luce di quanto detto si potrebbe etichettare la band con la sterile etichetta di band power\\prog, ma non sarebbe giusto affermarlo, non solo perché nell’album appaiono altre influenze oltre quelle citate prima, ma anche perché la proposta dei nostri connazionali è sicuramente più varia. Se la prima traccia ha un vago sapore Angra, ben più strutturata è la seconda “Call It Life”, che quasi si discosta completamente dalle sonorità prog\\power. Un più classico hard rock contraddistingue “Supperman”, brano che introduce la più funkeggiante “Me And The Turtle”. E’ sufficiente mezzo album quindi per rendersi conto della varietà della proposta dei nostri, soprattutto frutto dell’ottima tecnica dei membri (non sempre convincente, però, la voce). “Sometimes It Hurts” è una ballata, così come “The Show Goes On”. Della cover dei Queensryche abbiamo già detto, anche se la versione proposta è abbastanza “eccentrica”. L\' acustica “Prodigal Song” (il brano originale era presente sull’esordio) precede la conclusiva “Sunset”. Un disco vario e onesto, non un capolavoro, che da il meglio di sé nella prima parte (la seconda perde di mordente), buono per chi è alla ricerca di nomi alternativi rispetto a quelli dei soliti cloni che gironzolano per l’underground.
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.andromedarelix.com
:: Promised Lie - Promised Lie - (Andromeda Relix - 2000)
Album con alti e bassi quello d’esordio dei Promised Lie, band sorta a metà anni novanta. Il genere proposto è un progressive metal con venature power (molto lievi), come quello che andava di moda nei primi anni del 2000 e che ha avuto nei Labirynth la massima espressione nel nostro paese. Ciò che contraddistingue questo quartetto veronese è l’assenza delle tastiere, scelta poco prog ma che rende, per ovvie ragioni, il sound del gruppo abbastanza particolare, almeno per quelli che sono i canoni del genere. La band non nasconde il proprio amore per i Dream Theater (se lo fa, non riesce nell’impresa), nonostante l’assenza di un tastierista. Parlavamo di alti e bassi. Gli alti sono rappresentati da un buon approccio compositivo, con idee interessanti, almeno per l’epoca. I bassi sono innanzitutto legati alla voce di Marco Bodini, sicuramente non all’altezza nel doppio ruolo di chitarrista-cantante. Non è di certo una passeggiata cantare in una band progressive metal, ma i limiti del singer sono evidenti. Non aiuta in questo senso neanche la produzione scarna, però in questo caso siamo sui livelli qualitativi di registrazione standard, almeno per quegli anni. Nonostante la scelta di un genere pretenzioso come il prog, la band pare prendersi poco sul serio, prova ne è la copertina. Per quanto concerne i contenuti più squisitamente musicali, l’album contiene cinque tracce, la prima, “Prodigal Song”, è manierista ed evidenzia tutti quei pregi e difetti di cui abbiamo parlato sinora. Più essenziale “Feed for Dog”, “Labour pains” è uno pezzo strumentale, mentre “Love In Lies” è l’immancabile ballata. L’album termina, senza infamia e senza lode, con “The Empty Screen”. Gli amanti dei DT o dei Sieges Even potranno trovare qualcosa di interessante in questo lavoro, soprattutto se non si faranno distrarre dall’insufficiente prova vocale.
Voto: 5/10
g.f.cassatella

Contact:
www.andromedarelix.com
<<< indietro


   
Labyrinth
"Architecture Of A God"
Uneven Structure
"La Partition"
Full Leather Jackets
"Forgiveness: Sold Out"
The Sade
"Grave"
The Charm The Fury
"The Sick, Dumb and Happy"
Zora
"Scream Your Hate"
LoboLoto
"Even The Stones Fall"
Divisione Sehnsucht
"Divisione Sehnsucht"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild