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Reviews - Poison
:: Poison - Look what the cat dragged in - (Capitol / Enigma - 1986)
I Poison sono stati certamente la punta di diamante di quella scena glam-rock di metà anni \\\'80; truccatissimi all\\\'eccesso e veri e propri porta bandiera di quelle tematiche legate al sesso, alle donne, ai soldi e quant\\\' altro il ricco mondo del rock statunitense potesse offrire.
Della loro non lunge discografia tre sono gli albums degni di nota: l\\\' esordio LOOK WHAT THE CAT DRAGGED IN, il successivo OPEN UP AND SAY... AHH! dell\\\' 88 (mai titolo fu così esplicativo) ed il più agressivo FLESH AND BLOOD del \\\'90, che li consacrò definitivamente e li portò addirittura a partecipare al Monsters of Rock del \\\'90 con relativi \\\"lanci di pomodori\\\" da parte delle audience.
Scalando le classifiche americane e vendendo più di due milioni di copie, Look... propone dieci songs ruffiane, pronte a colpire al cuore delle ragazzine e a suscitare l\\\'ira e la denigrazione di estimatori di classic\\\' n\\\' extreme metal (ricordo ancora tra il divertito ed il nostalgico, le \\\"allegre guerre\\\" glamsters-thrashers... mah!).
La struttura dei pezzi è molto semplice dato l\\\'obiettivo di rendere il tutto molto orecchiabile.
I Poison in quest\\\' album non nascondono di certo la propria devozione in gruppi come Aerosmith o Kiss e lo dimostrano con hits come \\\"Cry tough\\\", \\\"I want action\\\", \\\"Talk Dirty to me\\\" o la title track, tutti rigorosamente molto memorizzabili, ideali da cantare sotto la doccia, da party dal gusto retrò o come colonna sonora di films americani anni \\\'80 di serie \\\"Z\\\".
Fortuna che ci pensa CC de Ville a donare con la sua chitarra, quel briciolo di pesantezza in più al tutto per rendere appetibile questo lavoro dalla produzione troppo piatta (i successivi lavori miglioreranno in proposito).
Album fondamentale del settore, consigliato agli amanti del genere o di chi ha una maledetta nostalgia dell\\\' hard rock americano, quello patinato e festaiolo.

R
:: Poison - The best of Poison: 20 years of rock - (Capitol / EMI - 2006)
Hollyweird, la loro ultima realizzazione discografica, risaliva già al lontano 2002, e per come erano andate le cose per quell’album ed il relativo tour di supporto, non c’era molto da essere tranquilli. Già, perché se l’album era discreto e il rientro della pecorella smarrita C.C. de Ville andava a costituire un motivo di interesse in più per la più blasonata band glam di metà anni ’80, le vendite e un inadeguato apporto mediatico non ha favorito certo aspettative migliori. Di sicuro, quel fenomeno glam (precostruito?) esploso poco più di due decenni fa e poi stritolato dall’altro fenomeno (precostruito??) chiamato grunge non credo ritornerà facilmente o comunque non sarà lo stesso, ma l’effetto nostalgia fa sempre presa e lascia ancora il segno su un cospicuo numero di fans che all’epoca dei parrucconi cotonati, del look sgargiante e del sano divertimento a base di rock’n’roll, forse non erano ancora nati.
E quindi meno male che ora ci pensano loro, i Poison, a riportare in pista il carrozzone del glam-rock in occasione del loro ventesimo compleanno.
Diciassette hits + una cover inedita dei Grand Funk Railroad (“We’re An American Band”), di cui la maggior parte hanno scalato le classifiche con una facilità più unica che rara: vi possiamo trovare le “sporcaccione” “Talk Dirty To Me” o “I Want Action”, tratte dall’album d’esordio, oppure le ballatone di “Every Rose Has Its Thorn” o “Something To Believe In” e la sbarazzina “Unskinny Bop”.
Insomma, sembra che il circo si sia rimesso in moto, ora non resta che aspettare in qualcosa di più entusiasmante e non vivere ancora di ricordi.

R
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