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Reviews - Pile of Priests
:: Pile of Priests - Pile of Priests - (Extreme Metal Music / Rockshots Records - 2020)
I Pile Of Priests nascono a Denver intorno al 2009 per iniziativa del chitarrista e cantante Evan Salvador. Il sound del gruppo varia nei corso degli anni da un iniziale più canonico thrash/death in una forma più progressiva di death metal. In realtà, nonostante la carta di identità a stelle e strisce, per indole il terzetto appare più affine alle coordinate stilistiche delle band svedesi (più At The Gates che Deicide, per intenderci). Messi alle spalle alcuni lavoro autoprodotti – due EP e un full length – gli statunitensi tentano il colpo grosso con l’aiuto della Extreme Metal Music, sotto-etichetta della nostra Rockshots Records. Il disco, che si presenta bene sin dalla copertina, è un concept ambientato in una realtà alternativa e narra le vicende di un principe esiliato che cerca di porre fine al regno del padre squilibrato. La storia, oltre che sull’apparato lirico, si regge su una struttura musicale cangiante: il gruppo varia il proprio approccio al death a seconda della trama, alternando passaggi più diretti ad altri più articolati. Così all’interno della tracklist troviamo sia l’iniziale (intro pianistica dell’ospite Cody J. Tyler esclusa) “The Aversion”, canzone senza fronzoli, che “Deus Delenda Est”, frangente in cui i POP danno sfogo maggiormente al proprio estro progressivo. Questa doppia anima pare più evidente osservando con attenzione il minutaggio dei singoli brani, alcuni di breve durata altri ben più lunghi, con l’apice nella conclusiva “The Restitution” di ben 8 minuti, in cui il terzetto si sbizzarrisce sfogando tutto il proprio estro con l’ausilio dell’ospite Adrienne Cowan alla voce. Il ricorso a una produzione non eccessivamente bombastic dona all’opera un fascino (anche un po’ ingenuo) anni 90, che riconduce alle sperimentazioni dei pionieri Edge Of Sanity e Opeth. ’Pile Of Priests’ non è un disco perfetto, ma lascia immaginare un futuro roseo per questi ragazzi di Denver; le basi ci sono, ora bisogna lavorare per registrare al meglio le idee e sfruttare così il potenziale ancora inespresso.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.facebook.com/pileofpriests
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