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Reviews - Pierrot Lunaire
:: Pierrot Lunaire - Tre - (MP Records – 2011)
Inutile negare come in questi ultimi anni ci sia stata una riscoperta del movimento progressivo italiano. La possibilità di poter accedere in modi più o meno legali (da youtube al filesharing) alla produzione delle band che hanno affollato il panorama italico una quarantina d’anni fa, ha fatto si che anche le nuove generazione scoprissero la nostra gloriosa tradizione. Ovviamente questo rinato interesse ha avuto come conseguenza il ritorno sulle cene di alcuni vecchi nomi (Raccomandata con Ricevuta di Ritorno), il rinvigorirsi di formazioni che più o meno non avevano mai staccato la spina (Osanna) e la ristampa del catalogo di realtà importanti (PFM). Senza scordare il “baraccone” del Prog Exhibition. Quasi in sordina, ecco arrivare la sorpresa che non ti aspetti: un album con tre inediti dei Pierrot Lunaire! La formazione autrice di due album tra il 1974 e il 1977 - Pierrot Lunaire (1974) e Gudrun (1977) – nel corso della propria vita ha cambiato repentinamente coordinate stilistiche, passando dalle atmosfere più tranquille dell’esordio a quelle più criptiche del secondo lavoro. Proprio quest’ultimo è uno degli album più oscuri e complessi del panorama progressivo nostrano. Quindi avere finalmente la possibilità di ascoltare, anche se solo una parte, di quello che sarebbe dovuto essere il successore di Gudrun, è fonte di curiosità. Questa operazione che arriva a quasi 15 anni distanza dalla morte di G. Chiocchio, la mente dei PL, è figlia della tenacia di Arturo Stàlteri, che ha messo mano al cassetto della sua ex band, e di Vannuccio Zanella della MP Records. I brani, è bene dirlo, non sono completi. Ma nonostante tutto, dimostrano una volontà di tornare verso soluzioni più semplici rispetto al secondo album. Se “Soldato” è un pezzo prettamente pianistico, “Cilla” e “What’d You Say” sono due brani che ben si inseriscono nella tradizione progressive italiana. Melodie semplici ed efficaci. A far da contorno ai tre inediti troviamo tanta roba: ben 7 pezzi dei PL reinterpretati da gruppi dell’attuale scena progressive, in particolare spicca il nome dei miei adorati Il Segno Del Comando (“Lady Ligeia”). Altre band impegnate nell’operazione sono i Gran Turismo Veloce (“Il Re Di Ralpure”), gli Sciarada (“Dietro Il Silenzio” più il brano conclusivo “Giovane Madre”), gli InSonar (Plasir D’amour”), Claudio Milano/Marco Tuppo feat. Lir Bu Fer (“Gallia”) e i Central Unit (“Giovane Madre”). Altra chicca è la reinterpretazione di “Madre” da pare di Arturo Stàlteri. Come se non bastasse, Tre contiene anche due versioni alternative, si tratta dei demo di “Sonde Di Profondità” e di “Mein Armer Italianer”. Tanta carne al fuoco, quindi, e anche di qualità. Un’operazione che rappresenta un’ideale ponte tra passato e presente della scena progressive italiana. Da avere!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.mprecords.it/
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