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Reviews - Perfect View
:: Perfect View - Hold Your Dreams - (Avenue Of Allies - 2010)
Musica per le mie orecchie! Spettacolare, questo primo lavoro dei Perfect View! E\' ormai da tempo che in Italia girano bellissimi prodotti di A.O.R. che non hanno nulla da invidiare ai grossi nomi americani. Certo, la matrice compositiva è quella, non c’è ombra di dubbio, ma del resto per fare questo genere devi per forza di cose sottostare alle dure leggi di gruppi come Bon Jovi, Journey, Van Halen, Dokken, Whitesnake, Toto… perché nomino questi giganti? Semplicemente perché in questo elegante “Hold Your Dreams” ci trovi
tanto, di questi geni della musica mondiale .
La band italiana ci regala un vero capolavoro di ottimo hard rock, dai sapori di quei Toto inizi anni \'80, con tanta melodia e tecnica e anche qualche influenza prog alla Rush degli anni di Grace Under Pressure. I brani scivolano molto bene grazie a un lavoro compositivo fatto con i guanti di velluto e una prova magistrale dei singoli; da menzionare l’ottima performance del vocalist Massimiliano Ordine , ugola nota nell’underground musicale
italiano, che sfoggia una personale tecnica vocale che ricorda vagamente il buon Geoff Tate dei primi album.
Ottima anche la produzione che ricorda, in chiave moderna, i suoni che giravano negli anni in cui primeggiavano i grandi gruppi menzionati.
Promossi a pieni voti!
Voto:9/10
Antonio Abate

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www.perfectviewtheband.com
:: Perfect View - Red Moon Rising - (Avenue Of Allies - 2014)
Si può definire una cosa fantastica il fatto che anche nel melodico (A.O.R. e simili) l’Italia abbia sfornato ottimi talenti contornati da bei dischi che non hanno nulla da invidiare a giganti americani, a volte anche superali, perché il melodico fa parte delle nostre corde ed è nel nostro DNA! Uno di questi talenti di sicuro sono i Perfect View, al loro secondo disco, intitolato “Red Moon Rising”. La band che aveva già sfornato uno stupendo primo album, in bilico tra la tecnica dei Toto e le melodie dei Journey, oggi si ripresenta sul mercato che conta con un altrettanto magnifico, addirittura superbo secondo disco.
L’alchimia del primo album non muta anzi migliora, grazie a un miglioramento, anzi un perfezionamento, dapprima in merito ad una produzione pulita e potente, e poi per via di una direzione sonora meno A.O.R. ma più tendente a quello che si vuol definire Class Metal, ovvero sia un giusto connubio tra una band di puro heavy metal e una band di hard melodico, grazie a riff di chitarra figli di gente come Dokken, Van Halen, i primi Bon Jovi (i primi due album) con una strizzata al power rock di stampo scandinavo, quali Europe e Skagarak… e questo non fa che godere uno che come me ha amato e ama ancora queste sinfonie.
L’eleganza di “RMR” si dirama per 11 brani che faranno rivivere i nostalgici, tutta quella gente che ha consumato i dischi dei miti sopra nominati; ritornelli, cori e soli di chitarra di alto virtuosismo che vanno ad abbellire la bellissima (vanhaleniana d’epoca Hagar) “Where The Wind Blows”; lo stupendo A.O.R. di “By My Side”, con ospite nei controcanti Michele Luppi; le superlative “Room 14” e “Slave To The Empire” dove i PV danno sfoggio di un bellissimo class metal da livelli stratosferici e la super ballad in tanto Bon Jovi style “I Will Remember”. Questi alcuni brani che compongono il magnifico “Red Moon Rising”, secondo disco dei Perfect View, da menzionare la prestazione dei singoli e soprattutto quella di Massimo Ordine, cantante della band già apprezzato nel primo disco, ma che oggi grazie a una prestazione ancor più grintosa va a candidarsi come uno dei migliori voci del nostro mercato hard’n’heavy.
Ultima menzione va alla cover che chiude questo disco, che di sicuro dà ancora maggiore bellezza a questo esaltante disco, una una hit dei Toto “Home Of The Brave” eseguita in maniera davvero perfetta con Ordine sempre in prima linea.
Perfect View, “Red Moon Rising”… da avere assolutamente!!!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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:: Perfect View - Timeless - (Lions Pride Music - 2018)
Terzo capitolo per gli emiliani Perfect View, formazione che ha visto i suoi albori grazie all’input di Luca Ferraresi (batteria) e Francesco Cataldo (chitarra). La band è attiva da circa dieci anni e si pone sul mercato odierno con un album che, se da una parte si dimostra al passo coi tempi per quel che concerne la produzione potente e chiara, con un gran lavoro dietro al banco di regia, dall’altra parte mette al servizio dell’ascoltatore un rock melodico se vogliamo un po’ retro\' (o AOR, fate voi) che vede le sue influenze principali in band come TNT, Journey o Dokken (e una spruzzata di Whitesnake e Deep Purple anni ’90).
“Stop Me, Kill Me, Leave Me” e “Can’t Stop The Fire” aprono l’album nel migliore dei modi: classe, tecnica e melodia si fondono in un unico stile, elegante e bilanciato perfettamente in ogni suo aspetto. Dalla terza traccia, “Shades Of Us” abbiamo una conferma di quanto espresso con le prime due canzoni; in più, in questo terzo episodio la band cerca un approccio leggermente più veloce ed incalzante, al quale aggiunge i consueti ritornelli melodici. E poi c’è “Your Love Is Gone”, la classica canzone emozionale che funge da episodio più commerciale dell’album: insomma, la classica ballata che volendo potrebbe anche apparire un po’ scontata, ma che da decenni presenta una formula, in questo genere, che difficilmente fallisce il suo compito. “Don’t Look Back” è, a parere del sottoscritto, uno degli episodi più belli del disco, perché presenta più elementi “hard” e dove il tiro effettivamente sfiora l’heavy metal, anche a livello di riffing.
“Outlaw, “No Regrets” o la finale e nuovamente robusta “Let It Go” sono altri episodi da non lasciarsi sfuggire, in un album che comunque si mantiene sul pezzo dall’inizio alla fine, offrendo una prova molto matura e coinvolgente.
Non vorrei esagerare dicendo che questo lavoro rappresenta un vero gioiello dell’hard rock/AOR, e che è difficile trovare reali difetti in un disco che rasenta la perfezione. Per chi ama questo stile, direi che l’acquisto di “Timeless” è obbligatorio, in quanto è sempre più raro imbattersi in band di questo genere così valide. Se aggiungiamo che sono italiani, poi, non vi viene ancora più voglia di dare loro il vostro piccolo ma importante sostegno? E lo si dà perché meritano alla grande, sia chiaro… il campanilismo qui non c’entra nulla. Ottimi.
Voto: 8/10
Joker

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