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Reviews - Pensées Nocturnes
:: Pensées Nocturnes - Nom d’une pipe - (Ladlo Productions - 2013)
Ditemi quello che volete, ma personalmente trovo irresistibili le uscite della LADLO. Lo so, si era capito dalle ottime parole da me già spese per Way To End e Regarde les Hommes Tomber, ma non capita spesso di ricevere ogni volta nuove conferme da una singola label. Il livello qualitativo delle produzioni d’Oltralpe non accenna a scendere nemmeno con questi Pensées Nocturnes e il loro quarto disco “Nom d’une pipe”. Apparentemente siamo dinanzi ad un lavoro di avant-garde black metal, e sin qui non ci piove; la novità è però rappresentata dall’ensemble dispiegato per le registrazioni, che comprende (gulp!) sassofoni, trombe e fisarmoniche, insieme ad una voce femminile e a vari personaggi con funzione “declamatoria”. Non è un caso se la band ama definirsi “musette black metal”, dal nome di un particolare tipo di cornamusa in voga nella Francia del diciottesimo secolo; beh, non c’è da stupirsi di simili contaminazioni da parte di un combo francese, tanto che all’attacco di “Le Marionettiste” sembra proprio di percorrere i vicoli di una fumosa città dell’Hexagone. Come se non bastasse, le urla infernali di Vaerohn e soci sono qui a ricordarci di essere dinanzi ad un prodotto a suo modo estremo, oltre che geniale e innovativo; eppure, “Nom d’une pipe” non ha paura di dispiegare momenti puramente bandistici e dal sapore di un esotismo tutto europeo come “Les Hommes à la Moustache”, per poi riprendere il corso della furia tempestosa e iconoclasta con le disperate “Le Berger” e “La Chimère”, dal finale jazzato. La grafica curatissima del libretto fa il resto, e solo la mia scarsa conoscenza della lingua d’oïl mi impedisce di andare a fondo sui contenuti presenti: posso solo dire che, come capita spesso anche sulle fanzines francesi, immagini e testo vanno spesso a braccetto, e che l’intento satirico della band è rivolto anche a personaggi contemporanei (come evidenzia la parata simil-circense con citazione di Sarkozy collocata all’inizio di “Il a Mangé le Soleil”). Il carillon infernale di “La Sirène” si trasforma in una sfuriata degna di un circo spettrale, ed è proprio questo il genere di paragone che salta subito alla mente quando si tratta di una band come i Pensées Nocturnes: uno di quegli ensemble di musicisti che non vi piacerebbe affatto incontrare in una di quelle serate nebbiose che questo inverno ci regala, proprio per via di un immaginario grafico che ce li descrive decadenti e bicolori, e chissà, frammenti di un passato che fu, incastonati in versi che nessuno leggerà mai. Non preoccupatevi per me, l’inverno mi fa questo effetto…
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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www.pnrecords-music.com
www.facebook.com/Vaerohn
:: Pensées Nocturnes - Vacuum - (Les Actues de l’Ombre Prod. - 2009)
Me le vado a cercare i gruppi “ostili”. Come un cane da tartufo. Ad esempio, questi Pensées Nocturnes. E’ un gruppo che mi ha fatto venire l’emicrania e moti di autentico sconforto. Suicidio? Mah… Vorrei capire cosa frulla nella loro mente. Cosa vogliono? Un suicidio di massa? Questo si capisce dopo l’ascolto del loro debutto “Vacuum”. Il sound che propongono porta alle estreme conseguenze la nostra pazienza. Black metal lugubre, nichilista, depresso e negativo. Per non parlare della voce, si fa per dire… Una litania di grida che porta noi poveri ascoltatori alla demenza. I brani sono una “via crucis” alla cui fine c’è la nostra crocifissione per via che ci siamo cascati. Siamo cascati nella spirale di un delirio architettato e messo in pratica dal combo francese. Si credono i nuovi Celtic Frost, ma a me pare che siano piuttosto gli eredi dei Burzum. Le autorità francesi li fanno girare liberi?
Emanuele Gentile

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