Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Patrons
:: Patrons - The Momentary Effects of Sunlight - (Last Shop Records - 2015)
Ogni tanto ti capitano da recensire dischetti discreti, senza pretese di ergersi al nuovo capolavoro dell’anno o del mese, ma che hanno comunque qualcosa da comunicare. È il caso di questo “The Momentary Effects of Sunlight”, secondo EP dei britannici Patrons, composto da quattro tracce di post rock/indie suonato con tutta l’aplomb che il genere impone. Non sono mai stato un grandissimo esperto “di genere” (lo steso termine “post”, tra l’altro, si presta a varie interpretazioni), eppure è abbastanza chiaro che il quartetto in questione si muove su coordinate care ai maestri americani, con quel tocco di malinconia che solo chi è nato in una città di mare come loro può esprimere nello stesso modo. Sarà che il Devon è uno dei luoghi più evocativi in questo senso, ma io vedo nei Patrons proprio quel mood “blu”, nebbioso eppure tagliente quando si tratta di far emergere la sezione ritmica, portato avanti da quattro ragazzoni in felpe e occhiali che non sfigurerebbero nell’identikit del classico hipster. Eppure, qualcosa in più c’è, e “Circus” è esplicativa in tal senso: l’indie che emerge dalle vocals e dall’apparenza (sia grafica che “promozionale”) dei nostri è modulato da una tradizione settantiana appena accennata che non lesina sfuriate ritmiche pur ben contenute nel sostrato rassicurante guidato dalle chitarre. Roba che sarebbe stata perfetta nei pomeriggi MTV del 1994, lì dove ogni tanto passava una band riflessiva, magari figlia della stessa umidità isolana che condividono i Patrons. E poi, con un titolo come “The Momentary Effects of Sunlight” non si può non pensare ai Pink Floyd, non tanto per riferimenti di tipo marcatamente musicale, ma per la condivisione di un certo impeto sperimentale che non porta mai una track a terminare come è iniziata, tanto per dirne una. Su “Blood Symphony” sono i Fugazi e la coppia di voci in stile MacKaye/Picciotto a farla da padrone nei momenti più sferraglianti, mentre la conclusiva “Old Rain” tratteggia sfumature noir per mezzo di alcuni cambi di accordi ben assestati. In definitiva, non aspettatevi un disco fondamentale, quanto piuttosto quattro bozzetti di un tempo che è, e che può trovare spazio nella sensibilità di ognuno.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/wearepatrons
<<< indietro


   
Banana Mayor
"Primary Colors Part I: The Red"
Deflore
"Epicentre"
Where The Sun Comes Down
"Welcome"
Lo Fat Orchestra
"Neon Lights"
Eyelids
"Endless Oblivion"
Disequazione
"Progressiva Desolazione Urbana"
Labyrinth
"Architecture Of A God"
Uneven Structure
"La Partition"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild