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Reviews - Pater Nembrot
:: Pater Nembrot - Mandria - (Go Down Records – 2008)
Tempo addietro avevo concluso l’entusiastica recensione dell’Ep Mandria, esordio autoprodotto dei Pater Nembrot, con una manifestazione di impazienza nei confronti della pubblicazione dell’omonimo album. L’attesa non è stata vana. Quanto di buono era emerso durante l’ascolto dell’Ep è stato confermato in questo full-lenght. L’album si apre con “Collirio D’Oltre Mare” e “E’ Permesso”, brani già presenti sull’uscita precedente. Il primo pezzo inedito è “Povero Diavolo” dal vago sapore Soundgarden. Poi c’è “Mandria”, l’esaltante titletrack, e con questa song l’album a dir poco decolla. Quanto questo pezzo mi piaccia, l’avevo già scritto nella recensione dell’Ep, e non posso che confermarlo anche ora. Il quarto e ultimo dei pezzi già presenti sull’Ep è “Il Ponte Dei Frati”. Il sound saturo e ricco di fuzz del gruppo esplode in “Due Punti Per Una Linea”, pezzo nel quale svetta la voce calda e profonda di Filippo(cantato rigorosamente in italiano). “F.T.” è un sogno pastorale, che a suo modo riporta alla mente un certo progressive italiano (primo Alan Sorrenti). Black Sabbath, Iron Butterfly, Blue Cheer e, soprattutto, Hawkwind, sono i nomi da tirare in ballo nelle successive “Infrarosse Part I (Eterna)”, “Infrarosse Part II (Ghirlande)” “Infrarosse Part III (Brillanda)”. Tre pezzi a dir poco strepitosi, vero e proprio incubo lisergico ricco di sabbia rossa dei deserti marziani. A chiudere il tutto c’è la cover degli eroi dell’epoca psichedelica 13th Floor Elevetor, “Riverberation” (già presente sulla compilation Wild Sond From The Past Dimension”). Una delle migliori uscite italiane dell’ultimo anno, senza ombra di dubbio alcuno.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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:: Pater Nembrot - Mandria EP - (Autoprodotto - 2007)
Ho scoperto i Pater Nembrot grazie all’ascolto della compilation Wild Sound From The Past Dimension (Godown, 2007. Da me recensita su queste stesse pagine), in cui il gruppo era alle prese con la cover di “Reverberation” dei 13th Floor Elevators. Il gruppo può contare la partecipazione nella compilation The rise Of Electric World Vol. “, più un paio di demo pubblicati tra il 2004 e il 2005. L’Ep Mandira anticipa l’uscita dell’album omonimo che è prevista per il settembre 2008 su Godown Records. Il cd presenta quattro brani, il primo intitolato “Collirio D’Oltremare” è una rock song sporca e ruvida. Ma è dalla successiva “E’ Permesso” che il gruppo inizia a fare sul serio, i suoni si fanno saturi e “stoanti”, senza che però venga perso il senso della melodia. “Mandria” con i suoi dieci minuti e passa è l’apice del disco. Atmosfere lente e dilatate, echi psichedelici si fondono con suggestioni progressive. Influenze Black Sabbath e grunge (quanto i quattro di Birmingham siano stati importanti per il movimento che ha avuto come epicentro Seattle è evidente, basta ascoltare Aliche In Chains o Soundgarden) per un vero viaggio in un mondo fatto di note e acido. Nella finale “Il Ponte Dei Frati” riesplodono le influenze Black Sabbath a cui si aggiungono quelle Blue Cheer più un certo flavour rock progressivo italiano. Se queste sono le premesse, sarà difficile attendere pazientemente l’uscita dell’album intero.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Pater Nembrot - Nusun - (Go Down Records - 2016)
Per molti il 2016 verrà catalogato come l’anno funesto della musica. Così, mentre i più piangono lacrime di coccodrillo virtuali sul web, c’è chi rimane a portare avanti la baracca. Band che con il loro lavoro stanno rendendo questo anno uno dei migliori a livello qualitativo da tempo immemore. Il filotto Siegfried, Novembre e Pater Nembrot è quanto di più eccitante mi sia capitato di sentire nella mia carriera di scribacchino. Se dei primi due ho scritto altrove, oggi tocca ai longianesi. Li seguo sin dai tempi dell’EP Mandria, li ho visti crescere e mutare, quindi sapevo che probabilmente in Nusun avrei trovato qualcosa di diverso rispetto al precedente Sequoia Seeds. Non mi sbagliavo, perché il suono dei PN in questo nuovo capitolo fa un balzo avanti nello spazio, abbracciando sonorità dal maggior appeal psichedelico, senza scordare però la ruvidezza del rock di matrice The 13th Floor Elevator e Stooges. Se la componente “soffice” alla lunga è predominante, il chiaroscuro che si viene a creare con le partiture più ruvide rende il tutto più interessante (dal punto simbolico le due cellule che si fondono in copertina possono bene rappresentare il concetto). Basti pensare alle prime due canzoni in scaletta, “Lostman” e “Stitch”, che mettono subito in chiaro come si evolverà il lavoro. Pezzi come “Architeuthis”, “The Rich Kids Of Teheran” e “Dead Polygon” faranno la gioia di voi fricchettoni in cerca di emozioni forti. Perché stoner, grunge, proto-punk, space rock e prog si fondono alla perfezione, creando un qualcosa di fluido e ammaliante. Come nel suo predecessore, anche in Nusun ci sono degli ospiti: Piotre Benton e Christian Peters ai synth, mentre Petra Wallace s’è seduta al pianoforte. Un disco mutevole, pulsante. Quasi una creatura viva. Abbandonate nel cassetto il calendario di Frate Indovino, è iniziata una nuova epoca, quella del Pater Nembrot!
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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:: Pater Nembrot - Sequoia Seeds - (Go Down – 2011)
E’ da un bel po’ che seguo con interesse le sorti dei Padre Nembrot, sin dal loro Ep d’esordio datato 2007. Non ho mai risparmiato elogi al gruppo in questione, arrivando a valutare con un 9/10 il loro precedente Mandria. I PN del 2011 hanno aggiustato il tiro, pur conservando a grandi linee quello che avevano fatto in precedenza, focalizzandosi su un rock in cui la matrice grunge è preponderante. Negli anni 90 da apostata dicevo che nel grunge non c’era nulla di nuovo, si trattava solo di una riproposizione di quanto fatto nei 60-70 da altri (Hendrix e Sabbath su tutti). Ancora una volta in questo senso va letta la musica dei Nembrot, in particolare, però, più forte che in passato è l’impressione di “Alice In Chains”, soprattutto per l’uso delle linee vocali. Ma non disperate, quel patrimonio di influenze che vanno dal prog al rock di Detroit non si sono perse. Così come alcuni passaggi psichedelici o space. Però SS appare molto più “sobrio e tirato” rispetto al predecessore. Una novità importante è il passaggio dai testi in italiano a quelli in inglese. Un vero peccato secondo me, pur non amando particolarmente l’italiano nel rock, l’uso che ne facevano loro rendeva il gruppo più originale ed esotico (soprattutto per il mercato estero). Ad impreziosire il tutto, intervengo due ospiti di spessore come Enzo Vita de Il Rovescio della Medaglia (in questo particolare momento ricco di reunion il ritorno sulle scene del Rovescio non sarebbe male) e ENRì (compagno di avventura di Mike Patton nei suoi Mondo Cane). La copertina, pur non colpendo immediatamente come quella di Mandria, alla lunga acquista sempre più fascino, e se lo dice uno che passa le nottate guardando le televendite su Video Market… dovete crederci. Bentornato Padre…
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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