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Reviews - Pasi Koivu
:: Pasi Koivu - Dark Tales And Mad Dream - (Autoprodotto - 2010)
Sono entrato in contatto con Pasi Koivu per caso. Tutto è nato dalla comune passione nei confronti dei Black Widow. Entrambi fan della fantastica band che fu di Clive Jones, entrambi amanti di certe sonorità. Non ho perso, quindi, l’occasione di ascoltare e recensire il primo volume della saga Psychedelic Adventures che vede il tastierista finlandese alla prese con l’esecuzione di una dozzina di brani sospesi tra prog, musica elettronica e tanto altro. Le song risalgono a un periodo compreso tra il giugno del 2009 e il maggio del 2010. Il lavoro si presenta quasi artigianale, e non posso nascondere che mi ha riportato indietro nel tempo, quando il mezzo più efficace ed economico di diffusione della musica era lo scambio di musicassette. Nato come pianista classico, durante la gioventù il buon Pasi è rimasto folgorato dai Black Sabbath (prima) e dal prog (dopo). Novello emulo di Keith Emerson, rimane colpito in particolare dai Black Widow. Un po’ di gavetta in gruppi di piccole dimensioni, e poi la svolta, dettata più che altro dalle possibilità di diffondere la propria musica offerte da internet, con l’autoproduzione dei volumi Psychedelic Adventures. Come dicevo prima, la musica di Pasi è generalmente prog. Non uso il termine generalmente a caso. Quanto offerto dal finlandese non è propriamente progressive, pur muovendosi su coordinate molto vicine a quel genere. Per lo più si tratta di canzoni che ripercorrono in lungo e largo quando è stato sputato fuori dalla scena musicale degli anni 60 e 70. Si va dal groove dell’iniziale \"Madman\'s Dream\" all’atmosferica \"Ghost Forest\". La rilassata “Sombrero” ricorda i Porcupine Tree di “Piano Lessons”. \"Purple Sky Saw The Widow Dressed In Black\" nei suoi tredici minuti e passa è il compendio dell’opera: prog, Deep Purple, atmosfere horror e richiami alle colonne sonore dei miei amati “poliziotteschi”. Il resto del disco pur contendo brani più corti (se si escludono “Space Party” e “Crystal Ball”) si mantiene sulle stesse coordinate stilistiche. A lungo andare il limite maggiore potrebbe risultare la mancanza di parti cantate che, nonostante la varietà di stili, potrebbe esser mal digerito da qualcuno. Personalmente vi consiglio l’acquisto di questo cd (limitato a 100 copie), se siete amanti del prog o della musica 60-70 in genere.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/ancientpasi
:: Pasi Koivu - Lucid Dreams - (Autoprodotto – 2011)
Solo qualche mese fa (febbraio più o meno) Pasi Koivu nel corso di un’intervista mi diceva che: “In questo momento, però, sono in pausa creativa, mi limito a lavoricchiare di domenica quando ho tempo”. Evidentemente quel lavoricchiare deve essere stato più proficuo di quanto il finlandese si aspettasse, ed ecco così sulla mia scrivania il terzo lavoro del tastierista, Lucid Dreams. Ciò che appare subito chiaro è come, pur essendo ancora una volta questo album un lavoro “artigianale”, la qualità complessiva sia migliorata, artwork in primis. L’aspetto puramente musicale, presenta canzoni più delineate ed essenziali. Inoltre, in più punti, al di là di del solito Keith Emerson, il lavoro di Pasi mi ha ricordato quello del Mike Oldfield meno “sintetico” di fine anni 70. I brani più convincenti sono a mio avviso quelli dal minutaggio più alto: “Moonmadness” e soprattutto la finale “Heavy Butterfly” (di gran lunga il pezzo migliore). Niente male neanche “Confession”. In buona sostanza un lavoro che non si discosta più di tanto dei precedenti (sarebbe stato strano il contrario, visto l’arco di tempo relativamente breve in cui i cd sono stati composti e registrati), se non per alcune sfumature. Per questo il mio giudizio non si allontana molto da quello dato ai primi due volumi, anche se mi spiace un po’ che sia venuta meno la vena ironica che permeava quei lavori.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Pasi Koivu - Mind Converter - (Autoprodotto - 2011)
Stakanovista, solo così può definirsi Pasi Koivu. Evidentemente non pago di quando proposto solo alcuni mesi prima nel suo debutto, Dark Tales And Mad Dreams, il prolifico finlandese pubblica (ancora una volta si tratta di un cd con tiratura limitata a sole 100 copie) un’altra decina di brani. Essendo il lasso di tempo intercorso tra la scrittura dei brani finiti nei due lavori abbastanza limitato, le canzoni non presentano sostanziali disuguaglianze. Se proprio vogliamo trovare delle differenze, allora dobbiamo soffermarci sugli aspetti formali. Per esempio, questo secondo volume delle Psychedelic Adventures non è firmato semplicemente Pasi ma Pasi Koivu and His Psychedelic Eye. I titoli presentano una maggiore ironia (“Dentists In The Dark” e “The Lamp Lies Down On Pathway”), mentre la durata media delle song è notevolmente diminuita: solo la conclusiva supera di gran lunga i 10 minuti. Per il resto è il solito tourbillon di sonorità psycho-prog che hanno attirato la mia attenzione già al tempo degli esordi. Non mancano quindi richiami ai mostri sacri degli anni 60 (EL&P, Deep Purple, King Crimson) e una certa predilezione per le sonorità più oscure Spuntano qua e là richiami alla tradizione italica in materia di colonne sonore (poliziotteschi e spaghetti western). Non posso che confermare quanto già di buono espresso in occasione della recensione del primo album..
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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