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Reviews - ParaXite
:: ParaXite - Soldiers of Business (Promo 2012) - (Autoprodotto - 2012)
Tornano gli indomiti thrashers lombardi ParaXite con questo promo contenente 4 tracce di assaggio per il loro imminente album di debutto. Buone notizie dunque, come si conviene ad una band che ha energia da vendere ed è sul punto di approdare al traguardo del full-length. Come già sottolineato in occasione della mia recensione del loro primo demo “Speed Demo(n)”, le capacità tecniche non sono di certo il cardine su cui poggia la band, e tuttavia si evidenzia una innegabile crescita strumentale da parte di tutti i componenti da un anno all’altro. Leggete tra le righe, non sono un purista dei funambolismi, specie se applicati a un genere che è da sempre sinonimo di rozzezza iconoclasta. È per questo che il ritorno dei ParaXite ha il sapore del ben congegnato, poiché l’avvicendamento dei due ep da loro sinora rilasciati non comporta velleità evolutive, quanto piuttosto la riproposizione di un atteggiamento coerente e oltranzista, diretto discendente della scena East Coast a cui il quartetto si ispira (Anthrax e Overkill su tutti). Gli ingredienti dei ParaXite, poi, sono semplici e efficaci: una opening track, “Dehumanized”, che ricorda piacevolmente sia i primi Anthrax che i DRI di “Thrashzone” e “4 of a Kind”, con un discreto numero di variazioni strumentali, una title track il cui un mid tempo riunisce influenze thrash a suggestioni hardcore, complici anche i cori e l’accelerazione nel finale, un po’ di sano riffing a grattugia per “H Bomb”, e un arpeggio che introduce la track più lunga e “riflessiva” del lotto, “God Sex, Money, Power”, per poi riaffiorare nel finale. Apprezzabile la scelta di costruire quest’ultimo brano su ritmi vari e più articolati, senza comunque perdere un grammo di immediatezza nella proposta sonora. In definitiva, non servono tanti giri di parole per descrivere (e incensare) i ParaXite, specie per chi è avvezzo a queste sonorità, e tutt’ora mangia a colazione pane e S.O.D. Ogni volta che ascolto un lavoro del genere, resto sempre più stupito dalla capacità che bands come loro hanno di riportare il calendario indietro di svariati decenni. E ora attendo senz’altro il debutto sulla lunga distanza!
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.facebook.com/paraxitethrashmetal
:: ParaXite - Speed Demo-n - (Autoprodotto - 2011)
Logo verde in stile Overkill o, se preferite, National Suicide, per questi quattro thrashers lombardi. Emulazione o inconsapevole affinità di intenti con i padri putativi newyorkesi? Narrano le cronache che Rat Skates disegnò il tipico logo in verde affinché spiccasse sui manifesti, e la Storia gli ha dato più che ragione. Dai B-movies dei tempi andati alle docili immagini di “Planet Terror”, il colore celebrato anche dai Pink Floyd salta agli occhi, eccome. Ma veniamo ai ParaXite, e al loro “Speed Demo-n”, 4 tracks ep di debutto molto influenzato da DRI e dal thrashcore in generale. Riffoni grossi, voce che si dipana in melodie torrenziali che lasciano spesso spazio a stacchi e cori incisivi, e una certa vicinanza ai primi lavori dei sopracitati Overkill, con la voce di Andy Vyper molto più rozza di quella del buon Blitz. “Brain surgery” e “Fail of the system” sono entrambe guidate dal basso, con soli veloci e taglienti che pur non presentando alcuna velleità tecnica riescono comunque a richiamare i primi vagiti del thrash americano. In particolare, la seconda prende a piene mani dai mid-tempo cari ai Testament, e forse avrebbe beneficiato di quell’amore per il barocchismo e per variazioni di rilievo professato dalle parti della Bay Area.
“Headshot killing” gioca la carta del sampler poliziottesco, già utilizzato dai Rebelde in “9/11/1944” una decina d’anni orsono, per un brano che fa della potenza la sua componente principale. Bella l’idea della voce più stridula su “Cannibal aggression”, che rende il tutto un po’ più vicino a sonorità hardcore – penso in particolare ai nostrani Alter-Azione. Peccato che il tempo non sia precisissimo, e che emergano alcuni dei limiti tecnici dei singoli musicisti proprio nella track che si mostra la più interessante del lotto, forte com’è di una melodia macabra e a suo modo accattivante. Incoraggio la band a proseguire sulla strada intrapresa, e a curare sempre più gli arrangiamenti e i suoni in generale, in modo da evitare l’effetto “a zanzara” delle chitarre. Per il resto, sono pronto a scommettere sulla sicura resa dal vivo dei loro brani!
Voto: 6/10
Francesco Faniello

Contact:
www.myspace.com/paraxite_thrash_metal
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