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Reviews - Ozzy Osbourne
:: Ozzy Osbourne - Blizzard of Ozz - (Jet - 1980)
In condizioni fisiche drastiche dovute agli eccessi di alcol e stupefacenti, il leggendario frontamn dei Black Sabbath lascia la band sul finire degli anni settanta e, solo successivamente, grazie agli aiuti della signora Sharon, riesce a rimettersi in piedi.
Unitosi al grande guitar-hero Randy Rhoads, mostra tutta la sua follia mista a genialità in questo album, tralasciando le varie sonorità imposte da Iommi, si lancia verso un hard-rock più dinamico e meno complesso. Il grande Randy conquista il pubblico grazie alla sua maestria sullo strumento, sottolineata già dalla prima traccia I Don’t Know, pezzo che rimarrà mitico per il suo riff cardine. La seconda traccia certamente non ha bisogno di presentazione per essere ascoltata, Crazy Train riassume ed esplicita la ipnotica voce di Ozzy con la genialità del chitarrista. Senza dimenticare gli altri componenti del gruppo, Bob Daisley e Lee Kerslake riescono a percorrere ottimamente le sonorità intraprese, stampate ormai a fuoco nei mitici pezzi di Blizzard of Ozz. L’album continua con la romantica Goodbye to Romance e la strumentale Dee. Famosissima per i vari dissidi provocati con avvocati, famiglie di ragazzi suicidati, demonologi e chi più ne ha più ne metta, Suicide Solution spunta prorompente per sottolineare la movimentata vita del singer, lottando tra droga e alcol. Mr.Crowly con il suo riff lento e macchinoso, percorre melodie malvagie e cupe cedendo il passo a No bone Movies, Revelation e Steal Away dalle chiare influenze hard rock.
Un disco che ha regalato la notorietà e la fama a tutta la band, con la consapevolezza che il Madman è tornato ai grandi fasti.

IF
:: Ozzy Osbourne - Down to earth - (Epic - 2001)
DOWN TO EARTH decreta il ritorno di Ozzy come solista, assente dalle scene (se si esclude ovviamente la parentesi di reunion con i Black Sabbath e la raccolta con inediti \"The Ozzman Cometh\") dal \'95 con l\'album Ozzmosis.
La grande curiosità che abbrancava il sottoscritto all\'uscita del suddetto, era tuttosommato legittimata dal fatto che l\'artista in questione, dopo aver girato in lungo e in largo con quel carrozzone (NU metal!?) chiamato OzzFest, avesse intrapreso chissà quale tendenza stilistica, tenendo conto della stravagante personalità del \"Madmen\" avvezzo a sonorità moderniste ed alcune volte imprevedibili; a tutto questo poi aggiungerei un sottile stato di appagamento da parte dello stesso (d\'altronde fare una carriera come la sua non è da tutti), portandolo quindi ad una carenza di idee compositive.
In effetti Down... rispecchia in piene ciò che purtroppo temevo; oltre ad un paio di mediocre ballads radiofoniche (\"Dreamer\", banale e scontatissima e \"Runing Out of Time\", poco più accettabile ma anch\'essa prevedibile), il resto si posiziona sugli standards del \"già sentito\", con frangenti di modernismo tendente ad un certo tipo di stoner (\"Get me Through\" o \"Junkie\" ad esempio) con una conclusione fiacca e demotivata.
Due o tre brani non eccezionali ma carini ci sono (\"Facing Hell\", \"Junkie\" o \"Alive\"), ma sembra quantomeno eccessivo pagare più di trentamilalire per così poco.
Tale mediocrità va denunciata subito al di là del grosso nome che si va a recensire,
Ozzy è un grande artista e come tale si riscatterà presto... Spero!

R
:: Ozzy Osbourne - Live in Budokan - (Epic - 2002)
Non so se qualcuno di noi sentisse il bisogno dell\'ennesimo live album (dalla copertina davvero di cattivo gusto) di Mr. Ozzy Osbourne, soprattutto dopo la lunga serie di scellerate gesta che lo hanno coinvolto e trasformato in macchina per far soldi per il music business, oltre che per se stesso.
Del \"madman\" che tutti conoscevamo, ormai è rimasto poco o nulla, se pensiamo a tutte le trame commerciali che sono ruotate attorno alla sua notorietà: dal \"circo\" Ozzfest, portato avanti con astuzia dalla moglie-manager Sharon con Ozzy a far da padrino alla band nu-metal di turno, all \"storica reunion\" con i Black Sabbath che sembrava più una truffa che altro, per poi passare alle vicende più recenti che lo hanno visto indaffarato come testimonial in qualche pubblicità o ospite di riguardo per feste regali (?!). Ma tutto questo evidentemente non è bastato, poichè, per toccare definitivamente il fondo, ci ha consegnato prima uno scialbo, insignificante studio-album (di cui non ricordo neanche più il titolo) e poi si è offerto alla corte di MTV come protagonista di una scabrosa sit-com, The Osbournes, per la felicità della new generation e con tanto di compilation di supporto, che sinceramente non ho ascoltato, ma neanche toccherei con un palo lungo 20 metri!
Ed ora, questo live album? Ne avevamo proprio bisogno?
Questo non lo so, ma sta di fatto che in questa occasione per lo meno le attese non vengono tradite. I pezzi sono grintosi ed avvincenti come sempre, con una tracklist a dire il vero un po\' ridotta all\'osso e dove, al fianco dei classicissimi \"Crazy Train\", \"Mr Crowley\" o \"Bark At The Moon\", fanno la loro buona figura anche i recenti episodi dell\'ultimo sciagurato album, decisamente rivitalizzati.
E\' chiaro che Ozzy non è più quello di una volta (l\'età c\'è e si sente), bensì la voce grossa la fa il chitarrista Zack Wylde, confermandosi oggi come non mai, vero trascinatore e boa di salvataggio della band (senza nulla togliere agli altri componenti).
CD buono ma assolutamente non indispensabile.
Lo so che il denaro fa comodo a tutti, ma c\'è modo e modo di gua.

R
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