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Reviews - Overtures
:: Overtures - Artifacts - (Sleaszy Rider Records - 2016)
Altra realtà italiana (da Gorizia), ma questa volta è una band dedicata all’Heavy Metal Melodico e attiva dal 2003; nel 2007 esce il primo Ep dal titolo “Beyond the Waterfall” e sono stati in tour con Almah, Threshold, Secret Sphere, etc… Ritornano con il nuovo disco (il quarto), dal titolo “Artifacts” e dalla bellissima copertina – e sono sostenuti dall’etichetta Sleaszy Rider Records. Un album dove le influenze Power Metal si mescolano con il Prog Metal, difatti, già dalle prime note del disco si percepisce (e si apprezza) la tecnica accurata mescolata a melodie roboanti, ma ben strutturate. La terza traccia (“Gold”) offre anche una dose di growl e in più punti mi riporta al primo disco dei Secret Sphere (per atmosfere e cambi di tempo, ma anche per il bel mix di Prog e Power). Non so a voi, ma la voce del cantante mi ricorda spesso un incrocio (vocale) tra Roy Khan (Kamelot, Conception) e il nostrano Morby (Domine, Sabotage, Time Machine, etc…). Comunque, i brani scorrono con piacere, e non si può negare che quest’album è come uno scrigno di emozioni, grazie alle atmosfere e alle melodie create; gli Overtures realizzano così un lavoro che vanta un potente equilibrio tra capacità compositive, musicalità e intensità emotiva che non è indifferente! La quinta traccia (“Profiled”) invece è più legata ai cliché Power Metal – anche nei cori – e tende a perdersi nel marasma dei brani del genere, con una struttura tra l’altro meno ‘elaborata’ rispetto a buona parte del disco. La decima traccia (“Angry Animals”) è la più Heavy del lotto: infatti è un bella cavalcata energica e che si ricollega alla migliore scuola Heavy anni ’80 (tra i brani più belli, fidatevi!). In conclusione, il disco che avrete tra le mani è davvero un buon disco… ma devo anche ammettere di aver riscontrato che il sound degli Overtures (almeno in questo album) è legato (o ispirato) ai Kamelot e ai primi Secret Sphere (per il sottoscritto “A Time Never Come” del 2001 è uno dei migliori dischi dell’intera scena metal italiana, e non solo) con un po’ di quell’estro di chiara scuola Queensryche. Anello debole, in alcune tracce, è la voce di Michele Guaitoli – che va meglio nei brani più energici e sperimentali, a differenza dei brani dal cliché Power; ma sono punti di vista! E allora, fatevi sotto e date accoglienza ad “Artifacts” nella vostra discografia di Prog Power Metal Made in Italy (e non solo). In bocca al lupo/evviva il lupo (per par condicio) ragazzi, a presto spero!
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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www.overtures.it
www.facebook.com/OverturesMetal
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