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Reviews - Outworld
:: Outworld - Inverse Polarity Soul - (Autoprodotto - 2009)
Gli Outworld si formano nel 2004, ma a quanto apprendo dalla bio sono il risultato di una ricerca musicale che il leader, tale Lord Jian, iniziò già qualche anno prima, diviso tra tradizione black metal e innovazione elettronica, capitalizzando gli input di Mayhem, Zyklon e Aborym. A completare il progetto ci sono Wolvie, che sembra provenire da una certa esperienza di tastierista e di bassista, sia nel metal che dalla techno-trance, a partire dalla metà degli anni 90, ed Hellrider, principale autore dell\'ossatura delle canzoni e di alcuni testi, influenzato anch\'egli dal metal e da un certo tipo di musica EBM-Harsh contemporanea. Questo è il loro terzo studio album, il secondo con questa formazione.
Inverse Polarity Soul dura più di un\'ora, contiene 13 pezzi tra cui un\'innovativa traccia CD rom, corredata di un autentico booklet virtuale con testi e fotografie.
La durata media dei pezzi si aggira sui cinque minuti. I testi variano dalle introspezioni di anime tormentate alle pessimistiche descrizioni della realtà, viste attraverso l\'estetica esistenziale del gruppo, composta di aggressività, passione, lucidità e sarcasmo. Questi caratteri sono anticipatori della proposta artistica degli Outworld. Il gruppo compone, suona e produce un particolare genere di musica elettronica, che credo sia la risultante \"democratica\" delle loro influenze sia come membri isolati che come gruppo. Il risultato è un\'originalissima miscela di Harsh, EBM, Industrial, Techno-Trance e Darkwave, e questo caos apparente viene organizzato ricorrendo a strutture sperimentali e sperimentazioni melodiche, realizzate in circa due anni e mezzo di lavoro continuo, sia sul lato tecnico che quello compositivo. Le strutture, tranne che in episodi isolati come le tracce strumentali, si traducono in modo diverso dalle caratteristiche pounding beats lineari e ballabili usate nell\'Harsh-EBM, includendo cambi di tempo inaspettati ma anche, in un certo modo, coerenti tra di loro; ritmiche che in alcuni momenti si rifanno a quelle di Artificial Soldier dei Front Line Assembly, e che tradiscono l\'esperienza come batterista di metal estremo di Lord Jian, principale programmatore delle drumbeats. Questa componente, piuttosto ostica per gli amanti delle linee continue da dancefloor, si risolve però spesso in parti in cui la componente ambient-trance fa da contraltare a sonorità più industrial, rendendo l\'ascoltatore piacevolmente disorientato nel cercare di decifrare l\'intreccio tra le varie componenti melodiche, fra cui la linea vocale del leader e gli intrecci con quelle, sporadiche ma abbastanza incisive, degli altri componenti. Si può dire che gli Outworld suonino metal elettronico o elettronica metal, è difficile dire dove inizi una cosa e dove finisca un\'altra, tanto che, tranne sulla title track (degna di essere usata come soundtrack di un film tratto dai libri di Tom Clancy), non è presente alcuna chitarra elettrica, almeno nella sostanza. Ma è anche vero che le melodie di strings e sinths riescono a ricrearne le stesse geometrie, adoperate già nel metal. Ma gli Outworld non si esauriscono nella alchemica sottomissione di questi due principi, poichè manifestano anche di non essere indifferenti a sonorità provenienti dalla migliore scena nord americana, vale a dire i messicani Hocico e Amduscia, gli statunitensi Psyclon 9 e Unter Null, e i canadesi Front Line Assembly, e da quella europea e italiana, con particolare riferimento alle orchestrazioni dei notevoli Epochate, agli imprescindibili Suicide Commando e alla subliminali atmosfere \"Terror\" di Grendel e XP8.
Una band che consiglio a tutti quelli che non disdegnano sperimentazioni tra potenza, atmosfera e melodia nella musica elettronica, e che forse iniziano a temerne una probabile involuzione stilistica.
BF

Contact
www.outworldsound.com
www.myspace.com/outworldimension
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