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Reviews - Osada Vida
:: Osada Vida - Particles - (Metal Mind - 2013)
A tre anni dalla pubblicazione dello splendido “Uninvited Dreams”, tornano i polacchi Osada Vida. Le novità non mancano, soprattutto per quanto concerne la line-up: un nuovo cantante, Marek Majewski (ex Acute Mind) s’è unito al gruppo nel 2012. Il nuovo inserimento è avvenuto in modo indolore, non creando particolari scompensi qualitativi. La band si attesta sui consueti livelli (elevati) qualitativi, con un prog metal – anche se sempre meno metallico – che si rifà a nomi classici, come Yes e Rush, e realtà più attuali del calibro di Porcupine Tree e Riverside. Pur non contenendo episodi particolarmente tirati, il gruppo riesce a tirar fuori un’anima hard rock, forse assente in passato. Per esempio “Stronger” pare uscita dal songbook dei Deep Purple del periodo Perfect Strangers. Però tutto sommato l’album è rilassato, con un sapore quasi ottantiano, anche per alcune scelte stilistiche in fase di arrangiamento. Ciò che invece non passa inosservata è la cover di “Master Of Puppets” dei Metallica, qui stravolta in versione quasi da lounge bar! Esprimere un giudizio definitivo su questo brano non è cosa semplice, certo ha il suo fascino, ma poi se si pensa all’originale… La sensazione è la stessa provata per la “Crazy Train” in salsa crooner che faceva da sigla agli Osburnes. Un disco piacevole, forse senza brani memorabili, che pur non raggiungendo le vette del suo predecessore, riconferma gli OV nel gotha del prog europeo.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact:
www.myspace.com/osadavida
www.metalmind.com.pl
:: Osada Vida - The After-Effect - (Metal Mind – 2014)
Gli Osada Vida viaggiano veloci come un treno, ormai ogni anno rilasciano un album per i propri fan (nel 2012 in realtà è stato il turno dello splendido DVD Where The Devils Live). Le novità non mancano in questo giro, alla luce di un paio di cambi di line-up, nuovo chitarrista e nuovo batterista, che probabilmente hanno inciso sulla volontà del combo di sfornare un lavoro che è sicuramente il più semplice e diretto della propria carriera. Sin da “King Of Isolation” questa svolta rock è evidente. Non si preoccupino i puristi, il prog c’è, ed è ancora tanto, ma l’attitudine è diversa. Pensate a certi Porcupine Tree più mainstream, o ai Radiohead più complessi, ed avrete un’idea di cosa possa contenere The After-Effect, quinto capitolo della saga dei polacchi. Non il migliore, per me Uninvited Dreams rimane l’apice della discografia dei progster est-europei, però TAE si piazza più o meno sullo stesso gradino del discreto Particles, pur rappresentandone una versione “light”. Ciò che mi meraviglia maggiormente è la pessima copertina scelta, va bene che si vuole creare una sensazione di straniamento post-effetto, ma anche l’occhio vuole la sua parte! Per il momento solo le orecchie possono gioire, non come in passato, ma di certo non possono lamentarsi.
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella

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:: Osada Vida - Uninvited Dreams - (Metal Mind – 2009)
Il rinascimento progressive passa dalla Polonia. Nessuna nazione può vantare tre band dello spessore di Riverside, Indukti e Osada Vida. Senza dimenticare il sottobosco formato da altri gruppi validi come Satellite, Collage e Metus. Soprattutto il terzetto iniziale è un chiaro esempio di come si possano intraprendere cammini personali e convincenti. Se i Riverside hanno rinnovato il prog anni novanta, gli Indukti riescono a coniugare sperimentazione e passato, mentre i più tradizionali sono gli Osada Vida. Questi ultimi sono arrivati al terzo album in tre anni (Three Seats Behind A Tringle e The Body Parts Party, mentre Moment Krytyczny, W Drodze Na Księżyc e Osada Vida sono stai realizzati tra il 2000 e il 2004 ) con il nuovo Uninvited Dreams. Come ho detto, dal punto di vista strettamente musicale il gruppo si rifà al prog di matrice 60-70, con sane iniezioni di jazz, rock sinfonico e qualcosa di prog-metal. Detto così potrebbe apparire come nulla di nuovo, ed effettivamente è così. Però gli Osada Vida hanno fanno tutto al meglio, confezionando un concept album sui sogni che è quanto di meglio sia uscito in ambito progressive in questo ultimo anno. Si passa da stacchi jazz alla Perigeo, ad atmosfere care ai Pink Floyd. Non mancano dei momenti alla Marillion anni 90 (quelli di Brave o Afraid Of The Sunlight), o citazioni della scena di Canterbury. Tutto questo senza ridurre la capacità del gruppo di costruire brani convincenti e che alla fine risultano personali e accattivanti. L’edizione in mio possesso è quella standard, nei negozi troverete anche quella limitata in digipack con tre bonus track.
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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:: Osada Vida - Where The Devils Live - (Metal Mind Productions - 2012)
L’album Uninvited Dreams, nel 2009, mi aveva fatto conoscere la progressive band polacca Osada Vida. In quella occasione spesi parole d’encomio per questa formazione capace di unire al prog di matrice 60-70 il jazz, il rock sinfonico e il prog-metal. Il tutto con una classe innata e un’evidente facilità in fase di songwriting. Quando ho aperto il pacchetto promozionale speditomi dalla Metal Mind ed ho trovato al suo interno Where The Devils Live, il primo dvd dei polacchi, ho gioito non poco, pregustando quello che avrei ascoltato e visto. Superata la mascherina di prestazione, seleziono il concerto. Mi ritrovo catapultato in un teatro dal nome impronunciabile di Cracovia, colori caldi e immagini cristalline. Parte “Remember”, il primo pezzo e ho un brutta sorpresa, per fortuna l’unica, la voce del singer Lukas (una sorta di Cesare Cremonini con qualche chilo in più) non è altezza delle aspettative e tende a “schiacciare” i brani. Fortunatamente il resto del gruppo va alla grande, i brani si susseguono senza sosta, regalando emozioni. Il tappeto musicale è di grande spessore, le canzoni provengono dai tre album fin qui editati dal gruppo, con una predilezione per l’ultimo. La qualità audio-video è nei soliti livelli eccelsi delle produzioni MMP. Difficile non immedesimarsi nel pubblico presente nel bel teatro. A corredo dello show, nella sezione extras, troviamo un’intervista in polacco con sottotitoli in inglese ai due leader della band, biografia, discografia, galleria fotografica, immagini per il desktop, e un mini docufilm dal titolo “3 Hours To The Show”. Un dvd che farà la gioia di chi segue le sorti degli Osada Vida da un po’ e di tutti quelli che amano in generale il progressive rock.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/osadavida
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