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:: Osada Vida - Uninvited Dreams - (Metal Mind – 2009) Il rinascimento progressive passa dalla Polonia. Nessuna nazione può vantare tre band dello spessore di Riverside, Indukti e Osada Vida. Senza dimenticare il sottobosco formato da altri gruppi validi come Satellite, Collage e Metus. Soprattutto il terzetto iniziale è un chiaro esempio di come si possano intraprendere cammini personali e convincenti. Se i Riverside hanno rinnovato il prog anni novanta, gli Indukti riescono a coniugare sperimentazione e passato, mentre i più tradizionali sono gli Osada Vida. Questi ultimi sono arrivati al terzo album in tre anni (Three Seats Behind A Tringle e The Body Parts Party, mentre Moment Krytyczny, W Drodze Na Księżyc e Osada Vida sono stai realizzati tra il 2000 e il 2004 ) con il nuovo Uninvited Dreams. Come ho detto, dal punto di vista strettamente musicale il gruppo si rifà al prog di matrice 60-70, con sane iniezioni di jazz, rock sinfonico e qualcosa di prog-metal. Detto così potrebbe apparire come nulla di nuovo, ed effettivamente è così. Però gli Osada Vida hanno fanno tutto al meglio, confezionando un concept album sui sogni che è quanto di meglio sia uscito in ambito progressive in questo ultimo anno. Si passa da stacchi jazz alla Perigeo, ad atmosfere care ai Pink Floyd. Non mancano dei momenti alla Marillion anni 90 (quelli di Brave o Afraid Of The Sunlight), o citazioni della scena di Canterbury. Tutto questo senza ridurre la capacità del gruppo di costruire brani convincenti e che alla fine risultano personali e accattivanti. L’edizione in mio possesso è quella standard, nei negozi troverete anche quella limitata in digipack con tre bonus track.
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella
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